Clarksdale, Mississippi – pt 1

(The Crossroads, Abe’s, WROX, Delta Blues Museum, The New World, Red’s,
Riverside Hotel, W.C. Handy’s, Wade’s, Sunflower River, e altro)

The crossroads, Clarksdale, Ms

Nonostante sia quanto di più idealmente lontano dal famigerato incrocio a cui si attribuisce il mito della cessione dell’anima al diavolo da parte di Robert Johnson, e che in realtà le due highway 49 e 61 non s’incrocino qui, la pomposità dell’impianto e del riferimento musicale è azzeccata in quanto quelle due sono state percorse da innumerevoli bluesman e sono entrate in un numero quasi altrettanto incalcolabile di canzoni: ciò vale da solo un riconoscimento.

The crossroads

Tuttavia quando si riporta lo sguardo ad altezze umane il mito, qualsiasi sia, svanisce all’istante, trattandosi di un trafficato quadrivio cittadino con catene di ristorazione, supermercati, noleggi auto: nulla di magico. Non per niente nel film Crossroads degli anni Ottanta per corroborare la leggenda del patto col diavolo è stato usato un crocicchio sperduto e solitario in mezzo al nulla (a Beulah), molto più adatto a un incontro con un’entità superiore.
Sono DeSoto Ave e N State Street a incrociarsi qui, DeSoto un’estensione della 49 intersecante a T con una diramazione della 61, mentre le due leggendarie s’incontrano di persona più a nord confluendo in una sola nei pressi del Moon Lake, dove poi la 49 si separa piegando a ovest verso Helena; ho fatto quel percorso diverse volte nei giorni di spola tra Dundee e Clarksdale per il festival.

Abe's Bar-B-Q

Sono d’accordo con Cheseborough che la cosa più interessante dell’incrocio favolizzato di Clarksdale è Abe’s B-B-Q. Lui cita anche Delta Donuts, ma non l’abbiamo trovato cercando a destra e a manca, spinti dall’ora di colazione e dalla voglia matta di donut. Sapendo che era adiacente ad Abe’s credo proprio sia stato buttato giù, lì dov’è il lotto vuoto.

Abe's Bar-B-Q

Abe’s in compenso è vivo e vegeto dal 1924, dapprima con il nome di Bungalow Inn, ma è sempre stato solo un ristorante. Un bel traguardo di per sé e per la contiguità con Robert Johnson (e non solo). Nel 1937 da Fourth St. si spostò sulla Highway 61 con il nome di Delta Inn fino a che nel 1960 il figlio di Abraham Davis, Pat, lo rimodellò qui e lo rinominò in onore del padre.

Abe's Bar-B-Q

Storia in breve del locale di Abraham, noto anche per una salsa che poi dato il successo ha cominciato a vendere nei negozi locali.

Abe's Bar-B-Q

Ha dell’incredibile la storia, appunto non so quanto reale, del padre di Abe, libanese, che mandò i suoi tre figli in America (il tredicenne Abe era il maggiore) dove già viveva la madre, mentre lui rimase in Libano perché ebbe una visione che sarebbe stato colpito e ucciso “da un grande blocco di ferro” se avesse fatto il viaggio. Pare che poi, convinto dal figlio e dalla moglie a sbarcare in America, mise da parte la paura e compì il passo, ma quando arrivò a Clarksdale uscì dal lato sbagliato del vagone e fu investito da un treno che stava passando.

Abe's Bar-B-Q

Memorabilia alle pareti

Abe's Bar-B-Q

Abe's Bar-B-Q

Il ristorante è portato avanti dal figlio e dai nipoti di Abraham

Abe's Bar-B-Q

Qui abbiamo dimenticato i donut e attinto sufficienti energie per arrivare a sera

Clarksdale water tower

Water tower di Clarksdale, città fondata nel 1848 da John Clark nella contea di Coahoma, anticamente abitata dagli indiani Choctaw e Chickasaw. Il nome della contea deriva dal Choctaw “Co-i-humma”, che significa “pantera rossa”: l’area del Delta era terreno di animali selvatici.

