Austin, Texas 2010

Waco

Brazos River, Waco, Tx

Proseguendo da Dallas sulla I-35 direzione sud verso Austin, a circa metà strada all’altezza di Waco s’incontra il Brazos River.

Brazos River, Waco, Tx

Fu chiamato Rio de los Brazos de Dios, fiume delle braccia di Dio, dai primi esploratori spagnoli, ed è il più lungo fiume texano. Molti lo indicano come “the Mississippi of Texas”. Una buona ragione per ritardare l’arrivo ad Austin.

Brazos River, Waco, Tx
Waco, Texas
Courthouse, Waco, Texas

Siamo nel bel mezzo del Texas: lande sconfinate, ranch, fiumi, ferrovie, allevamenti di tori, caldo micidiale.
Waco è il capoluogo della Contea di McLennan e nel 1993 saltò alle cronache per il tristemente noto Waco Massacre, blitz compiuto dagli agenti federali al quartier generale-ranch del folle profeta visionario David Koresh, sospettato di detenere armi illegalmente e di molestare bambini.
L’ordine partì da due funzionari del Ministero della Giustizia dell’amministrazione Clinton e forse fu forzato dall’FBI, ed ebbe un inaspettato e orribile epilogo perché nella sparatoria fu colpito un deposito di gas, e tutti i seguaci di Koresh, un centinaio di persone tra cui molti bambini, morirono nell’esplosione che seguì.
Una storia iniqua e violenta, una storia americana, una strage che causò tantissimi morti innocenti sommati a quelli dell’ancora più terribile vendetta, nello stesso giorno due anni dopo con la bomba di Oklahoma City.
A fianco, il Palazzo di Giustizia della contea. Sotto, capannoni visti dal fiume.

Waco, Texas

Keep Austin Weird

Austin, Texas

Austin è la capitale del Texas, si trova nella regione Hill Country ed è tra Dallas e Houston, ma è molto diversa da entrambe. Musicalmente ha una tradizione autoctona e una scena live molto ricca dagli anni 1970, meno black delle altre due. È più piccola, più facile da girare e a misura d’uomo, con biciclette e parchi. In uno stato conservatore come il Texas, Austin è di stampo democratico-liberale, tollerante, moderna, giovane e tranquilla, e molti musicisti hanno scelto di viverci anche per queste ragioni.
Anche qui purtroppo la permanenza non s’è protratta più di due giorni, ma da vedere e da fare c’è tanto.
Sono stata sfortunata con la musica dal vivo, infatti dei tre spettacoli individuati sull’Austin Chronicle, uno non c’è stato, uno l’ho perso, e l’altro non l’ho visto per intero.
Poi ho mancato Jimmie Vaughan per un pelo, infatti era da Antone’s qualche giorno prima del mio arrivo. Un’altra residente, Marcia Ball, era fuori, e Omar and the Howlers erano al Saxon Pub un paio di giorni prima che andassi io. Angela Strehli era ad Austin la settimana prima, e per poco ho perso Joe Ely e Carolyn Wonderland. Se andiamo su nomi più noti, il 19 agosto c’erano i Lynyrd Skynyrd e il 28 Sheryl Crow. I concerti sono davvero tanti; per questo e altri motivi bisognerebbe stare di più non solo ad Austin, ma in qualsiasi città del sud-est texano.

South Congress Avenue, Austin, Texas

Non m’è rimasto che compensare con gli acquisti. Allen’s Boots, 1522 South Congress, è più che un negozio, è uno spaccato del Texas, un pozzo di desideri aperto anche la domenica. Odore di pelle e lunghe file di bellissimi stivali texani per donna, uomo e bambino, in tutte le tinte e tonalità: unico neo, il prezzo. Splendide camicie da uomo, magliette inneggianti al rock ‘n’ roll per texan chicks, giacche, cinture, naturalmente cappelli; se ad Austin si vuole diventare cowgirl e cowboy urbani bisogna passare da qui, e intanto s’ascolta musica cajun. Il gentile cowboy in jeans-camicia-a-quadri-cappello incontrato per le corsie è il gestore del negozio, e che sorpresa quando l’ho visto accennare un two step con la commessa, cercando di seguire il tempo. Ero lì vicino e si sono girati verso me fintamente imbarazzati. Questo è molto texano! gli dico, e lei: Oh, almeno ci proviamo!

