Nevada 1987

The wild, wild west. Il Nevada è spazi sconfinati, temperature elevate e aria secca.
Nulla e nessuno per chilometri e poi d’improvviso Las Vegas. Perché perdere tempo nella Sin City, capitale del cattivo gusto?
Solo per una notte magari, ripartendo al mattino dopo una grande colazione a prezzo stracciato: è ovunque praticamente offerta pensando a quei tanti disgraziati che si svegliano rovinati. Li spolpano, ma li lasciano andare almeno con la pancia piena, se hanno ancora qualche monetina in tasca.
Molto degno di una visita invece il suggestivo Red Rock Canyon, a sinistra della valle di Las Vegas.
Lungo la via, un RV park (sosta per camper o mezzi pesanti) in mezzo al niente offre due grandi cactus in mostra, queen beds, TV satellitare, lavanderia a gettoni, alimentari, e package liquor, liquori venduti in pacchi chiusi da portar via (da non poter consumare sul posto o sulla strada, ma solo a casa o in una stanza d’albergo/motel). Il tutto genuinamente sulla sabbia del deserto; manca solo di vederla alzarsi in grandi polveroni dalla sgommata di un’auto, oppure in piccoli sbuffi da sotto gli stivali di un cowboy o di un camionista saltati giù rispettivamente dai propri cavalli in carne o lamiera.
Le penultime due foto sono di una capatina fuori programma in Arizona giusto per il fiume Colorado e la monumentale Hoover Dam, diga realizzata nel 1935 sul confine con il Nevada, nel Black Canyon lungo il fiume Colorado.

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 14 Aprile 2010
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