WROX radio

628 DeSoto Ave, sede attuale di WROX, radio storica che cominciò le trasmissioni nel 1944. Così come la ancor più storica “sorella” KFFA a Helena con Sonny Payne, anche WROX ebbe il suo dee-jay rappresentativo di lungo corso, Early ‘The Soul Man’ Wright, che vi trasmise per ben 52 anni, ritirandosi a 83 (morì poco dopo). A differenza di KFFA, gli annunciatori di WROX erano afroamericani. Come Nat D. Williams (alla poco più tardiva WDIA a Memphis), Wright fu uno dei primi dj afroamericani (comunque il primo in Mississippi e credo in tutto il sud) in una delle prime stazioni della nazione a trasmettere blues. È qui dal 2005 dopo esser tornata in mano a gente del posto e alla musica di un tempo; nel 1998, infatti, fu acquistata da una catena esterna che cambiò la programmazione.

WROX radio

Targa personalizzata

WROX radio

Questa fu la seconda sede di WROX, in Delta Avenue (notare la dicitura “Hopson 1920” sul palazzo, degli stessi proprietari dell’omonima piantagione appena fuori Clarksdale), e c’è un blues marker a ricordarlo. Iniziò al 321 della stessa via (v. sotto Bluestown Music), ma dopo un anno si trasferì in questo posto e vi rimase fino al 1955. Cheseborough scrive che qui Elvis s’esibì in diretta durante una trasmissione, e che Ike Turner, prima di lavorarvi come dj, vi fu impiegato come custode/portiere, ma credo si confonda con l’Alcazar Hotel, successiva e più duratura sede di WROX, in cui Turner lavorava già, fin da ragazzino, come addetto all’ascensore e inserviente.

WROX radio

Sbircio all’interno perché qui avrebbe dovuto esserci il Museo WROX, ma già la vetrina non pare quella di un museo.

WROX radio

Cheseborough dice anche che da qui WROX si spostò al secondo piano del McWilliams Building (v. più sotto), ma è risaputo che trasmise dall’Alcazar Hotel – che si trova molto vicino al McWilliams – e lì rimase fino agli anni Novanta, quando tornò in Delta Ave ma al 317, dove adesso c’è Bluestown Music.
I suoi ascoltatori più giovani, negli anni Cinquanta e Sessanta, passavano in macchina sotto lo studio e suonavano il clacson, udibile in trasmissione, facendo la loro richiesta quando Wright s’affacciava alla finestra. Noto per la sua voce carismatica e la parlata lenta, sudista, Wright improvvisava perfino gli annunci pubblicitari, e non si faceva problema a lasciare lunghi silenzi per cercare un disco o bere un bicchiere d’acqua. Tra coloro che ospitò in trasmissione, Howlin’ Wolf, Muddy Waters, B.B. King, S.B. Williamson, Little Milton, Ike e Tina, Pinetop Perkins, Sam Cooke, Rufus Thomas, Charley Pride. Ricordo Wright in una scena di Deep Blues in cui ospita in studio (epoca Alcazar) Big Jack Johnson.

Bluestown Music

Negozio Bluestown Music, luogo in cui WROX tornò negli anni Novanta.

Ike Turner marker

Blues marker di Ike Turner davanti all’Alcazar Hotel, grande edificio risalente al 1914-15 oggi parzialmente in disuso.

Ike Turner plate

All’illustre nativo Ike Turner è dedicata anche una targa

Clarksdale

Downtown di Clarksdale. Pur di dimensioni modeste, era la più grande città del Delta e accrebbe la sua importanza nei primi del Novecento, quando la ferrovia soppiantò il fiume come maggior via di trasporto, e sorpassando così cittadine fluviali rivali come Vicksburg e Natchez. Prima solo i territori vicino ai fiumi erano accessibili: la ferrovia aprì un varco all’interno del Delta. Oltre all’intersezione della Illinois Central Railroad, fu la convergenza tra la 61 e la 49 a renderla la città più importante del Delta, e ricca capitale del cotone.