Allen's Boots, Austin, Texas

Altro negozio simbolo di Austin è Antone’s Record Shop, 2928 Guadalupe, aperto anche di domenica.

Antone's Record, Austin, Texas

Molto più che solo dischi. C’è la storia musicale di Austin, che è anche la storia di Clifford Antone, e un’impressionante raccolta di vinili, 45 giri, cassette, addirittura 78 giri e 8 tracce.

Antone's Record, Austin, Texas

Inoltre: foto, poster, riviste, libri, magliette, giradischi, occasionalmente live acts e, se il momento è buono, potete parlare di musica con qualcuno dello staff. Meglio andarci quando c’è poca gente se si vogliono fare foto e chiacchiere con quello che credo sia il proprietario. Ci sono appena stata e già ci vorrei tornare.

Antone's Record, Austin, Texas

Seppur non sia un posto con una storia particolare come Antone’s, anche Waterloo Records, 600A North Lamar (Waterloo fu il primo nome di Austin), merita una visita, e l’uscita non sarà a mani vuote. Se poi si cerca un disco nuovo questo è più indicato dell’altro, dove invece regna il glorioso passato. Waterloo non è comunque recente, anzi forse è più vecchio di Antone’s; è quindi anch’esso parte della storia musicale di Austin ed è molto fornito.

Waterloo Records, Austin, Texas

L’avevo nella lista dei desideri subito dopo Antone’s, ma avendo letto sul giornale che il giorno dopo alle cinque del pomeriggio ci sarebbe stato un gruppo locale, The Toadies, ho rimandato cogliendo la rara occasione di spulciar dischi e nel frattempo sentire musica live, forse indie-rock, o qualcosa che avrebbe potuto interessare mio figlio. Abituati ai ritardi italiani il giorno dopo siamo arrivati alle cinque e mezza, la band aveva già finito e noi siamo entrati mentre smontavano gli strumenti e c’era il rinfresco in atto. Molta gente, atmosfera cordiale, e tante cose da vedere. La cosa buona di questi ritrovi americani è che se anche non si conosce nessuno non ci si sente fuori luogo, anzi, dimostrano spesso un certo interesse verso chi non conoscono, forse superficiale ma se non altro senza essere invadenti, e si ha la sensazione di sentirsi accettati d’emblée.
Anche da Waterloo c’è molto, ma il materiale non è diviso per genere: è tutto rigorosamente in ordine alfabetico. Bene se si cerca qualcosa in particolare, molto meno se si vuole vedere tutto quello che c’è di ciò che interessa di più. Per guardarlo da cima a fondo occorre tanto tempo, e anche qui c’è altro oltre ai dischi. Il personale è gentile.
Un altro negozio di dischi da visitare è Doc Blues Records, 4928 Woodstock Drive, a Georgetown, poco a nord di Austin. Se si viene giù da Waco con la I 35, conviene farlo prima d’entrare ad Austin; Georgetown si trova a sinistra prima di Round Rock.

Austin, Texas

Austin è attraversata dal fiume Colorado, che lungo il percorso verso sud prima di tuffarsi nel Golfo del Messico passa anche per La Grange. È possibile fare una gita su un battello dalle fiancate decorate con la bandiera texana.

Colorado River, Austin, Texas
South Congress Ave, Austin, Texas

Congress Ave (qua South Congress Ave) conduce al Capitol

Capitol, Austin, Texas
Historic District, Austin, Texas
The Driskill, Austin, Texas

Lungo la strada per il Capitol conviene fare un giro sulla 6th Street, ex Pecan St., parte del distretto storico e contrassegnata dalla targa dei luoghi inseriti nel Registro Nazionale. È nel cuore di Downtown e in passato contribuì allo sviluppo commerciale di Austin.
Oggi è considerata la via dei divertimenti, con tanti bar e locali in cui si suona dal vivo. Durante il grande festival musicale annuale di marzo SXSW la zona diventa il centro degli avvenimenti.
È anche la strada con la più alta concentrazione di edifici in stile vittoriano, risalenti ai primi del 1900. Questo albergo con macchina d’epoca parcheggiata davanti è su Brazos Street, vicino all’incrocio con la 6ª.
Qui all’angolo delle due vie c’è un altro luogo storico legato ad Antone’s; l’edificio non esiste più, rimpiazzato da una costruzione in cui c’è un bar-generi alimentari. C’è però una targa a ricordare che qui è sorto il primo club Antone’s nel 1975. Grazie a questo locale la vita notturna della zona attorno alla Sesta Strada ebbe un nuovo impulso. Nella foto in bianco e nero dell’esterno, si vede il bus di Albert King parcheggiato.

