Baton Rouge, Louisiana 2010

I-10 to Baton Rouge

Da Lafayette a Baton Rouge ci sono circa novanta chilometri. Venendo da ovest s’incontra prima la West Baton Rouge Parish, una delle più piccole contee della Louisiana, dove il fiume Mississippi fa da confine con la contea di Baton Rouge, la East Baton Rouge Parish. La città principale della “parrocchia” (in Louisiana le contee si chiamano parishes, parrocchie) di West Baton Rouge è Port Allen, dove c’è una delle grosse chiuse sul Mississippi gestite dall’U.S. Army Corps of Engineers del distretto di New Orleans; gli altri punti sono sopra il lago Calcasieu, Leland e New Orleans.

Port Allen Lock, Louisiana

Intercoastal Waterway, lunghissimo canale, circa cinquemila chilometri, che attraversa in senso longitudinale il sud degli Stati Uniti, fotografato in corsa nel punto in cui si connette con il fiume Mississippi al Port Allen Lock, accorciando di più di centonovanta chilometri il tragitto delle navi dirette al Golfo del Messico.

Port Allen Lock, Louisiana

La piccola Port Allen ha qualche attrattiva, in special modo gode della vista del grande fiume dalla passeggiata del Riverfront Development. È un posto tranquillo, e se ci si trattiene un attimo dall’attraversare il bel ponte sulla Interstate 10 si può scorrazzare lungo River Road guardando le dimore antiche e le grandi querce, visitare un Sugar Mill dell’Ottocento assaggiando la canna da zucchero direttamente dal campo, recarsi alla splendida Poplar Grove Plantation Home o al West Baton Rouge Museum, oppure vedere da vicino il massiccio Lock, imparare tutto sulla sua funzione al centro visite e seguire il passaggio dei rimorchiatori.

I-10 Mississippi River Bridge, Port Allen, Louisiana

Port Allen, vista dell’I-10 Mississippi River Bridge dal “Port of Greater Baton Rouge”.

I-10 Mississippi River Bridge, Louisiana

Il nome ufficiale del ponte è Horace Wilkinson Bridge ma pochi lo conoscono così, molti infatti usano il riferimento all’I-10; non c’è possibilità di fraintendimento perché è l’unico punto in cui questa autostrada attraversa il Mississippi. La gente del posto lo chiama New Bridge anche se risale al 1968, per distinguerlo dall’altro ponte a sei km più a nord, sulla US Highway 190 che da Opelousas conduce a Baton Rouge, che di conseguenza è chiamato Old Bridge.

I-10 Mississippi River Bridge, Baton Rouge, Louisiana

È il più alto sul Mississippi, ed è tra i più lunghi cantilever bridge (ponte a sbalzo) del mondo.

Horace Wilkinson Bridge, Baton Rouge, Louisiana

La forte pendenza che si nota nella foto sotto è un’illusione ottica, in realtà è solo del 2%.

Horace Wilkinson Bridge, Baton Rouge, Louisiana

The Mighty Mississippi nella sua tortuosa corsa verso sud; là in fondo c’è Plaquemine.

Mississippi, Baton Rouge, Louisiana

Baton Rouge, capitale della Louisiana, oggi è molto diversa da come apparve agli esploratori francesi guidati da Pierre Le Moyne, Signore d’Iberville, nel 1699, quando trovarono un tronco di cipresso intriso del sangue degli animali appesi ai rami, un baton rouge appunto, usato dagli indiani Bayogoula (gente del Bayou) per segnare i confini dei territori di caccia. Allora era una zona piena di acquitrini. Sotto, Capitol Lake, nell’area del Capitol, sede del Governo della Louisiana.

Capitol Lake, Baton Rouge, Louisiana

I francesi persero la regione in favore dei britannici (che chiamarono la città New Richmond) nel 1736, i quali poi la persero a favore degli spagnoli nel 1779. Nel 1810 gli angloamericani strapparono il regno agli spagnoli proclamandolo Repubblica indipendente. Durò solo 74 giorni, fino a che gli americani da New Orleans rivendicarono Baton Rouge per la Louisiana, rendendola poi capitale dello Stato nel 1846.