Delta Wholesale Hardware Co., Clarksdale

Già negli anni 1920 era una blues town e molti musicisti accorsero in cerca di prosperità, come fece W.C. Handy agli inizi del Novecento. Pur sembrando depressa come Helena, Arkansas, piena di edifici vuoti o decrepiti, m’è parsa meno povera e abbandonata, ma forse è solo un’impressione dovuta al movimento nei giorni del festival, portante turisti, pur in modesta entità, e concerti nei locali. Negli anni 2000 la nascita di posti come il Ground Zero Blues Club e il negozio Cat Head Delta Blues & Folk Art, e riaperture come quella del New Roxy, da parte di celebri e/o danarosi acquirenti spesso venuti da fuori, ha dato nuovi impulsi al turismo blues e all’economia culturale della città.

Clarksdale

John Lee Hooker vi nacque nel 1917, il pianista Eddie Boyd vicino, Willie Brown nel 1900 e un altro nativo, Son House, folgorò Muddy Waters in un juke joint nei pressi. Se nel secondo dopoguerra l’economia di Clarksdale, come quella di altre località, accusò il colpo della fine dell’egemonia del cotone, così non è stato per la sua eredità musicale che ha continuato a prosperare dando i natali ad Ike Turner, Junior Parker, Sam Cooke, Big Jack Johnson, Jackie Brenston, Earl Hooker, Johnny B. Moore, ‘Mack’ Rice, Robert ‘Bilbo’ Walker.

Clarksdale

Restauro a tinte forti, apprezzabile tentativo di ravvivare il distretto storico.

Clarksdale

Oggi conta circa 17.000 abitanti ed è ancora la blues town per eccellenza del Mississippi, leader nel turismo musicale e nella conservazione dell’eredità blues.

Sarah's Kitchen former site

Qui al 276 Sunflower Ave stava Sarah’s Kitchen, ristorante con musica dal vivo; l’occupazione principale di Sarah però era nella cucina della prigione della contea. C’era anche un jukebox di dischi blues e una folta collezione di fotografie dei musicisti che lì avevano suonato, tra cui spesso il nativo ‘Bilbo’ Walker.

Clarksdale

Clarksdale alley

Vicoli di Clarksdale

Clarksdale alley

Clarksdale alley

Paramount Theatre

Paramount Theatre, ai piedi del McWilliams Building, Yazoo Ave. Ne ha viste delle belle dopo l’apertura nel 1918 come Marion Theatre, ma attualmente è chiuso.

McWilliams Building, Clarksdale

McWilliams Building visto da dietro, a fianco il retro del Paramount Theatre. Il palazzo rosso a sinistra in fondo è l’ex Alcazar Hotel.
Ho fatto questa foto solo perché mi piaceva l’inquadratura e il colore, ma involontariamente ho ripreso anche un reperto dei tempi di Jim Crow. Infatti poi ho saputo che quella scaletta sul retro del Paramount era l’ingresso dei colored, dove cioè gli afroamericani dovevano salire per accedere alle balconate del teatro, gli unici posti a loro riservati. In quel modo oltre a non entrare insieme ai bianchi, si tenevano lontano dalla platea e dalla parte anteriore del teatro.

Delta Blues Alley Cafe

Delta Blues Alley Cafe

Delta Blues Alley Cafe

Delta Blues Museum marker

Umidità post pluviale davanti al Delta Blues Museum sulla Blues Alley, a fianco del palcoscenico principale del Sunflower River Blues and Gospel Festival in corso (articolo e gallerie del festival), e a pochi passi dal Ground Zero. L’edificio del museo, costruito nel 1918, era un deposito ferroviario della Illinois Central.