Marker of original Antone's site, Austin, Texas

Ancora su questa strada, il Paramount Theatre (ex Majestic), risalente al 1915. Durante gli anni 1930 fu rimodellato e rinominato Paramount. C’erano spettacoli di vaudeville, commedie, produzioni musicali, cinema, e anche oggi è sede di eventi musicali.

Paramount Theatre, Austin, Texas
Austin, Texas

Uno degli ultimi slogan adottati dalla città è Keep Austin Weird, frase che si legge ovunque, dai manifesti ai vari gadget.
Per comprenderla bisogna pensare a ciò che Austin è, e a ciò che vuole continuare a essere: diversa, particolare, unica per stile di vita e l’atteggiamento aperto dei residenti, riferendosi anche a una campagna per preservare e stimolare gli affari locali.
Per quanto riguarda il cibo si può scegliere tra i tre ristoranti Opal Divine. Abbiamo provato l’originale, il primo, The Freehouse, 700 West 6th St., in centro e non molto distante dal negozio Antone’s. È piacevole, su due piani, in legno e mattoni. È più un pub che un ristorante, comunque si mangia bene. Si può stare anche fuori, con vista sul passaggio e con i nebulizzatori per contrastare il caldo secco del Texas. Come al solito non c’è orario, la ristorazione è ovunque sempre aperta. Gli altri due sono il Penn Field, 3601 South Congress, e il più recente, Marina, 12709 Mopac & Parmer Lane, dalla parte opposta, a nord. Nel ristorante qui sotto (Pita Pit) invece non ho potuto fare a meno di fermarmi nell’ingresso: dagli altoparlanti usciva fantastico R&B anni 1960.

Pita Pit, Austin, Texas

Altri ristori con musica dal vivo piuttosto famosi in città sono il Nutty Brown Café, 12225 West Highway 290, il Mother Egan’s, 715 West 6th St., un irish pub, il Red River, 2912 Medical Arts St., e il Cactus Café, 2247 Guadalupe St., piccolo e storico locale (1979) con live acustici, nella zona campus dell’Università del Texas. C’è poi The Salt Lick, fuori Austin, a Driftwood, 18300 FM 1826; per Joe Ely il miglior BBQ del Texas.
Uno dei ristoranti più leggendari è Threadgill’s. Ce ne sono due, il più vecchio è nella zona nord di Austin, 6416 North Lamar Blvd, l’altro è nella zona sud, 301 West Riverside Drive.
La storia dell’Old No. 1 parte dagli anni 1930, quando Kenneth Threadgill, dopo l’epoca del Proibizionismo, comprò la prima licenza di Austin per vendere birra e aprì un bar. Threadgill, cantante country che incontrò Jimmie Rodgers a Beaumont e ne fu influenzato, alla fine degli anni 1940 cominciò a organizzarvi spettacoli in cui gli artisti locali potessero esibirsi. Janis Joplin cominciò lì, nei primi anni 1960, e per lei fu un banco di prova: supportata da Threadgill, cantava country tradizionale con lo stile blues che poi la rese famosa.
Alla fine degli anni 1970 fu acquistato da un austiniano, Eddie Wilson, che riprese la tradizione con sessioni al mercoledì sera, e negli anni 1980 fu Jimmie Dale Gilmore a dare lustro al locale. Oggi ospita anche un country store museum e un archivio con i ricordi della Austin degli anni 1930/1960. È aperto tutti i giorni dalle undici di mattina alle dieci di sera, e la domenica si può fare colazione a buffet fino alle tredici. Bistecche di pollo fritto, po-boys di mare, insalatone, concerti e gospel brunch.
Quello nuovo, Threadgill’s World Headquarters, risale alla fine degli anni 1990 e la memorabilia si concentra sugli anni 1970. C’è un juke box con i dischi degli artisti che hanno suonato all’Armadillo (il precedente, storico locale di Wilson, Armadillo World Headquarters, fucina negli anni 1970 della musica country e rock di Austin e del movimento Cosmic Cowboy), e un pianoforte appeso al soffitto che fu suonato da Jerry Lee Lewis, Count Basie, Commander Cody, Ray Charles, Leon Russell, Captain Beefheart, e altri.

