Lightnin’ Slim – It’s Mighty Crazy!
| 16 gennaio 2012 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
If it wasn’t for bad luck, Po’ Lightnin’ wouldn’t have no luck at all.
Questo esemplare verso errante del blues è rimasto per sempre legato a Lightnin’ Slim. Fu uno dei primi che cantò nel microfono dello studio di J.D. Miller (visibile in copertina) alla sua prima sessione di registrazione nel 1954.
Inoltre, Bad Luck gli portò fortuna: fu il suo primo disco in assoluto e definì non solo il futuro del bluesman, che in quello studio suonò ancora per 12 anni ed ebbe pubblicate più di 60 tracce, ma anche i destini di Miller stesso e del blues della Louisiana perché con quel primo successo il produttore, fino ad allora impegnato soprattutto con musica bianca country e cajun, scoprì che esisteva un mercato R&B nero, richiedente i dischi dei beniamini locali.
Certamente ancora non poteva sapere che, qualche decennio più in là, (Leggi il resto)
Lazy Lester – Blues Stop Knockin’
| 12 dicembre 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
«My retirement – it’s a long story, and I usually like to leave it that way».
Riprendo la vicenda di Leslie Johnson, in arte Lazy Lester, con queste sue parole retrospettive riferentesi al 1966 quando, stanco dello show business, lasciò il mondo della musica per ritirarsi a vita privata.
Intorno al 1969 si trasferì a Chicago, dove il bluesman di Detroit Johnny ‘Yard Dog’ Jones ha ricordato d’averlo visto suonare l’armonica nel parcheggio di un negozio di liquori, nel south-side. Di certo non un luogo degno, ma a quei tempi si manteneva facendo il camionista per North American Van Lines, una compagnia di trasporti.
Tuttavia Lester non sopportò a lungo il freddo inverno, così tornò in Louisiana al suo vecchio impiego di taglialegna:
«Usare la motosega, quello era il mio lavoro! La motosega in una mano e la canna da pesca nell’altra». (Leggi il resto)
Lazy Lester – I Hear You Knockin’!
| 20 novembre 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
Mi ricordo ancora quel gelido giorno di gennaio del 1971, quando io e Lightnin’ Slim aspettammo alla stazione dei bus a Pontiac, Michigan, l’arrivo del suo vecchio partner, Lazy Lester.
Il bus arrivò e andò, ma di Lester nessuna traccia. Mentre chiedevo informazioni presso lo sportello, un passeggero che era appena uscito dallo stesso bus mi sentì e disse che a bordo c’era un ragazzo nero, alto e magro, che sembrava addormentato. Doveva essere lui! La fermata successiva era Flint, circa una cinquantina di chilometri a nord.
Potete capire, eravamo attesi alla University of Chicago Folk Festival, dove era previsto che Lightnin’ e Lester suonassero insieme in un reunion concert. Arrivati alla stazione di Flint andai direttamente alla toilette, e indovinate chi ci trovai? Mr. Lazy Lester! Si scusò, e finalmente potemmo andare a Chicago.
Sono passati 23 anni, ma lui è ancora il solito matto.
Michael P. Smith – New Orleans Jazz Fest
| 25 ottobre 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Libri, RECENSIONI |
Più di 400 foto scelte tra 800 stampe, a loro volta estratte da un campionario di oltre 14.000 immagini: basta vederne solo qualcuna per capire come fare la selezione possa essere stata la cosa più difficile.
Partito nell’aprile 1970 in Congo Square con poche centinaia di spettatori, il New Orleans Jazz Festival evidentemente mostrò qualcosa di cui la città aveva bisogno se già dopo due anni ebbe l’esigenza di trasferirsi in un luogo più grande, il Fair Grounds Race Course, uno dei più antichi ippodromi degli Stati Uniti, dove si svolge tuttora ogni anno in primavera con il nome di New Orleans Jazz & Heritage Festival.
Dopo aver citato i nomi di Quint Davis e Allison Miner nella seconda bio-recensione di Professor Longhair, come i due principali fautori della carriera del pianista dopo il 1970, li rimetto qui tra gli iniziatori di questo grande happening che, grazie alla visione del principe degli impresari George Wein, diventò un festival di rilevanza internazionale. (Leggi il resto)
Various Artists – Swamp Blues
| 14 ottobre 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
È da un po’ che penso di scrivere in modo più approfondito sugli artisti blues della Louisiana, in particolare quelli bazzicanti nell’estesa fascia costiera che va da Baton Rouge e dintorni lungo una via ideale che può essere rappresentata dalla I 10, sovrastante il grande Bayou Country, e arriva oltre il confine del Texas, fino a Galveston e Houston, comprendente città come Breaux Bridge, Lafayette, Rayne, Ville Platte, Lake Charles, Beaumont, Port Arthur ma anche Opelousas, Morgan City e, naturalmente, la piccola Crowley, importante sito di produzione musicale degli anni 1950-1960, quando vi si concentrarono tanti artisti del blues, cajun, zydeco, rock’n'roll e rockabilly della zona.