Delta Blues Museum

Durante i giorni piovosi del festival spesso c’era gente sui suoi gradini essendo uno dei pochi punti in cui sedersi o ripararsi (anche dal sole) dal quale è possibile sentire la musica senza però vedere il palco – a parte in casi estremi il tendone del banco mixer, o la vip tent, riservata agli spettatori paganti. Anche quando non pioveva era impossibile sedersi sul prato, non asciugandosi mai. Com’è uso da queste parti, alcuni spettatori portano sedie pieghevoli da casa.

Delta Blues Museum

(Un po’ alta per tagliare la gente seduta) Internamente non ho fatto foto perché non è permesso. Tra le cose più interessanti, chitarra di J.L. Hooker, fotografie d’epoca, sedile da barbiere originale del barbiere-musicista Wade Walton, filmato su Muddy Waters, la sua capanna trasferita qui da Stovall, modello Ford Deluxe 1939 uguale a quello di Lomax quando si recò alla piantagione Stovall per registrare Muddy, juke-box Wurlitzer in attesa di un benefattore per il restauro, barile di petrolio della compagnia per cui lavorava come trasportatore Big Jack Johnson, The Oil Man, vecchia lapide di Fred McDowell, insegna del Clack’s Grocery, dove Lomax registrò Son House. Alcuni pannelli, tra le altre cose, mostrano l’evoluzione degli strumenti a corda a partire dal banjo africano, mentre nel negozio si trovano libri, dischi, magliette, eccetera. Come scritto nel marker, il museo funge anche da scuola di musica, con classi aperte al pubblico.

First Methodist Church

L’imponente First Methodist Church, nei pressi dell’Auditorium dove s’è tenuto il Gospel Stage del Sunflower River Festival…

Clarksdale

… e una Cady vissuta

Hooker, Muddy and Bessie mural

John Lee Hooker, Muddy Waters e Bessie Smith, tre che in modi diversi ebbero una relazione con Clarksdale, campeggiano in Sunflower Ave e East Second Street, sul lato di Downtown Wine & Liquor. Una sistemazione che avrebbero gradito.

Old Greyhound bus station

Altro luogo ricco di gloria, la vecchia stazione dei bus Greyhound restaurata, 300 Issaquena Ave all’angolo con Third Street. Sono entrata qui per ritirare gli accrediti del festival; non so negli altri periodi dell’anno come sia utilizzata. Precedentemente era parte del Delta Blues Museum, ora credo funga da ufficio turistico.

New World marker

Davanti allo storico Messenger’s, blues marker del distretto New World, in passato centro della vita afroamericana e la cui via principale era questa, Fourth Street, ora Martin Luther King Avenue. Ho trovato pressoché il deserto, forse a causa del weekend estivo. W.C. Handy si esibiva anche qui quando viveva a Clarksdale ai primi del Novecento, ma sicuramente non suonava blues. Alan Lomax visitò il quartiere nel 1942 durante uno dei suoi viaggi per registrare musica sul campo, incontrando un giovane ‘Honeyboy’ Edwards all’opera all’angolo di una via. Lomax descrisse la vivacità del luogo, i venditori ambulanti, i ristoranti, gli uomini vestiti alla moda di Harlem, e gli innumerevoli bar dai nomi pittoreschi la cui musica invadeva le strade.

Messenger's Pool Room

Messenger’s Pool Room, l’impresa commerciale attiva da più tempo in città (la loro prima licenza liquori data 1907!), gestita sempre dalla stessa famiglia. Ha vissuto totalmente i fasti di Fourth Street, solo che prima del 1948 era in un edificio accanto, che non c’è più. Durante il Juke Joint Festival di metà aprile è uno dei locali del circuito notturno, come dice un cartello alla finestra. Si acquista un braccialetto e si ha accesso a uno shuttle che accompagna tutta la notte da un club all’altro, ma ci sono anche eventi giornalieri sia musicali che fieristici… tipo la corsa dei maiali. Al di là del festival o di occasioni speciali, Messenger’s non offre musica dal vivo, e non ha mai operato come juke joint o sala da ballo. È un posto tranquillo in cui non si bevono liquori (solo birra), la musica si ascolta da un juke box e si gioca a biliardo o a domino.

