Helena, Arkansas

River and Rhythm

Helena Bridge

L’Helena Bridge eleva la Highway 49 sul fiume Mississippi e segna il confine tra l’Arkansas e il Mississippi. Il cartello dice: Welcome to Arkansas, The Natural State.

Helena Bridge

Verso l’Arkansas

Helena Bridge

Verso il Mississippi

Barge on the Mississippi

Enormi chiatte avanzano lentamente sul fiume. Traghettano di tutto, non merce urgente o deperibile. A volte è materiale troppo ingombrante per esser movimentato in altri modi. Hanno avuto una parte breve ma fondamentale in una serie di scene nel bellissimo Ladykillers dei Coen; in quel caso trasportavano rifiuti.

Helena Bridge

In cerca di visuali mi sono imbattuta in due tizi. Dato che dal basso non riuscivo a ottenere granché (solo nei momenti in cui ne ho bisogno mi torna in mente di dotarmi di grandangolo), mi sono inoltrata su una collinetta erbosa, ma anche da lì la vista non era buona. Avevo già notato sullo sfondo un edificio e qualcuno che mi guardava da un terrazzo.
Ho continuato la mia cosa, e quelli persistevano a guardare. Poi cominciano ad avvicinarsi, così torno un po’ sui miei passi in direzione della macchina. Una volta lì scopro che erano solo curiosi di sapere che stessi facendo. Io non trovo tanto strano fotografare ponti, ma qualcuno evidentemente sì!
M’è venuto in mente un passo in Strade blu di William Least Heat-Moon, quando parlando della totale mancanza di approccio e curiosità della gente del nord, zona centrale (Minnesota, Wisconsin), e della difficoltà di instaurare un dialogo a differenza di quanto avviene nel sud, dice che neppure fotografare un muro bianco serve ad attirare la loro attenzione.

West Helena, KFFA

Subito verso West Helena, in cerca dell’attuale sede della radio KFFA, 1360 Radio Road.

West Helena, KFFA

Ebbene sì, trasmette da questo boschetto. Ogni cosa a Helena rimanda a visioni d’altri tempi: la città più blues del Mississippi è in Arkansas. West Helena è adagiata nel Delta dell’Arkansas. Delta non in quanto sbocco del fiume, ma fertile piana alluvionale del fiume Mississippi e vasta regione centrale in comune con tre stati, l’Arkansas e la Louisiana est e il Mississippi ovest.

West Helena, KFFA

Purtroppo era chiusa. In realtà credo di non essermi nemmeno avvicinata, perché ho visto tutto buio. Questa è la terza sede di una delle più longeve e leggendarie stazioni radio (cominciò nel 1941), e il suo famoso programma King Biscuit Time, condotto da Sonny Payne dal 1951, è il più longevo in assoluto, raggiungendo nel maggio 2014 le 17.000 trasmissioni, più di quelle del Grand Ole Opry e di American Bandstand. Il programma è stato riattivato nel 1986 dopo sei anni di sospensione.
La sede originale KFFA era in centro a Helena nel vecchio distretto dei locali, Walnut Street, in un edificio che non c’è più, mentre la seconda, dalla metà degli anni Sessanta, era al quinto piano del Solomon Building, oggi Helena National Bank Building (foto più sotto), sempre nel distretto storico. Le sue onde per la prima volta hanno diffuso la musica afroamericana nel Delta, influenzando un numero incalcolabile di musicisti e altri programmi radiofonici, hanno reso Helena una blues town attirando decine di bluesman, e dato fama a Sonny Boy Williamson II e Robert Junior Lockwood, che nel quarto d’ora giornaliero del King Biscuit Time suonavano dal vivo in studio.

West Helena, KFFA

Helena

Anche dal punto di vista economico Helena ha conosciuto tempi migliori; oggi è piuttosto depressa e, a parte Cherry Street, distretto storico inserito nel Registro Nazionale, è piena di edifici dismessi e decrepiti.
Ma a me è rimasta nel cuore. Qui m’è sembrato di toccare i fantasmi del passato: il fiume che le scorre dentro, la sua storia, la leggenda musicale, i capannoni industriali e i vecchi depositi, la ferrovia, la ruggine, i muri stessi della città, rilasciano tuttora elementi di un’epoca e di un’anima profondamente blues.

Gist Music Co.

Uno dei cari estinti di cui ancora si conserva traccia è l’ex negozio di Morse Gist Sr, Gist Music Company. Speravo proprio di visitarlo, non sapevo fosse chiuso.