Guero's, Austin, Texas

Il bar-ristorante più famoso anche ai forestieri è una taqueria, Guero’s, cucina tex-mex e ottimi margarita, e soprattutto set di alcune scene di Grindhouse, il film di Tarantino e Rodriguez.

Guero's, Austin, Texas

Avendo visto il film le premesse per un posto particolarmente cool c’erano tutte e infatti non sono rimasta delusa. È tutto da fotografare, meglio al mattino quando c’è poca gente; si può bere solo qualcosa ed eventualmente tornarci per il pranzo.

Guero's, Austin, Texas
Guero's, Austin, Texas
At Guero's, Austin, Texas

Cerco d’avere qualche notizia dal barista paraguayano, tipo timido e gentile, il quale mi conferma che lui sì, c’era quando hanno girato il film, ma non dice molto di più se non che arriva gente da tutto il mondo a visitare il locale, poi si mette a parlare del suo paese.

Guero's, Austin, Texas
Guero's, Austin, Texas

Avrà sentito domande simili alla mia tante volte e si sarà rotto le scatole, quindi lo lascio in pace. Il cibo è buono, e anche il servizio. L’aspetto vissuto e casuale è ricostruito in stile faux-folk, come tanti altri locali americani di moda nelle città turistiche.
Guero’s s’è meritato un landmark come punto d’interesse, e naturalmente offre musica dal vivo, dalle 18.30 dal giovedì al sabato, e dalle 15 alla domenica.
Nel menu si trovano piatti e contorni tipici messicani, come chili, hot tamales, quesadilla, guacamole, nachos, burrito, tortilla, gamberi. Sembra che sia il posto di Austin preferito dai Clinton, Hillary ha tenuto un comizio qua durante le primarie del 2008.
Poco distante c’è il bar esterno in un giardinetto all’ombra di una vecchia quercia, sempre su South Congress. È lì che si suona, e dove sono stati girati alcuni esterni del film.
Altro locale cult di Grindhouse e segno distintivo di Austin è il Texas Chili Parlor, 1409 Lavaca Street all’altezza della 14th, vicino al Capitol. Aperto dalle undici di mattina alle due di notte, è il tipico bar-ristorante texano, come il Threadgill’s, con interni in legno, il bancone con i sedili, un’infinità di oggetti appesi e gli immancabili neon. Sotto, panorami da South Congress.

Old van, Austin, Texas
Austin, Texas
Austin, Texas
Austin, Texas
Pink Cadillac

Davanti a un’officina il meccanico nota che sono interessata a questa Cadillac rosa e, con mia sorpresa, m’invita a entrare per farmi vedere la Continental che ha in riparazione.

Vintage Continental car

Qualcuno ci chiede: “E’ vostra?” Magari…

Antone's nightclub, Austin, Texas

Tra i locali notturni con musica il primo da cercare è Antone’s Nightclub, 213 West Fifth Street.

Antone's, Austin, Texas

Nei giorni in cui ero là non c’era niente che m’interessasse particolarmente, purtroppo.

Antone's nightclub, Austin, Texas

È impensabile però non visitarlo, anche nel tardo pomeriggio ci si può imbattere in un concerto.

Antone's nightclub, Austin, Texas

Ho il permesso di fare qualche foto, ma non del palcoscenico.

Antone's nightclub, Austin, Texas

Eravamo di volata, dieci minuti solo per assaporare la leggenda e un po’ di musica dal vivo. L’etichetta invece, Antone’s Record Company, vale a dire Texas Music Group, si trova al 805 West Avenue. TMG è il marchio proprietario di Antone’s e di altre ex indie, ma non gode di buona fama tra i musicisti, ed è tuttora in causa per il mancato pagamento di royalties.

