Guy Forsyth @ Saxon Pub, Austin, Tx ~ Bluesreviews

Guy Forsyth @ Saxon Pub, Austin, Tx 16.8.2010

Guy Forsyth @ Saxon Pub

Due giorni ad Austin a correre di qua e di là cercando di perdere il meno possibile, ma allo stesso tempo volendo assaporare senza fretta ogni momento e luogo. Purtroppo non tutto s’incastra sempre alla perfezione e, infatti, arriviamo quando Guy Forsyth ha iniziato da una buona mezz’ora.
La serata cominciava alle sette di sera e finiva a mezzanotte e mezza con quattro set; sfortuna ha voluto che l’unico che conoscevo e m’interessasse, Forsyth, sia stato uno dei primi a suonare, così è bastato un po’ di ritardo per perdere buona parte del concerto. Il climax è già caldo e i posti sono quasi tutti occupati tranne quelli più lontani, al bancone.

Guy Forsyth @ Saxon Pub

Il Saxon Pub non è tra i locali che mi sono rimasti nel cuore (il Tuckers’ Blues a Dallas, il Big Easy Social Club a Houston e il Boudain Hut a Port Arthur lo sono), ma è un bel pub accogliente a parte l’aria condizionata sparata, rivestito in legno, con un calendario molto ricco, ed è uno dei live music bar più noti di Austin.

Guy Forsyth @ Saxon Pub

Quel poco che ho sentito del set di Forsyth è stato davvero sorprendente: è un performer nato. L’ho seguito non costantemente nel suo lavoro ad Austin nel clan di Antone’s e nelle belle performance degli Asylum Street Spankers, poi l’ho perso di vista.

Guy Forsyth

Non immaginavo che dal vivo fosse ancora meglio, per quanto infatti i dischi possano essere piacevoli non rendono giustizia alle sue capacità e alla forza magnetica che emana dal palco. Forsyth giornalmente s’esibisce in questi piccoli club davanti a poche decine di persone, escludendo festival o occasioni particolari, e molti altri fanno lo stesso. Per questo stupisce che riescano a dare il meglio comunque, nonostante abbiano un costante e stancante tour de force di locale in locale.

Saxon Pub, Austin, Tx

È accompagnato da un musicista eclettico come lui, del quale non ho sentito il nome. Le foto non sono venute molto bene, ma sono sufficienti per dare un’idea.

Saxon Pub, Austin, Tx

I due hanno spaziato in un repertorio, anche autografo, legato alla tradizione folk, country, blues, novelty, suonando la chitarra acustica, il dobro, l’ukulele e l’armonica Forsyth, la fisarmonica e la tromba l’altro.

Guy Forsyth

La vocalità di Forsyth è potente, ironica nei novelty e agile nei brani su di giri. Un musicista e un intrattenitore che dà l’impressione di poter tirar fuori qualunque brano, tradizionale o autografo come Adam’s Rib e 105, in ogni caso con impronta originale.

Guy Forsyth

Peccato non assistere per intero a questo live act convincente e divertente, imperniato su buona musica; certamente la miglior performance che ho visto in quei giorni considerando il singolo artista.

Guy Forsyth

Non posso dire lo stesso per Jeff Plankenhorn. È un buon story teller, ma non mi ha impressionato per l’approccio via sonorità voluminose.

Jeff Plankenhorn
Saxon Pub

Suona in lapstyle un country-rock tipicamente for austinities. Singolarmente non m’è dispiaciuto, ma in trio non mi ha convinto per il tipo di arrangiamenti e il volume troppo alto.

Jeff Plankenhorn

È capace di piccoli gioielli come Teresa, peccato invece per i momenti più aggressivi. Mi piacerebbe sentirlo meno elettrico e con accompagnamento e sonorità più decifrabili, magari a fianco di gente come Gurf Morlix, Ray Wylie Hubbard e Kris Kristofferson. Se fossimo al tempo del movimento Cosmic Cowboy, forse Plankenhorn ne farebbe parte.
Skinny dippin’ and lone star sippin’ and steel guitar…

Pubblicato da Sugarbluz in RECENSIONI, Concerti // 1 Ottobre 2010
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