Gist Music Co.

La vetrina in disordine e i fiori sull’inferriata fanno pensare a una chiusura definitiva, comunque chiedo notizie in un negozio di fronte venendo a sapere che è chiuso da circa tre anni, Morse morto nel 2014 e la moglie Jean andata prima di lui.

Gist Music Co.

Morse Upshaw Gist Sr, classe 1923, non si trasferì mai da Helena. Veterano di guerra, nel 1953 aprì questo negozio che nella sua lunga vita è stato frequentato da molti musicisti tra cui Elvis Presley, entrato da quella porta negli anni 1950 con in mano il suo primo disco. I musicisti del King Biscuit Time passavano da qui dopo la trasmissione nella vicina KFFA. Probabilmente sono passati anche Conway Twitty, che crebbe a Helena, e Cedell Davis, che vi nacque nel 1926. Altri importanti nativi di Helena sono Robert Nighthawk, classe 1909, vagabondo per tutta la vita ma alla fine, come S.B. Williamson, tornato qui a morire, e Roosevelt Sykes, del 1906, che ha formato il suo stile nei juke joint degli anni Venti, quando la città si stava espandendo.
Howlin’ Wolf per un periodo risiedette qui. In particolare però sono tre i grandi nomi che chiamavano Helena casa: Sonny Boy Williamson II, Robert Jr Lockwood e Levon Helm; i più evocati da queste parti.
Il negozio è stato celebrato nel 2012 in un’intervista a Morse nel cuore della sua attività. L’immagine di quel laboratorio nel retro, caotico ma con un suo ordine invisibile a occhi estranei, m’è rimasta impressa: quanta operosità è passata da lì. Morse e Jean hanno vissuto più di 50 anni qui dentro, conservandone l’aspetto originale e gli interni in legno.

Cherry Street

Cherry Street. A parte qualche macchina parcheggiata (e quella nera a sinistra è la nostra) sembra deserta, ma molti hanno notato il nostro arrivo. Helena mi è piaciuta anche per la gentilezza dei suoi abitanti e per l’accoglienza ricevuta; sembra quasi che aspettino i visitatori per dargli il benvenuto.

Cherry Street

Cherry Street è la strada con più vita e attività commerciali, anche se da queste foto non si direbbe. Siamo comunque in pieno agosto; in ottobre, quando c’è il festival blues, tutto cambia. Qui s’intravedono tre cose di cui dirò: a sinistra l’edificio dell’Helena National Bank e all’angolo con Elm Street a destra il ristorante Southbound e l’ex Music Hall dedicato a Sonny Boy.

Sonny Boy's Music Hall

Murales sul fianco del Sonny Boy’s Music Hall. L’edificio (ex J.C. Penney’s) fu recuperato come sede della Sonny Boy Blues Society per l’organizzazione di sessioni musicali, spettacoli e ritrovi.

Sonny Boy's Music Hall

È chiuso da tanti anni ormai. Fu indirettamente la Sonny Boy Blues Society a far nascere il King Biscuit Blues Festival, quando nel 1986 organizzò una giornata per celebrare il blues della città.
Da allora il festival (attualmente non più gratuito) ha continuato a crescere diventando un appuntamento annuale di tre giorni. Nei primi anni Duemila per motivi di copyright dovette rinunciare al suo tipico nome perché qualcuno si appropriò della dicitura (che naturalmente non avevano mai pensato di registrare), chiamandosi più formalmente Arkansas Blues and Heritage Festival con il comprensibile disappunto dei locali e dei fan. È solo da qualche anno che, per una modica cifra annuale, ha la licenza di chiamarsi di nuovo King Biscuit. Non è cosa da poco: il nome è altamente significativo per la città, sia dal punto di vista musicale, appunto il leggendario King Biscuit Time, che per il marchio commerciale, dato che la King Biscuit Flour era distribuita dalla locale Interstate Grocer Company; come il Sonny Boy Meal si può ancora acquistare, non più in grossi sacchi come una volta quando si faceva tutto in casa, ma in normali pacchetti da un chilo.

old KFFA site

Anche se non si vede c’è un quinto piano nell’edificio della Helena National Bank, la seconda sede KFFA dalla metà degli anni 1960. Non so se e per quanto S.B. Williamson frequentò questo posto, perché tornò a Helena e in radio, dopo la permanenza inglese, proprio in quel periodo, lo stesso in cui Robbie Robertson e Levon Helm lo incontrarono, ma poco dopo morì.