Mi pareva ovvio partire da quelli considerati i rappresentanti più consistenti di ciò che è ritenuto swamp blues, il blues del sud della Louisiana, e cioè Lightnin’ Slim, Lonesome Sundown, Slim Harpo e Lazy Lester, tuttavia questo disco, in formato compresso ma non meno invasivo, ultimamente m’è ronzato talmente tanto nelle orecchie (Leggi il resto)
Professor Longhair – Crawfish Fiesta
| 21 settembre 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
Un disco adatto a chi volesse avvicinarsi al Professore, e indispensabile agli appassionati. Se l’altro focalizza le prime incisioni, qui sono racchiuse le ultime, e insieme sono rappresentativi al meglio dell’inizio e della fine della storia discografica di Longhair.
Una storia divisa in due fasi, la prima dal 1949 al 1959, e sporadicamente fino al 1964, e la seconda dal 1971 all’uscita di questo disco, 1980.
Riprendendo la vicenda da dove l’ho lasciata nell’altro articolo, cioè all’inizio della triste seconda metà degli anni Sessanta passata senza poter far musica, uno dei primi eventi a documentare l’esito di quegli anni bui fu la visita di Mike Leadbitter, l’editore di Blues Unlimited, che lo incontrò a New Orleans nell’aprile del 1970 al suo indirizzo, 1522 South Rampart. In quell’occasione Leadbitter trovò l’artista “vecchio”, depresso, malato, dimenticato dal pubblico, dagli amici e dall’industria discografica. (Leggi il resto)
Robert Gordon – Hoochie Coochie Man
| 18 luglio 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Libri, RECENSIONI |
Quando Alan Lomax si recò nella piantagione Stovall, in Mississippi, e chiese a McKinley A. Morganfield di registrare una canzone per lui, nessuno poteva immaginare che entrambi, in quel momento, 31 agosto 1941, stavano dando inizio ad un capitolo importante non solo nella storia del blues, ma della musica moderna intera.
Lomax era accompagnato da colui che aveva iniziato la spedizione in “terra santa”, John Wesley Work III, un professore afroamericano della Fisk University, e McKinley ‘Muddy Water’ (allora senza l’esse finale), quando seppe che un uomo bianco lo stava cercando, non pensò altro che fosse un agente del fisco, o un poliziotto venuto a cercarlo per via della sua attività di distillazione clandestina di whisky.
Muddy nacque nel 1913 a Rolling Fork, nel sud della regione del Delta. La mamma morì dopo il parto, fu allevato dalla nonna materna in una capanna di legno costruita prima della Guerra Civile, e poté frequentare la scuola solo per tre anni, perché crescere nelle piantagioni significava lavorare nei campi appena si era abbastanza grandi, sugli 8 anni circa. (Leggi il resto)
Castel S. Pietro in Blues, 5.6.2011
| 16 giugno 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Concerti, RECENSIONI |
In forse fino all’ultimo momento a causa della pioggia insistente, l’ultima serata del festival di Castel S. Pietro s’apre con una quindicina di spettatori temerari seduti in platea con gli ombrelli, mentre un discreto numero di persone assiste dal portico che da un lato chiude la piazza. E’ talmente tanta la riconoscenza del presentatore nel vederci là sotto, incuranti dell’acqua, che alla fine della sua introduzione viene a stringere la mano ad ognuno di noi.
Sono i Mandolin’ Brothers, una formazione dell’Oltrepò pavese, a dover aprire in una situazione che appare surreale. (Leggi il resto)
Guitar Slim – The Things That I Used To Do
| 24 maggio 2011 | Pubblicato da Sugarbluz in Dischi, RECENSIONI |
Gatemouth Brown, T-Bone Walker, Lowell Fulson and Guitar Slim were all performing one night at the White Eagle in Opelousas, Louisiana. Slim was headlining because ‘The Things I Used To Do’ was a scorcher. They were all sitting in the dressing room and Guitar Slim walked up to ‘em and said: “Gentlemen, we got the greatest guitar players in the country assembled right here. But when I leave here tonight, ain’t nobody gonna realize you even been here”.
Well, they all laughed, but that’s exactly what happened.
Fu proprio quello che successe, riporta Earl King nel libro di Jeff Hannusch I Hear You Knockin’.
Lui era là e lo vide. Slim era al picco della carriera ed eclissò i colleghi uscendo con i capelli tinti di blu, completamente vestito di blu comprese le scarpe, e a cavalcioni sulle spalle di un valletto, con un cavo connesso alla chitarra lungo più di 100 metri. Continuando a suonare avanzò in quel modo attraverso la folla fino all’esterno, sulla strada, dove le automobili immancabilmente si fermarono. (Leggi il resto)












BIG WALTER HORTON



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