Capitol Lake, Baton Rouge, Louisiana

La città cadde velocemente in mano ai soldati dell’Unione durante la Guerra Civile, ma tornò capitale della Louisiana nel 1882.

Louisiana State Capitol, Baton Rouge

Il Louisiana State Capitol con i suoi trentaquattro piani domina la città ed è il Campidoglio più alto d’America, inoltre è stato teatro di un omicidio entrato di diritto nella pittoresca storia politica della Louisiana. Questa struttura monolitica tipicamente anni 1930 fu infatti testimone dell’assassinio di colui che la fece costruire durante la sua campagna del 1928 per diventare governatore della Louisiana: il controverso senatore Huey P. Long, ucciso da un colpo di pistola nel 1935.
Il palazzo è decorato con diversi gruppi di sculture rappresentanti la storia della Louisiana e degli Stati Uniti, e di fronte c’è il memoriale con la statua e la tomba di Long, nell’English Garden. Il Capitol è una delle poche attrazioni garantite della città, soprattutto per il panorama che offre; Baton Rouge è infatti molto sobria e lo è ancor più se si pensa alla vicinanza a New Orleans.

Steps to State Capitol entrance, Baton Rouge, Louisiana

All’entrata, quarantotto scenografici scalini in granito sui quali sono incisi i nomi di tutti gli stati, uno per gradino. Prima ci sono i tredici che diedero inizio agli Stati Uniti, poi tutti gli altri nell’ordine cronologico in cui furono ammessi nell’Unione. Gli ultimi due, Alaska e Hawaii, non erano ancora annessi all’epoca della costruzione (1929), ma sono stati aggiunti entrambi sul 49º gradino nel 1959, anno in cui diventarono ufficialmente stati dell’Unione (Alaska è il 49º, Hawaii il 50º).

Baton Rouge, Louisiana

Statua di Huey P. Long nello State Capitol Park di fronte alla North 4th Street; il Mississippi scorre poco più in là, a destra.

State Capitol Memorial Hall, Baton Rouge, Louisiana

Memorial Hall, sontuoso atrio stile art deco, con marmi italiani. Il pavimento è ricavato dalla lava del Vesuvio. Dipinti murali sulle pareti delle entrate alle due Camere, di Jules Guerin, intitolati Goddess of Knowledge and Time uno e Abundance of the Earth l’altro.

State Capitol Memorial Hall, Louisiana

In centro sul pavimento mappa circolare in bronzo della Louisiana in rilievo, davanti agli ingressi per gli ascensori, di marmo rosso scuro Levanto. Le massicce porte degli ascensori sono di bronzo, con figure in rilievo dei governatori della Louisiana. I vasi sono un regalo della Francia del 1934, in porcellana di Sevres con base oro massiccio. Ci sono inoltre quattro statue in marmo bianco della Georgia (Gov. F.T. Nicholls, Gov. W.C.C. Claiborne, J.B. LeMoyne Sieur de Bienville [fondatore di New Orleans], Gov. H.W. Allen), e un busto di P.B.S. Pinchback, il primo e unico governatore afroamericano della Louisiana.

State Capitol, House of Representative Chamber, Baton Rouge, Louisiana

House of Representative Chamber. In primo piano un articolo della rivista Southern Living. Non l’ho letto, ma per meritare l’entrata alla Camera dev’essere parecchio lusinghiero.

State Capitol, House of Representative Chamber, Louisiana

È l’equivalente della nostra Camera dei Deputati

House of Representative Chamber, Louisiana

Anche in USA i politici non affollano i banchi

The Declaration of Independence, State Capitol, Louisiana

4 Luglio 1776, The unanimous Declaration of the thirteen united States of America, la dichiarazione d’Indipendenza americana.

Louisiana State Senate Chamber

Louisiana State Senate Chamber. La bandiera a destra è quella della Louisiana, il “Pelican State”, nato il 30 aprile del 1812, il 18º a essere annesso, e il fiore che lo rappresenta è la magnolia. La Camera del Senato sembra meno austera. Una gentile impiegata arriva a dirmi che è disponibile per ogni informazione, e che se desidero posso entrare, girare tra gli scranni.