old KFFA site

Ingresso che sa di anni Sessanta

old KFFA site

Quinto piano. L’impressione di fine anni Sessanta/Settanta persiste nei corridoi. Mi ha ricordato certi vecchi uffici pubblici che non esistono nemmeno più da noi. Le maniglie delle porte e le porte stesse, i pannelli alle pareti, il linoleum sul pavimento… mi aspetto di sentire il ticchettio di una macchina da scrivere.

old KFFA site

Invece dentro le stanze ex-KFFA ci accoglie gentilmente questo ragazzo, Nolan Dean, che è dotato di attrezzature moderne per il suo mestiere di regista e produttore video e ha rinnovato gli ambienti per rendere funzionale il suo luogo di lavoro, ma non ha stravolto la struttura originale e ha arredato con gusto rétro. S’è dichiarato amante del blues.

old KFFA site

Atmosfera vintage e casuale, e un’essenzialità tutta maschile.

old KFFA site

Questa era la sala controllo, oggi è la sua sala riunioni.

old KFFA site

Stanzetta per gli annunci pubblicitari. Ci lasciamo con l’intento di rivederci all’ora di pranzo, perché vuole consegnarci qualcosa. Quando torniamo ci omaggia di un corto da lui diretto e prodotto (la sua casa di produzione si chiama Nolan Dean Films), Last Shot Love, e di un vasetto dalla doppia valenza trattandosi della bomboniera del suo matrimonio e di un prodotto artigianale fatto con il fango dell’amato Mississippi. Che cosa gentile, e che bello portarsi a casa un pezzo del fiume!

view of Helena

Vista nord dall’ultimo piano dell’edificio più alto di Helena, quello della banca.

Walnut Street

Dietro Cherry Street la desolazione di Walnut Street. Quando Helena era il porto più importante tra Memphis e Vicksburg, Walnut come Cherry era il centro della vita affaristica, ma questa come altre vie (Elm, Phillips, Missouri…) era anche il centro dei divertimenti, con juke joint, saloon, caffé, sale da gioco, bordelli.

Walnut Street

I locali erano aperti giorno e notte, la musica sempre nell’aria: Helena attirava molta gente da fuori.

Walnut Street

Il periodo d’oro si può considerare dagli anni 1930 agli anni 1950

Walnut Street

Altre immagini da Walnut Street

Walnut Street

Walnut Street

Sonny Boy Williamson's former site

In questo lotto vuoto sorgeva la pensione in cui Sonny Boy Williamson II aveva una stanza in affitto, la stessa dove morì nel sonno, il 25 maggio 1965. Ancora si vedono i resti del pavimento di ceramica bianca. L’indirizzo era 427 ½ Elm Street, circa a metà dopo l’incrocio con Walnut Street, lato nord. Originario del Mississippi, considerò Helena la sua città vivendo qui saltuariamente dal 1941, fino a quando nel 1964 vi tornò “per morire”, come disse. Ci fu una raccolta fondi per comprare e restaurare l’edificio come museo e sala da concerto, ma in modo simile a tentativi del genere per altri luoghi storici di Helena, il progetto fallì e il proprietario dovette abbatterlo.

Interstate Grocer Co. former site

Qui, dal lato opposto dello stesso blocco, sorgeva il capannone dell’Interstate Grocer Company.
Sonny Boy, che allora si chiamava ancora ‘Rice’ Miller, chiese alla neonata KFFA di esibirsi in radio e gli fu risposto che avrebbe potuto farlo se avesse trovato autonomamente il suo sponsor. Si rivolse allora all’Interstate Grocer Co., il cui proprietario, Max Moore, voleva pubblicizzare la sua farina King Biscuit e, dopo le audizioni insieme a Robert Lockwood (fu lui ad aver l’idea della trasmissione) nell’edificio che era qui, ebbe il contratto.
Nacque così lo show radiofonico King Biscuit Time, con la voce e l’armonica di Williamson e la chitarra di Lockwood, in diretta dalle 12.15 alle 12.30 dei giorni feriali, con l’intenzione di raggiungere il potenziale mercato afroamericano durante la pausa pranzo dei lavoratori. Fu un immediato successo e lo show andò anche sulla strada al sabato in diverse città del Delta; il nome Sonny Boy Williamson II fu appioppato proprio da Moore (sfruttando la fama di Sonny Boy Williamson I), e dato il riscontro Miller se lo tenne. Lockwood abbandonò il programma dopo un paio d’anni, e altri musicisti s’avvicendarono ad accompagnare Sonny Boy. Oggi qui, durante il festival, viene allestito un secondo palcoscenico (il principale è su Cherry Street).