New Roxy

New Roxy, storico cinema-teatro su Issaquena Ave, sempre nel distretto New World. Nel 1999 il presidente Clinton passeggiò lungo Issaquena durante una tappa del suo tour nei posti più poveri della nazione, e con il suo entourage posò per i fotografi qui davanti.

New Roxy

Nonostante l’insegna arrugginita il New Roxy è di nuovo attivo dal 2008, dopo una chiusura trentennale. All’interno offre uno suggestivo spazio aperto senza soffitto, un bar e due palcoscenici.

Sam Cooke marker

Davanti al Roxy c’è il marker di Sam Cooke

Levon's

232 Sunflower Ave, Levon’s. Abbiamo mangiato bene, classico ristorante radical chic ben curato in stile vintage. Helena lascia ancora strascichi piacevoli, essendo stati avvicinati qui da una coppia che si ricordava di noi avendoci visto là; la donna si presenta come Bernadette Messina, coordinatrice della raccolta fondi per il King Biscuit Festival.

Levon's

Nei giorni del festival Levon’s ha offerto uno dei tre stage acustici del sabato. Siamo arrivati che era appena finito, essendo in contemporanea con quello del centro culturale in Delta Ave. Qui si sono esibiti Deak Harp & Lee Williams, Jimmy ‘Duck’ Holmes (che il sabato dopo incontreremo nel suo juke joint di Bentonia), Kenny Brown, Terry ‘Harmonica’ Bean. Comunque anche quello in Delta Ave non l’abbiamo visto tutto, stando perlopiù alla VIP Tent per un altro stage acustico, e subito dopo cominciando (alle cinque del pomeriggio!) quello principale serale.

Stackhouse & Rooster former site

Sempre Levon’s, a lato. Occupa lo spazio che fu di Stackhouse Records (1988/1998), soprattutto negozio di dischi vecchi e nuovi ma non solo, e di Rooster Records, ufficio e studio di registrazione, entrambi di Jim O’Neal (fondatore di Living Blues). Negli anni Novanta qui c’era un gran via vai di musicisti blues.

Clarksdale

Di fronte a Levon’s, nei pressi dello sbarco di Quapaw Canoe Company (sotto) – nel centro di Clarksdale tutto è vicino a tutto – l’apparentemente placido e timido Sunflower River che invece è esondato in città proprio pochi mesi prima.

Quapaw Canoe Co.

Il modo più suggestivo e antico d’esplorare il Delta, in canoa o kayak: questo è il posto giusto e John Ruskey, il proprietario, è un vero personaggio e la guida migliore che si possa avere. I viaggi possono essere di un giorno o più lunghi, accampandosi sulle isole.

Quapaw Canoe Co.

Ruskey ha questa attività dal 1998, ma è anche musicista, scrittore e pittore.

Red's Blues Club

Ad un’estremità di Sunflower Ave c’è Red’s, di Red Paden, autentico juke joint (ex Lavene Music Center). Da veder così sembra chiuso da anni, con quelle assi di legno davanti, ma una locandina appesa per la settimana corrente indica che è attivo, in contemporanea con il festival.

Red's Blues Club

Normalmente credo abbia musica dal vivo solo di venerdì e sabato, che è molto comunque, com’è molto che stia su.

Red's Blues Club

Red's Blues Club

Esterni del Red’s

Red's Blues Club

Red's Blues Club

Red Top Lounge

Closed but for sale. È defunto dal 2003 invece il famoso Red Top Lounge, 377 Yazoo Ave, conosciuto anche come Smitty’s; a malapena si legge l’intestazione, mentre dei grandi numeri civici scritti a mano non c’è più traccia. È stato consegnato alla storia da una delle copertine più pittoresche del blues, quella di Rockin’ the Juke Joint Down, del favoloso trio che qui era l’house band, i Jelly Roll Kings.