Louisiana State Senate Chamber

Vista la sua disponibilità non riesco a trattenermi dal chiederle il luogo preciso in cui il senatore Huey P. Long è stato assassinato; me lo indica, non è molto lontano da qua. Le bandierine USA sono su qualsiasi scrivania pubblica d’America.

Baton Rouge, Louisiana

Due ascensori portano all’osservatorio del 27º piano, a 107 metri. Starei qui tutto il giorno al fresco, a guardare il panorama e il Mississippi. In queste due foto, vista verso nord, con il grande fiume e il Capitol Lake; in fondo c’è l’altro ponte sul fiume, della US Highway 190. Nei palazzi bianchi a destra della strada, sulla sponda del lago, hanno sede gli uffici giudiziari e la Corte d’Appello.

Baton Rouge, Louisiana

Il grosso edificio bianco ospita gli uffici governativi del dipartimento di educazione della Louisiana; la via a sinistra è River Road, come a Port Allen. Quell’altro edificio tutto a sinistra con il tetto chiaro è l’Hollywood Casino, unico disimpegno in una zona piena di uffici del governo e musei.

Mississippi River, Baton Rouge, Louisiana

Vista verso ovest, nell’edificio in primo piano c’è il dipartimento per lo sviluppo economico e gli uffici del sostituto governatore. Il territorio oltre il fiume è della contea West Baton Rouge.

Mississippi River, Baton Rouge, Louisiana

Chiatte sul Mississippi. Per le paludi intorno alla città diverse società offrono gite organizzate, come l’Alligator Bayou Tours, Pure Cajun Swamp Tours e Zam’s Tour, per le plantation houses ci sono Laura Plantation a Vacherie, Blythewood ad Amite, Magnolia Mound Plantation a Baton Rouge. Di solito nei motel si trovano i vari pieghevoli turistici, in mancanza sono lieti di fornire indicazioni; è solo quando si chiedono cose di blues che è più difficile.

Mississippi River, Baton Rouge, Louisiana

Vista verso sud-ovest, Horace Wilkinson Bridge dell’Interstate 10. Sulla destra, il Port Allen Lock; dietro il ponte si nota l’entrata al canale, l’Intercoastal Waterway.

Mississippi River and Pentagon Barracks, Baton Rouge, Louisiana

Nel gruppo a forma pentagonale, The Pentagon Barracks, oggi ci sono gli uffici del luogotenente governatore, un museo e appartamenti privati di parlamentari. Costruito nel 1819 per ospitare i soldati dell’esercito americano, fu usato come presidio militare fino al 1877. Alla fine dell’Ottocento fu sede della Louisiana State University, prima che si spostasse dov’è attualmente. In questo luogo sorgeva il Forte Spagnolo, conquistato dalle truppe di quella che si chiamò Repubblica di West Florida, nel 1810.

Baton Rouge, Louisiana

Verso sud, i giardini del Capitol, negli edifici bassi a destra la State Library, a sinistra il Capitol Park Museum (Louisiana State Museum), davanti a Downtown. Percorrendo River Road verso sud, a destra sulla riva del Mississippi, s’arriva al vecchio Campidoglio di Stato, prima del ponte; si nota anche perché è su un promontorio. Se il nuovo merita per il panorama e una certa eleganza, l’Old State Capitol merita per la pacchiana imponenza: a Huey P. Long non piaceva e perciò ne fece costruire uno più moderno e funzionale. Sembra un castello medievale e l’interno è un’esplosione di architettura neogotica di tradizione Tudor, con un’imponente scalinata a spirale e ipnotizzanti effetti ottici. È stato ricostruito nel 1882 nella sede e nello stile di quello precedente, oggi è un museo del passato politico della Louisiana.