Sonny Boy Meal

Nel 1947 l’Interstate Grocer presentò un altro prodotto, il Sonny Boy Corn Meal: sui sacchi l’immagine di Sonny Boy seduto su una pannocchia. Questo è il trailer pubblicitario originale usato da Williamson e compagni quando suonavano in giro, fermi alle pompe di benzina o davanti alle drogherie che vendevano le ormai note farine.

Sonny Payne rd

‘Sunshine’ Sonny Payne è la leggenda vivente nella storia musicale della città. Dal 1951 è lui a presentare il King Biscuit Time, ora in onda dalle 12,15 alle 12,45, e nel 2015 ha celebrato i suoi 90 anni. Lo presentò per un po’ anche nel 1942, cominciando un giorno in cui Sam Anderson, uno dei proprietari della KFFA e abituale conduttore del programma, arrivò in ritardo. Payne se la cavò così bene che continuò fino alla fine dell’anno, quando s’arruolò volontario nell’esercito, dove tra l’altro nella banda militare perfezionò il contrabbasso, strumento che già suonava. Fu congedato nel 1948 ma, da amante del jazz orchestrale swing, invece di andare a casa partì in tour come contrabbassista con la big band di Tex Ritter, poi con Harry James, Ted Williams e altri, fino a quando tornò a Helena nel 1951, riavendo il suo posto dietro il microfono della popolare trasmissione. Dal 1968 va in onda musica registrata.

York at Cherry

Abbandono anche in York Street, qui all’incrocio con Cherry

Biscuit Row

Biscuit Row in Phillips Street, complesso storico rinnovato recentemente. Qui avevano sede attività fiorenti negli anni d’oro, tra cui un joke joint chiamato Hole in the Wall in cui Sonny Boy s’esibiva insieme a Willie Johnson, Doctor Ross, Honeyboy Edwards e altri. Dall’altra parte della strada, proprio di fronte, ci sono gli uffici del King Biscuit Festival (più sotto).

Biscuit Row

“Helena was home to a flourishing blues scene that inspired Sonny Boy Williamson and other legendary musicians from Mississippi, including Robert Johnson, Pinetop Perkins, Houston Stackhouse, James ‘Peck’ Curtis and Honeyboy Edwards, to take up residence here in the 1930s and ’40s. They and many others performed at a famous juke joint at this site called the Hole in the Wall…”

Blues Trail marker

Blues marker “Mississippi to Helena” in Cherry Street, in onore alla musica della città e ai suoi protagonisti.

Bullock's

Home cookin’ no longer served al ristorante Bullock’s di Cora Bullock, chiuso nel 2007 dopo la scomparsa di Cora. Qui su Missouri Street sono ancora in piedi diverse tracce della storica comunità afroamericana, in attesa che qualcuno le restauri o, più realisticamente, le abbatta. In questa foto si vede anche il blocco successivo, in cui vi erano locali passati alla storia (v. più sotto).

Bullock's

Bullock’s era famoso non solo per il cibo casalingo, ma anche perché Cora mostrava il menu direttamente in cucina, esibendo il contenuto delle pentole. L’edificio successivo fu sede di almeno due juke joint storici.

Eddie Mae's Cafe

I numeri civici non ci sono più, ma lo spazio a destra era occupato dall’Eddie Mae’s Cafe, 121 Missouri St., di Eddie Mae Walton, fidanzata di Frank Frost; l’armonicista visse e morì in un appartamento al piano superiore, come da scritta sul vetro “Home of Bluesman Frank Frost”, sotto un’immagine sbiadita. A fianco, al 119, c’era il Kitty Cat Cafe dove, a dire di Bubba Sullivan del Bubba’s Corner, suonò Robert Johnson, che visse a Helena con Estella Coleman e il figlio di lei, Robert Jr Lockwood.

Frank Frost St.

La via tra Eddie Mae’s e il Bullock’s è intestata a Frank Frost da quando scomparve, nel 1999.

JB's Spirit Shop

Nello stesso blocco, a quello che era il 113, gli avanzi del liquor store JB’s Spirit Shop. L’intervista di John Hammond Jr a Johnny Shines nel documentario The Search for Robert Johnson (1992) è stata fatta qui dentro. Nel film i due poi simulano un cutting contest, suonando agli angoli opposti tra Missouri St. e Frank Frost St. (foto sopra), finendo poi insieme davanti all’Eddie Mae’s.