Riverside Hotel

Ancora su Sunflower Ave un altro luogo che in quanto a storia probabilmente batte tutti, il Riverside Hotel, trovato chiuso. È, o forse a questo punto era, la sistemazione più caratteristica a Clarksdale, e mi sarei accontentata anche solo di visitarlo: in un museo non si respira altrettanta leggenda.
Tutto parte dalla quasi-alba del 26 settembre 1937, quando Bessie Smith e Richard K. Morgan (suo compagno e zio di Lionel Hampton) erano in viaggio da Memphis sulla Hwy 61, con l’intenzione di fermarsi a Clarksdale prima di recarsi a Darling, Mississippi, dove Bessie si sarebbe esibita. All’altezza circa di Friars Point urtarono contro un camion fermo sulla stretta carreggiata, rotolando di lato, e il tetto di legno dell’auto (la bella Packard di Bessie) si ruppe. Morgan, che era alla guida, uscì illeso, Bessie riportò una profonda ferita al braccio a livello del gomito, sanguinando copiosamente. Morgan fermò un’auto di passaggio e caso volle che dentro ci fosse un medico, il Dr Hugh Smith, diretto a pesca con un amico.

Riverside Hotel

Smith e l’amico spostarono Bessie sul ciglio della strada, e mentre il medico prestava i primi soccorsi l’altro s’incamminò cercando un telefono per chiamare l’ambulanza. Ci volle un po’ di tempo e così, mentre la situazione peggiorava, fecero posto a Bessie sul sedile posteriore dell’auto del medico, ma durante l’operazione arrivò un’auto a tutta velocità che colpì quella di Smith. Gli occupanti di quell’auto, una coppia bianca rientrante da una festa, non si fecero molto male, ma erano isterici per l’accaduto, così il dottore dovette occuparsi anche di loro. Nel frattempo arrivò la polizia e due ambulanze (una mandata dall’autista del camion una volta arrivato a Clarksdale) e i tre pazienti furono portati negli ospedali di Clarksdale, Bessie al G.T. Thomas Afro-American Hospital, questo che poi divenne il Riverside Hotel, dove alle 11.30 fu dichiarata morta per trauma, possibili lesioni interne e diverse fratture ossee.

Riverside Hotel marker

Andò così, non come John Hammond Sr scrisse sulla rivista Down Beat, originando una lunga, controversa discussione. Hammond riferì che a Bessie erano stati rifiutati i trattamenti medici per via del colore della pelle, e che era morta dissanguata mentre aspettava invano i soccorsi.
Allora come oggi, ciò che presume cattiveria o un complotto fa più breccia rispetto a una verità banale o semplicemente sfortunata, oltre alla triste, tragica fine che a conti fatti sembra non interessare nessuno, non più che l’accadimento in sé. Tanto che, nonostante l’ammissione di errore da parte di Hammond, la sua prima versione è rimasta per anni nella coscienza collettiva, e nel 1959 ci fu pure uno spettacolo teatrale, The Death of Bessie Smith, rinforzante la tesi del mancato soccorso.
Perfino negli anni Ottanta, quand’ero agli inizi con il blues (con tutto, veramente), appresi la storia unicamente come l’aveva raccontata Hammond, sapendo la verità solo tardivamente.
Hugh Smith poi più in là spiegò che nessun autista di ambulanza avrebbe mai portato un nero in un ospedale per bianchi e, in ogni caso, a Clarksdale l’ospedale per neri e quello per bianchi erano a pochissima distanza fra loro. A margine, è curioso che il medico, pur essendo a tempo perso un pianista jazz, non avesse idea di chi fosse Bessie Smith, imparandolo solo dopo molto tempo.