Baton Rouge, Louisiana

Vista sud-est. Si nota la I-110, piccola coda (solo 14 km) della I-10 che curva verso nord, mentre la I-10 prosegue verso sud-est, verso New Orleans. La I-110 collega la zona dell’aeroporto e la Highway 61 a Downtown. In basso a sinistra il distretto storico Spanish Town.

Baton Rouge, Louisiana

Est. In alto la I-110 scende e curva in città, a destra Spanish Town. A sinistra l’Arsenal Park, (1) e un pezzo del Capitol Lake. Sull’altra sponda del lago a sinistra rispetto al parco, nascosta dagli alberi, la Louisiana Governor’s Mansion, 1001 Capitol Access Rd, costruita nel 1963 quando Jimmie Davis, il noto “governatore cantante” – quello di You Are My Sunshine per intenderci (lo registrò la prima volta nel 1940 e fu un gran successo) – era al secondo mandato come governatore della Louisiana (il primo fu negli anni 1940). La volle nello stile neoclassico greco (dopo il 1830 fu lo stile dominante in Louisiana per le case padronali) delle cosiddette antebellum homes, perché molte erano andate distrutte dalla guerra e dall’incuria.
La Old Governor’s Mansion invece, 502 North Blvd, fu fatta costruire nel 1929 da Huey P. Long, ispirato dalla Casa Bianca. Ospitò nove governatori della Louisiana fino al 1961, compreso Jimmie Davis, e ora è nel registro nazionale dei siti storici. Entrambe sono visitabili.
Jimmie Davis fece uscire Freddy Fender da Angola dopo tre anni di detenzione (condannato a cinque per possesso di marijuana), a condizione che stesse lontano dalla “corrotta” scena musicale. Suona assai strano detto da un politico.

Mississippi River, Baton Rouge, Louisiana

I parchi e il verde non mancano, e attorno alla città è tutta campagna coltivata; l’economia dello Stato da sempre si basa sull’agricoltura, ma qui anche sulle attività portuali e l’industria petrolchimica.

Baton Rouge, Louisiana

Il ripetitore (il secondo da dx) è della WAFB, stazione televisiva. A Baton Rouge hanno sede le due maggiori università dello Stato, la Southern University, istituzione tradizionalmente afroamericana a nord della Highway 61, nei pressi dell’aeroporto, e la Louisiana State University, a sud della città (in questa direzione); l’acqua che si nota in fondo è del grande University Lake, sulla cui sponda ovest sorgono gli edifici della LSU. Il Rural Life Museum, 4560 Essen Lane, è sotto la tutela dell’università ed è un’esposizione ben curata dell’antica vita rurale nella Louisiana del sud, anche all’aperto con la ricostruzione di un villaggio dell’epoca a cavallo tra il 18º e il 19º secolo.

Third Street, Baton Rouge, Louisiana

Scorcio di Third Street, via piena di ristoranti economici e centro della poco vivace vita notturna di Baton Rouge. I migliori B&B sono in periferia: il Pointe Coupee Bed and Breakfast, 405 Richey St. a New Roads, è una piantagione creola del 1835, l’Oak Valley Plantation, 3645 Highway 18 a Vacherie, anche questo antico, e il Garden Gate Manor Bed & Breakfast, 204 Poydras St. a New Roads, risalente al 1911; anche se non si trova posto (hanno pochissime camere) meritano una visita.

Avoyelles, Baton Rouge, Louisiana

Avoyelles, 333 Third Street, ristorante tra i più noti, purtroppo trovato chiuso.

Boudreaux & Thibodeaux, Baton Rouge, Louisiana

Scoperto poi che ha chiuso pochi giorni prima, e che l’edificio è stato comprato dai proprietari di Boudreaux & Thibodeaux, 214 Third Street.

Boudreaux & Thibodeaux entrance

Con un accesso così si è quasi costretti a entrare; è un ristorante, bar (sul balcone), di sera sala da ballo e club con musica dal vivo, senza pagamento del coperto (ingresso vietato ai minori, cioè sotto i 21). L’ispirazione a New Orleans è evidente, l’interno sembra una capanna nello swamp, in pieno stile cajun.