Main Street Helena

Di nuovo in Cherry Streeet, Main Street Helena, agenzia per lo sviluppo economico. Questa e il Delta Cultural Center fanno il possibile per tener viva l’eredità di Helena, ma ristrutturare e mantenere tutti i reperti storici è un costo insormontabile.

Main Street Helena

Era chiuso, però anche solo le sue vetrine sono interessanti in quanto sunto della storia cittadina, e con belle foto storiche (solo nei momenti in cui ne ho bisogno mi torna in mente di dotarmi di filtro antiriflesso). Prendendo ad esempio l’anno 1937, si legge che a fronte di 15.000 abitanti c’erano più di 80 negozi alimentari, 3 cinema-teatro, 9 ristoranti centrali, più di una dozzina di grandi magazzini, 6 negozi di liquori, 4 birrerie all’aperto, 28 pompe di benzina, 5 alberghi, 34 chiese, 24 avvocati, e così via.

Main Street Helena

Interni di Main Street Helena

Cherry Street

Balcone patriottico

Cherry Street

Anche Memphis Minnie camminò su Cherry Street, dove incontrò “il poliziotto più cattivo che abbia mai calpestato quel selciato”:
When you go to Helena stop on Cherry Street / When you go to Helena stop on Cherry Street / And just ask anybody to show you “Reachin’ Pete” / He’s the tallest man, walks on Cherry Street / He’s the tallest man, walks on Cherry Street / And he, the baddest copper ever walked that beat
(Memphis Minnie, Reachin’ Pete)

Cherry Street

Fondata nel 1833 sul possente Mississippi

Cherry Street

Ho conosciuto il proprietario di questo ristorante, Southbound, per strada davanti al suo locale. John Mohead ha un passato di musicista perennemente in tour, anche in Europa, poi ha messo su famiglia e ha aperto questa pizzeria. Mi ha dato un suo bel disco registrato nell’ormai lontano 1999 con la sua band, Mohead, e spero che prima o poi torni alla musica perché, anche come solista, è molto bravo. Canta con voce soulful, suona armonica, chitarra ed è ottimo autore, con sonorità tipicamente americane. Indie rock, southern rock, blues, soul, influenzato dai Little Feat. Un’altra persona disponibile e talentuosa incontrata a Helena.

Bubba's Blues Corner

Bubba’s Blues Corner, agli inizi era letteralmente un angolo personale in cui Bubba Sullivan cominciò a vendere dischi e altro materiale all’interno di ciò che era il negozio di antichità di sua moglie (poi trasferito), come da insegna. È sicuramente un tipo interessante con cui parlare dato che sa tutto sulla storia musicale locale, e sa/ha molto di Levon Helm e The Band.

Bubba's Blues Corner

Il luogo (fotografato da fuori) sembra operativo, ma era chiuso, e pare più una collezione privata. Mohead mi ha detto che ogni tanto si fa vivo, ma per incontrarlo bisogna telefonargli. Mi ha anche fatto vedere la sua foto, appesa dentro il suo ristorante, per riconoscerlo casomai lo avessimo visto per strada: è un tipo con baffoni bianchi. Se solo avessi potuto fermarmi a Helena per almeno una settimana.

Thad Kelly Courtyard

Cortile dedicato a Thad Kelly, veterano della II g.m. e della guerra di Corea, sindaco di Helena per dodici anni.

Nicholas Hotel

Questo edificio nacque come Nicholas Hotel, ora è vuoto. Sulle vetrine, caratteri nero su bianco vecchio stile per varie insegne pubblicitarie, inviti ad aprire qui la propria attività.

Malco Theater

Durante il blues festival il Malco Theatre ospita il Gospel Stage; non so molto altro su questo teatro, se non che vi fanno concerti, e conferenze di natura musicale. C’è incertezza sull’anno di costruzione, tra gli anni Trenta e Quaranta. Gli esterni appaiono nel biopic di Johnny Cash (Walk the Line).

Helena

Il vecchio e il nuovo: una parabola consunta accanto a un edificio vuoto, e The Coal House Shop, negozio ben curato di articoli regalo, nei pressi dell’argine.