Austin, Texas
Frost Bank Tower, Austin, Texas

Frost Bank Tower, non il grattacielo più alto di Austin, ma sicuramente il più caratteristico.
Altri locali piuttosto noti sono il Continental Club, 1315 South Congress, aperto tutta la settimana dalle 16 alle 2 di notte, il sabato dalle 14, chiuso alla domenica; vale una visita in ogni caso perchè è uno dei più importanti e storici. Risale agli anni 1950, con una bellissima insegna che rimanda a quei tempi là, e un calendario molto ricco. Ad esempio un paio di giorni fa, il 23 settembre, in un’unica sera ci sono stati tre diversi set: Little Joe Washington, Rev. KM Williams e Hosea Hargrove, davvero non male. Vi si sono esibite le orchestre da giro degli anni 1950 tipo quella di Tommy Dorsey e quella di Glenn Miller, ed è stato uno dei primi locali burlesque di Austin. Da qualche anno ha un fratello a Houston.
The Hole in the Wall, 2538 Guadalupe St., anche ristorante e non lontano dall’University of Texas, è un altro luogo storico.
Degni d’interesse sono pure l’Head Hunters, tra Red River e 8th St., anche qui si può cenare, The Parish, 214-C East 6th St., Bourbon Rocks!, 508 East 6th St., Hyde Park Bar & Grill, che ha due indirizzi, uno in centro e uno nella zona sud, aperti dal mattino fino a circa mezzanotte, Speakeasy, 412D Congress Ave, Momo’s 618 West 6th St., e il Cedar Street Courtyard, 208 West 4th Street.

Austin, Texas

Un altro tipico locale della città è The Saxon Pub, 1320 South Lamar, dove ho visto Guy Forsyth.
L’Austin Chronicle, giornale gratuito che si trova ad esempio nei negozi di dischi, riporta una panoramica completa degli spettacoli settimanali; la lista dei locali con musica dal vivo è impressionante, unica direi.
Mi salta all’occhio un Texas Old Time Fiddlers Jam, all’Artz Rib House, con inizio alle 19,30. I tipi di Waterloo mi cercano l’indirizzo, 2330 South Lamar. Non è un club ma un ristorante la cui specialità, come dice il nome, sono le costine. Sembra non rinnovato da parecchi anni, in stile per famiglie di ritorno dalla gita fuori porta, con sale grandi, tovaglie di plastica a quadretti bianchi e rossi, e spazio per ballare. A un grande tavolo circolare, un nucleo famigliare stile Casa nella prateria con diversi bambini.
Ordiniamo e aspettiamo la musica, ma i musicisti non si vedono. Interpelliamo il proprietario, e lui ogni tanto viene a scusarsi, però non sa che dire perché non si sono fatti vivi neppure per telefono. Dice che, avendo con loro un accordo continuato nel tempo non vincolato e con paga ridotta, probabilmente hanno trovato qualcosa di meglio. Peccato, sapendo come trattano il violino da queste parti immagino sarebbe stato divertente, un po’ di old time music mi avrebbe fatto bene. A quel punto ero così delusa che mi sarei accontentata anche dei Good Ole Boys.

Sunset after rain

Poco dopo l’arrivo al motel, alla fine di una pioggia breve e lieve, spunta fuori improvvisamente questo bel colore, nello spazio del tramonto.

Sunset after rain

Consiglio le catene di motel a medio prezzo (sui 65-80 $ a camera escluso tasse), in genere sono la sistemazione migliore, pulita e con buon rapporto qualità-prezzo.
Gli alberghi in centro sono più costosi e c’è il problema del parcheggio, se non si trova bisogna usare il loro a pagamento più la mancia al valet parking ogni volta che porta l’auto.
Come per tutti i servizi e gli acquisti al prezzo bisogna aggiungere le tasse. Per gli alberghi le tasse della Contea sono circa il 4% sul costo giornaliero della camera, le tasse dello Stato il 6% e quelle del Comune il 7%. Con catene come La Quinta Inn e Super 8 si va sul sicuro, ma anche Americas Best Value Inn, Ramada e Howard Johnson; sono sempre a ridosso delle autostrade all’entrata delle grandi città, a manciate, uno dietro l’altro. Hanno diverse tipologie di camera, in genere sono spaziose e vi si riesce a spostarsi senza inciampare, saltare o fare la gimcana tra le valigie. Tra motel equivalenti di prezzo le camere e i servizi hanno standard comuni anche tra catene diverse, e a volte offrono anche più di quello che serve, tipo piscina, palestra o distributore di ghiaccio.

