The Lucky Peterson Band feat. Tamara Peterson

Live At The 55 Arts Club, Berlin

Lucky Peterson's DVDHo conosciuto un paio d’anni fa il bravo e simpatico Lucky Peterson e la sua dolce consorte Tamara in occasione di un gig in un locale afroamericano nel cuore di Deep Ellum a Dallas, città in cui Tamara è nata e cresciuta e dove la coppia ha casa. Avendone un buon ricordo ho quindi ricevuto con piacere da Blackbird Music questa confezione che contiene 3 DVD e 2 CD registrati live a Berlino, e che uscirà sul mercato il 19 ottobre 2012 (i CD hanno lo stesso contenuto dei due DVD del concerto).
Dico subito che non è un’opera per puristi (termine che non approvo, ma qui risulta comodo) del blues, del tipo rintracciabile di solito in queste pagine, e che l’ho trovata non molto soddisfacente. Ciò soprattutto a causa dei miei gusti, ma in parte anche per il tipo di produzione che, nella pur comprensibile spinta a creare una situazione “perfetta”, rischia non meno di lasciare qualche lacuna sul versante della spontaneità.
Tuttavia, faccio un’eccezione e provo a descrivere anche quest’operazione perché è evidente che molto è stato investito, sia da parte degli artisti che della casa discografica, e il prodotto merita un suo mercato, anche se non sarà strettamente quello del blues.

Il climax, trattandosi di una registrazione ufficiale, è molto diverso rispetto all’intimo e familiare club di casa Texas e lo è anche per la presenza di altri accompagnatori, comunque formanti la band con cui s’esibisce attualmente. Lucky sfrutta la rara occasione – ad un bluesman non capita spesso d’essere ufficialmente registrato live, e ancora meno per un DVD (e a lui non era mai capitato prima) – mostrando il suo talento mediante uno showcase a tutto tondo pianificato che lo vede all’opera all’organo e alla chitarra, come d’abitudine, oltre che al canto ovviamente. Quello che non m’ha convinta soprattutto è il potpourri di generi, blues/R&B, funky-soul, nu-soul, fusion, rock (quest’ultimo portato in gran parte dal chitarrista Shawn Kellerman), con repentini passaggi da uno all’altro: un insieme che può anche rappresentare i diversi amori di Lucky (e la natura non-blues di Tamara e della band), ma che rischia di confondere parecchio l’ascoltatore.
Lucky PetersonOvvio che la varietà, gli sbalzi (forse eccessivi) tra gli alti e i bassi del suono, i colpi di scena, hanno anche lo scopo di non annoiare lo spettatore in sala e lungo i 215 min. di durata del DVD, e colui che cerca i suoni moderni e pompati, tranne poche eccezioni riservate a qualche stacco blues, qui troverà pane per i suoi denti.
Andando più nel dettaglio posso dire che è bella carica, ma non eccessiva, l’introduzione organistica fatta con I’m Back Again, un quasi-strumentale serrato ben eseguito, che ha lo scopo di presentare Lucky e la band composta dall’eccellente Raul Valdes, batteria, dal soddisfacente Tim Waites, basso (anche se i due non hanno evitato un paio di assolo, del resto prevedibili in un tale contesto), e dal pessimo Shawn Kellerman che, se in veste di accompagnatore nel complesso non è stato male, ha però trapelato subito nell’atteggiamento “minaccioso” un’attitudine rockettara trattenuta che non faceva presagire bene e che poi, infatti, ha sfogato in occasione dei solo. Tralascio di commentare la sua esibizione come solista con la band e senza Peterson, contenuta in 4 brani nel terzo DVD, oltre a dire d’andar bene per gli amanti degli epigoni di Hendrix e dei guitar hero prendenti a prestito brani blues per insopportabili schitarrate senza fine, senza respiro e senza senso.