Levee Walk

I tendoni blu segnalano il Delta Cultural Center (Visitors Center) dalla passeggiata sull’argine, Levee Walk, e come si vede il complesso occupa tre edifici. È un punto focale. Funziona da centro turistico, negozio, museo, e soprattutto da qui va in onda in diretta il King Biscuit Time di Sonny Payne dalle 12.15 alle 12.45. Un’altra sede museale DCC (The Depot), è nel vecchio deposito ferroviario restaurato (v. in fondo).

Delta Cultural Center

Il Visitors Center si concentra sull’eredità musicale della città e del Delta dell’Arkansas. Il centro ospita anche concerti, classi, letture e altri eventi, principalmente legati al blues.

Delta Cultural Center, Sonny Payne's booth

Sopra e sotto, la postazione di ‘Sunshine’ Sonny Payne. Ci si può fermare ad assistere al programma; Sonny manda musica d’epoca e chiede sempre ai visitatori se vogliono fare un saluto ai microfoni. Tutte le trasmissioni si possono sentire sul sito di KFFA.

Delta Cultural Center, Sonny Payne's booth

Peck Curtis' drums

Leggendaria batteria del KBT suonata da ‘Peck’ Curtis, grande ispiratore di Levon Helm, che acquistò e conservò il kit.

King Biscuit's piano

Il piano originale usato nel programma

Delta Cultural Center

Il cartellone che stava appeso alla parete dello studio, vedi foto sotto.

Delta Cultural Center

Da sinistra a destra: Joe Willie Wilkins, Joe ‘Pinetop’ Perkins, Sonny Boy, l’annunciatore Hugh Smith, James ‘Peck’ Curtis, Houston Stackhouse. Altri apparsi al King Biscuit Time furono i pianisti Robert ‘Dudlow’ Taylor e Willie Love, e i chitarristi Earl Hooker e Sammy Lawhorn. Anche Frank Frost e Sam Carr, che nel 1956/59 erano la backup band di Sonny Boy. Tutte le diverse foto che conosciamo dei musicisti nello studio del KBT risalgono agli anni 1940; questa dev’essere almeno del 1947, dati i sacchi del Sonny Boy Corn Meal.
Lockwood lasciò la trasmissione a causa di una disputa con Max Moore, ma ebbe presto un altro show tutto suo per Mother’s Best Flour Company, durato circa un anno. Anche Robert Nighthawk negli anni Quaranta ebbe il suo show alla KFFA, per un’altra compagnia ancora, la Bright Star Flour, e poi rimpiazzò Sonny Boy brevemente al KBT dopo la sua morte.

Delta Cultural Center

I più noti musicisti in connessione con l’East Arkansas: Conway Twitty, Johnny Cash, Levon Helm, Ronnie Hawkins, Billy Lee Riley, Charlie Rich, Louis Jordan, Son Seals, James Cotton, Junior Walker, Willie Cobbs, Detroit Junior, Johnny Taylor…

Delta Cultural Center

…Howlin’ Wolf, Luther Allison, Junior Parker, Hubert Sumlin, Albert King, Big Bill Broonzy, Roosevelt Sykes, Junior Wells, Washboard Sam, Al Green, Sister Rosetta Tharpe, Harmonica Frank Floyd, Pat Hare, Little Walter, John Weston, Lonnie Shields e naturalmente Sam Carr, figlio di Robert Nighthawk.

Delta Cultural Center

Delta Cultural Center

Delta Cultural Center

Foto promozionale, certamente dei primissimi tempi, che vede Sonny Boy e Lockwood con il primo presentatore del KBT e co-proprietario di KFFA, Sam Anderson. In mezzo un sacco di farina King Biscuit.

Delta Cultural Center

Delta Sounds è il tema dell’esposizione permanente al Visitors Center e di un’altra trasmissione dal vivo condotta da Payne e dal direttore assistente del Centro, Terry Buckalew, dalle 13 alle 13.30 tutti i venerdì. Riassume la varietà dei generi del Delta dell’Arkansas, blues, gospel, rockabilly, country, jazz, rock ‘n’ roll.

Robbie Roberton's sentence

Delta Cultural Center

Bacheca con reperti importanti, vale a dire il contenuto della valigetta di S.B. Williamson: cono amplificatore per armonica, fischietto di metallo, fischietto di legno, corde per chitarra e basso (Martin e Vinci), cow bell con bastoncino, supporto per armonica, e la valigetta stessa. Se solo potessero parlare.