Riverside Hotel

Visto davanti l’edificio sembra piccolo, ma di lato si scopre una struttura oblunga declinante sul pendio.
L’ospedale G.T. Thomas aprì poco prima della I g.m. e chiuse nel 1940 circa. Nel 1944 Z.L. ‘Momma’ Hill lo comprò facendolo diventare il Riverside Hotel, da lei guidato fino alla sua morte nel 1997. Tra le personalità che vi hanno soggiornato, come Ike Turner e la sua band, Robert Nighthawk, S.B. Williamson II, J.L. Hooker, Howlin’ Wolf, Sam Cooke – c’è anche J.F. Kennedy Jr, e le camere sono riconoscibili in base a chi ospitarono, compresa la n° 2, dove Bessie morì. Alla scomparsa di Momma è succeduto Frank ‘Rat’ Ratliff, il figlio, e dal 2013, dopo la morte di Rat, è nelle mani di sua figlia Zelena (detta Zee). L’albergo ha visto condizioni migliori, più pulizia e ordine di come può sembrare da fuori ma, soprattutto, per gli ospiti è sempre stato casa più che albergo. La discesa con le sponde mi ha incuriosito, e ho poi saputo che negli anni 1970, per circa 9 anni, Rat ha gestito un juke joint al piano interrato, il Subway Lounge (niente a che fare con il Subway Lounge di Jackson, Ms). L’entrata era alla fine della scala e aveva un portichetto.

Clarksdale

barber shop

Barber shop su Issaquena Avenue

W.C. Handy's former site

Issaquena Ave, vicino a Third Street e nei pressi del sottopasso della ferrovia, marker segnalante la residenza di W.C. Handy; il lotto ora è vuoto. Ci s’incappa anche cercando il barber shop di Wade Walton, essendo nello stesso luogo. Sulla sinistra c’è la bellissima, storica stazione dei treni. A Clarksdale Handy guidava la Knights of Pythias Band, gruppo di nove elementi che suonava musica convenzionale per le feste di società, e fu proprio durante il periodo in cui risiedeva in città che ebbe la sua epifania blues (che però, come si sa, avvenne alla stazione di Tutwiler).

Wade's barber shop

L’ex bottega di Wade Walton e lo spiazzo in cui sorgeva la casa di Handy. Il primo a testimoniare di Wade Walton come musicista è stato Paul Oliver nel 1960, poi è uscito un suo disco anche su Bluesville (Shake ‘Em on Down), e s’è esibito nei club e a qualche festival, ma quella carriera non gli è mai interessata preferendo fare il barbiere. Quando suonava nei Kings of Rhythm di Ike Turner non andò in tour per rimanere nel suo negozio, che fino al 1989 è stato in Fourth Street.

Wade's barber shop

In effetti sul palco e nei dischi non poteva fare il barbiere, mentre nella sua bottega faceva l’uno e l’altro: sul muro sono ormai scolorite le immagini di una chitarra, un’armonica, una coramella e un rasoio, i suoi strumenti preferiti. La sua specialità erano i ritmi che otteneva passando il rasoio sulla coramella a tempo, colpendolo, raschiandolo e facendolo frusciare; si può sentire qualche esempio in Close Shave Boogie con Big Jack Johnson e in Barbershop Rhythm con R.C. Smith. Fu anche attivista per i diritti civili, e per questo gli buttarono una bomba in negozio. Lo si vede all’opera in diversi documentari, tra cui Deep Blues.

Wade's barber shop

Tra i suoi clienti c’erano S.B. Williamson II, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Ike Turner, e molti altri. Quando Allen Ginsberg si recò a Clarksdale, durante il suo viaggio in Mississippi negli anni Ottanta, andò a farsi tagliare i capelli da lui. Walton è morto nel 2000, il negozio è stato chiuso e ha riaperto saltuariamente come blues club.

Sunflower River

Finisco con due immagini del Sunflower River, nell’American Legion Veterans Memorial Trail, nei pressi del ponte sulla Second Street, che porta fuori sulla strada per Stovall…

Sunflower River

Well, canary bird, when you get to Clarksdale, please fly down Second Street / Well, canary bird, when you get to Clarksdale, please fly down Second Street / Well, you know I don’t want you to stop flying until you take the letter out to Stovall for me

(Muddy Waters, Canary Bird)
 

(Fonti: Steve Cheseborough, Blues Traveling, The Holy Sites of Delta Blues, University Press of Mississippi, Jackson, 2009, III ed.)

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 30 gennaio 2017
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