Ovunque c’è la connessione Wi-Fi libera. Può essere utile la lavanderia a gettoni, e in tutte le camere (oltre la Bibbia) si trova sempre la benedetta macchina per il caffè, con tutto il necessario rifornito ogni giorno. Anche il buffet della colazione ha parametri più o meno fissi e ovunque c’è la piastra per prepararsi il waffle con l’impasto pronto da versare. Tempo due minuti e si forma un waffle a forma di Texas; bisogna versarci un po’ di melassa, questa penetra nei buchi e diventa delizioso.
Il latte caldo non esiste. Per loro il latte non è roba da colazione a parte le minuscole porzioni che usano per colorare litri di caffè acquoso, ma è una vera e propria bevanda da bere fredda, anche durante i pasti. Quando si trovano bricchi di latte colmi, ad esempio negli alberghi delle città più turistiche, è comunque freddo.
Un’altra presenza fissa, non solo nelle sale da colazione dei motel ma in ogni luogo pubblico, sono i grandi schermi TV appesi alla parete (tendenza arrivata anche da noi soprattutto dopo l’ultimo mondiale). Alla mattina sono sempre sintonizzati sui notiziari CNN, a pranzo CNN e partite di baseball o di football e alla sera idem; ce n’è almeno un paio sempre accesi.
Alla colazione di un motel, anche quando è buona, è comunque sempre preferibile un tipico cafe/diner (se si trova), di quelli con il bancone grande, le vetrate, i divanetti in pelle e le cameriere in divisa con targhetta che versano caffè a volontà. Qui i piatti vengono preparati al momento davanti al cliente ed è tutto molto più buono e bello.

Se non se ne ha abbastanza della tomba di Stevie Ray Vaughan a Dallas, qui, nella città che l’ha adottato, si può trovare il suo memoriale a Town Lake, nella Travis County. Avendo tempo, i tre laghi artificiali che fungono da bacino idrico, sopra Austin, sono interessanti da visitare, anche per una vista diversa sulla città.
Se si vuole registrare e si hanno un po’ di soldini da spendere si può andare nello stupendo studio-ranch e sala da concerti di Billy Crockett, il Blue Rock Studio, in una bella cittadina di nome Wimberley.
Se invece si ha voglia di fare ricerche sulla musica texana ci sono diverse possibilità, come a Dallas.
L’Austin Music Video Archives 2, Austin History Center, ha una collezione permanente su nastro che documenta la scena della zona, e ha inoltre l’archivio DVD della televisione ME. Il Tejano Artist Music Museum Inc., 2908 Overdale Road, come il nome suggerisce è dedicato a preservare e promuovere l’eredità musicale di lingua ispanica.
Il Texas Heritage Songwriters Collection, 4700 South Congress Ave, è l’associazione che raduna gli autori e organizza eventi come il Texas Songwriters’ Hall of Fame Award; la collezione è conservata presso lo storico landmark Hill’s Café, 4700 South Congress, lì da 56 anni. Il Texas Music Museum Inc., 1009 East 11th St., ha una collezione di fotografie, manufatti e documenti relativi a ogni aspetto della musica texana e organizza programmi di informazione per scuole, biblioteche e altre organizzazioni.
C’è poi il dipartimento degli archivi musicali dell’Università del Texas che, tra le altre cose, conserva i materiali del festival SXSW, la collezione del produttore e autore Huey P. Meaux e carteggi di John A. Lomax (musica, registrazioni, testi, diari). Inoltre non bisogna dimenticare l’eredità lasciata dall’importante serie televisiva Austin City Limits memorizzata su DVD, che ha dato origine anche a un festival annuale. Austin se lo merita davvero il titolo di Live Music Capital of the World.

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 25 Settembre 2010
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