Delta Cultural Center

Il negozio

Delta Cultural Center

Esposizione sulla vita lavorativa nel Delta e sulla musica che l’accompagnava

Delta Cultural Center

Cotone in cesta…

Delta Cultural Center

…cotone in fiocchi…

Bale of cotton

…cotone in balla

whip

Frusta di pelle del 1859 circa, trovata nell’Arkansas sud-occidentale. Qua, se si potesse sentire, più che di parole si tratterebbe di urla.

Delta Cultural Center, walking plow

“Flat Breaker” walking plow. Aratro manuale usato da un solo lavoratore e tirato da uno o due muli. Aratri di questo tipo furono usati dal 1700 fino agli anni 1940, quando si diffuse il trattore.

Delta Cultural Center

L’altra sede Delta Cultural Center, The Depot, ricavata da un deposito ferroviario del 1912.

Delta Cultural Center

Focalizza la vita preistorica del Delta, i suoi primi abitanti e paesi, il fiume Mississippi e i nativi. Ci sono inoltre le testimonianze della Guerra Civile di quando l’Unione occupava il territorio, e della Battle of Helena.

Flags on Helena Levee Walk

La bandiera dell’Arkansas e la Old Glory sventolano sul Levee Walk

King Biscuit Festival office

King Biscuit Blues Festival Office. Precedentemente, mentre camminavamo in Cherry Street, una signora passante in macchina aveva richiamato la nostra attenzione facendoci cenno e fermandosi in mezzo alla via. Le sono andata incontro e mi ha detto che è dell’organizzazione del King Biscuit Blues Festival, raccomandandoci di andare a visitare l’ufficio e il negozio del Festival in Phillips Street.

King Biscuit Festival office

Neon sicuramente d’effetto quello del festival, farina King Biscuit sul banco, plaid con Sonny Boy sulla rockin’ chair, e molto altro.

King Biscuit Festival office

King Biscuit Festival office

Poster delle varie annate del Festival, disegnati da artisti locali.

King Biscuit Festival office

King Biscuit Festival office, refrigerator

Chi tra noi non vorrebbe questo frigorifero. Decorato da James C. ‘Ratt’ Smith per il King Biscuit Blues Fest ed. 1994, riproduce l’immagine di Sonny Boy sulla farina di mais a lui intestata.

Helena Levee Walk

Helena è una città povera, ma ricca di storia. I cartelloni si riferiscono agli anni della Guerra Civile a Helena e nella Phillips County. Nel maggio 1861 l’Arkansas divenne il nono Stato a unirsi agli Stati Confederati d’America (la dozzina che voleva la secessione dagli Stati Uniti), poco prima che scoppiasse la Guerra di Secessione; Helena si svuotò dei suoi uomini, la maggior parte arruolata nell’esercito dei Confederati, una piccola minoranza in quello dell’Unione.
Le donne affrontarono una vita dura, lavorando nelle piantagioni, fattorie e in ogni altro genere di affari. Nel luglio 1862 l’Unione occupò Helena, procurando degli inevitabili e profondi cambiamenti nella vita della Phillips County, con la popolazione decurtata dei diritti civili e sottoposta alle leggi marziali. Il tentativo di liberare la città da parte dei Confederati fu messo in atto l’anno dopo, ma fallì, determinando la Battle of Helena. La sua posizione strategica era troppo ambita dall’Unione per rinunciarvi; posta sul fiume, da una parte era una buona base per le spedizioni nel Mississippi, dall’altra per quelle nell’Arkansas.

Helena Levee Walk

Questo tabellone illustra la battaglia di Helena, svoltasi con tre attacchi alla guarnigione dell’Unione il caldissimo 4 luglio 1863, a nord, a ovest e a sud di questo punto. Più di 7.600 soldati confederati, provenienti soprattutto dall’Arkansas e dal Missouri, affrontarono i 4.000 a difesa della roccaforte dell’Unione, che contava un fortino, Fort Curtis, a nord-ovest da qui, e una nave cannoniera, Tyler, sul fiume Mississippi. Uno dei tre attacchi riuscì, ma il contrattacco dell’Unione pose fine alla battaglia. Il risultato fu di 1.636 vittime confederate (tra uccisi, feriti, persi o catturati), contro i 239 morti dell’Unione.