Tornando a Lucky, buona quindi la presentazione sul suo strumento preferito, che suona per la maggior parte, l’Hammond B3, sul cui ripiano è appoggiata una tastiera Roland, poi purtroppo usata più come sintetizzatore che in sostituzione del piano acustico.
Lucky PetersonDi buon rilievo è anche il blues lento Trouble di Ray LaMontagne, nel cui crescendo finale Peterson si alza e imbraccia la chitarra elettrica per un suono voluminoso provocante una rottura che sfocia in Blues Medley, un boogie blues strumentale incalzante che Lucky suona in mezzo al pubblico riversando una montagna di note.
Non male solo perché poi sembra abbassare i volumi e il suono farsi più grattato, ma è meglio quando tira il freno a mano con il risultato benefico di scaldare più intimamente l’atmosfera e comunicare non con la quantità ma con la qualità, dosando un pezzo di Little Red Rooster (nel libretto non segnata nella lista), che gli serve per introdurre You Shook Me e l’entrata di Tamara. Questo è un momento molto piacevole, perché Lucky è ancora in mezzo al pubblico cantando molto bene e senza bisogno di microfono, mentre lei avanza dal fondo intonando il blues attraverso la platea, in un breve duetto che per un momento mi fa sperare in una svolta musicale di Tamara.
Dura poco, perché poi arriva una serie di brani funky-soul (il migliore m’è sembrato Knocking, di Deitch/Krasno/Young), alcuni di questi scritti da Tamara, la quale si conferma buon contralto con ottime capacità interpretative e in perfetta intesa nei duetti con Lucky, ma è evidente che è indirizzataTamara Peterson verso le atmosfere soul/funky/jazz moderne, formatasi nell’ambiente teatrale e presso la stessa scuola (Booker T. Washington High School for the Performing and Visual Arts a Dallas) di Erykah Badu, Roy Hargrove e Norah Jones.
In mezzo, Been So Long, un lento blues per organo firmato da Lucky che però sfocia in un interludio pianistico riproducente le voci di un coro alla Manhattan Transfer, e un torrenziale assolo quando passa alla chitarra; in finale c’è il sostenuto soul-blues di Lost The Right.

Il secondo DVD inizia di nuovo con l’organo, nel serratissimo soul-rock Giving Me The Blues di Rico McFarland, suo ex-chitarrista, e il soul ballad Ta’ Ta’ You del periodo post-blues di ‘Guitar’ Watson, proseguendo con It Ain’t Safe di Clarence Carter e George Jackson.
Let’s go back to the beginning, annuncia Peterson, che prima del ritorno in scena della moglie mette quattro blues in medley, iniziando con la nota I’m Ready e con Who’s Been Talking di Howlin’ Wolf, quest’ultima ben eseguita all’Hammond.
Dopo aver imbracciato la slide arriva I’ll Dust My Broom, a tendenza rock, anche se poi Lucky porta giù il microfono, si siede ad un tavolino e fa scendere il volume, eseguendo un solo minimalista che dà inizio a The World’s In A Tangle, il classico di Jimmy Rogers in un altro breve momento tradizionalista. Nel rispettivo CD le hanno assegnato un numero sbagliato, dato che il n. 7 è solo la coda del medley tra le ultime due e già l’inizio di Kiss di Prince, che caratterizza il ritorno della consorte e usa dei riff blues; per il finale invece va di nuovo all’organo con tre brani, due dei quali di Tamara, di soul/jazz moderno.

Lucky PetersonIl terzo DVD, oltre il set del chitarrista Kellerman, contiene i “dietro le quinte” dell’arrivo a Berlino e la preparazione della scena, un’intervista ai due con sottotitoli in inglese, e alcuni spezzoni tratti dalle prove.
Divertente è vedere come Lucky strabuzza gli occhi quando la moglie (dopo aver ammesso che prima di lui non s’era mai avvicinata al blues per tradizione famigliare) dice “ho sempre pensato fosse una musica per vecchi”, così come quando è lei a dirgli sottovoce “ehi, vacci piano”, quando lui a sua volta confessa che non riesce ad ascoltare un disco di blues oltre il primo brano (?!), specie quand’è in viaggio sulla strada, perché sente il bisogno di sentire musica gospel. A questo proposito racconta quanto sia stato ed è importante per lui e la sua famiglia il pastore della loro parrocchia, e in effetti entrambi portano una maglietta con scritto I love my church.
La dicotomia e lo “scontro” tra musica secolare e musica religiosa è ancora oggi presente tra gli afroamericani, ed è un bene sia così. Peccato solo che, da ambo le parti, la musica sia profondamente cambiata: anche in questo vanno via insieme.

The Lucky & Tamara Peterson Band live DVD Page



 

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