Boudreaux & Thibodeaux, Baton Rouge, Louisiana

Riverside Patty, di fronte ad Avoyelles, è poco più di un bar, e sempre su questa via ci sono anche Faye’s Subs and Salads, al 311, e Richoux’s al 302, si nota perché ha un grosso cartello della Coca-Cola sul tetto. A due passi dal Mississippi, fuori Downtown, c’è Poor Boy Lloyd’s, 201 Florida St., seafood, pranzi poco costosi e durante i weekend musica dal vivo. Da provare anche Ralph & Kacoo’s, 6110 Bluebonnet Blvd, frutti di mare seppelliti da una montagna di pastella come s’usa a New Orleans, e Joe’s Dreyfus Store Restaurant, 2731 Maringouin Rd a Livonia, cucina cajun e creola.
Anche qui tutti gli anni c’è un Blues Festival, dura una settimana, ma nel resto dell’anno per trovare un locale che odori un po’ di blues bisogna andare a Zachary, al Teddy’s Juke Joint, 17001 Old Scenic Highway. Il bluesman che meglio rappresenta la città è Tabby Thomas, anche perché alla fine degli anni 1970 aprì un club, Tabby’s Blues Box and Heritage Hall, rimasto nella sua sede originaria fino al 1999 quando fu demolito per un progetto stradale su North Boulevard. Il locale negli anni era diventato punto di riferimento, l’unico, per il blues di Baton Rouge. Nel 2000 ne ha aperto uno nuovo nel posto che si vede nella foto sotto, 244 Lafayette Street, ma ha chiuso alla fine del 2004 dopo che Tabby ha avuto un infarto.

former Tabby Thomas' Blues Box, Baton Rouge, Louisiana

Ora c’è questo Dalton’s, ma non so che genere di locale sia. Thomas attualmente ha ancora il suo spazio radiofonico, Tabby’s Blues Box, alla KBRH (AM 1260/90.3 FM). Anche Raful Neal aveva un locale, un ristorante, Neal’s Restaurant & Lounge, che non c’è più come il Thirsty Tiger, blues club del centro.

Train, Baton Rouge, Louisiana

Ferrovia lungo il Mississippi su River Road

Train, Baton Rouge, Louisiana

Perfino i carri cisterna sono tirati a lucido

City of Baton Rouge ferry boat, Louisiana

Traghetto “City of Baton Rouge”

Mississippi River, Baton Rouge, Louisiana

È il grande fiume a dividere la Louisiana dal Mississippi, e se questo confine naturale fosse anche per l’ultimo tratto del percorso e fino alla sua foce, Baton Rouge e New Orleans sarebbero in Mississippi anziché in Louisiana, dato che entrambe si trovano a est del fiume. In effetti, Baton Rouge è più vicina al Mississippi che a New Orleans. Questo per dire che mentre la musica di New Orleans ha la sua propria matrice culturale che non si trova altrove e che non si può esportare, il blues di Baton Rouge deve molto alla tradizione del Delta oltre a quella del Texas, mentre indubbiamente il rhythm and blues e lo swamp-pop furono influenzati dai ritmi e dagli strumenti a fiato della Crescent City.

Baton Rouge, Louisiana

I bluesman nati o residenti in questa città hanno iniziato e proseguito la carriera con successo altrove, non qui, come Slim Harpo, Silas Hogan, Tabby Thomas (in parte l’unica eccezione, insieme agli artisti swamp blues che però hanno prodotto nella vicina Crowley, via Nashville), suo figlio Chris Thomas King, Raful Neal, Tab Benoit, Henry Gray, Buddy Guy. Anche se molti artisti swamp blues provenivano da qua, Baton Rouge non ha avuto una scena blues autonoma, né un produttore discografico che creasse opportunità agli artisti locali. Inoltre è sempre stata oscurata dalla realtà preponderante della Big Easy, grazie alla quale però ha goduto e gode del passaggio degli artisti impegnati nei tour del circuito del sud.


  1. Agg.to: nel 2017 è stato rinominato Louisiana Veterans Memorial Park. []
Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 27 Gennaio 2011
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