Helena Levee Walk

Quest’altro racconta delle differenze di vita nel 1860, prima della guerra, quando la contea Phillips era la più ricca in Arkansas e Helena un porto internazionale basato sull’economia del cotone, e nel 1863, durante l’occupazione nordista. Nel 1860 la quasi totalità delle terre della contea erano possedute solo da 32 persone, e su 15.000 abitanti 9.000 erano schiavi. Con l’inizio del 1863, grazie alla proclamazione d’emancipazione, cominciò il periodo in cui gli schiavi liberati godettero di diritti mai acquisiti prima, che poi perderanno nel nuovo secolo con le leggi Jim Crow. In quell’anno schiavi liberati apparvero nell’esercito unionista, altri coltivarono le piantagioni abbandonate ricevendo per la prima volta un salario, e bambini e adulti ebbero un’istruzione mediante un programma educativo condotto da associazioni nordiste di beneficenza.

Helena Levee Walk

Altre visuali dall’argine

Helena Levee Walk

Helena Levee Walk

Helena Levee Walk

Il palco principale del King Biscuit Festival: gli spettatori si accomodano sull’argine. Helena vale una visita in ogni periodo, ma in ottobre, durante il festival, per chi può si rende obbligatoria.

Helena Levee Walk

Mentre siamo qui, improvvisamente giù in Cherry Street appare una scolaresca, dando per alcuni attimi voce e colore al silenzio, poi di nuovo spariscono dalla vista. Forse sono della KIPP Delta School, una scuola pubblica con vari campus estivi.

Helena Levee Walk

Helena Levee Walk, murals

Murales omaggianti i musicisti più distintivi dell’area, e Sonny Payne

Lewis Supply Co.

Fascino di un vecchio edificio industriale in parte restaurato, ex sede Lewis Supply Co., fondata nel 1916 da T. Walker Lewis per forniture di ferramenta. Il piano terra è sede del magazzino del festival, e da poco ospita anche un coffee shop e uno spazio per eventi. Piccoli e fieri tentativi di rivitalizzare Helena.

Lewis Supply Co.

Magnolia Cemetery

Magnolia Cemetery, dove si trovano le tombe di Robert Nighthawk e Frank Frost. Curioso il cartello “Before setting headstones please call…”

Magnolia Cemetery

Non così facile da trovare. Sul libro di Cheseborough ci sono le indicazioni, ma certi cartelli possono non esserci più o esser cambiati, e alcune vie non hanno nome. Nel libro manca il nome della strada: Wire Road. Le sparute tombe sembrano messe come sempre un po’ a caso. Un cartello dice che il cimitero è mantenuto “dagli amici del Magnolia Cemetary” (cemetery), e una serie di quattro accurati pannelli in legno con fotografie narrano di questo antico luogo e dell’impegno per preservarlo.

Magnolia Cemetery, Nighthawk and Frost graves

Bisogna inoltrarsi un po’ per trovare le tombe, e come al solito ci s’infanga molto perché il terriccio è umido. Le due lapidi sono piuttosto grandi e in bella vista. Nighthawk è sicuramente sepolto in questo cimitero, ma il punto esatto è sconosciuto, così è stato associato a Frank Frost. Frank Ottis (sic) Frost, “world renouned harmonica king”, nato il 15 aprile 1936 ad Auvergne, Arkansas, morto il 12 ottobre 1999 a Helena, Arkansas, e Robert McCollum, “internationally acclaimed blues artist”, nato il 30 novembre 1909 e morto il 5 novembre 1967, a Helena, Arkansas.

Magnolia Cemetery, Nighthawk and Frost graves

Donate nel 2000 dalla Sonny Boy Blues Society

Mississippi

Il Mississippi a Helena

Mississippi

Helena River Park

All’Helena River Park si gode di belle visuali del fiume e di una camminata sopraelevata nel parco

Helena River Park

La terra a sinistra è del Mississippi, area di Lula, e quei tetti sono dell’Isle of Capri, l’albergo/casinò in cui siamo finiti; da qui si vede bene quanto dicevo nell’articolo precedente, cioè di come l’hotel sia al confine e vicino al ponte per Helena, risalente al 1961.

Helena River Park

Prima della costruzione del ponte per attraversare c’era solo un ferry boat. Data l’importanza del trasporto su rotaie era un “train ferry”, dotato cioè di ferrovia per traghettare la locomotiva e i vagoni.

Helena River Park

Muddy waters

Helena River Park

Addio Helena, a presto Clarksdale.

(Fonti: Steve Cheseborough, Blues Traveling, The Holy Sites of Delta Blues, University Press of Mississippi, Jackson, 2009, III ed.)

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 14 gennaio 2017
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