Port Arthur, Texas 2010

Summertime, and the living is easy

Nederland, Texas

A una trentina di chilometri da Beaumont piegando verso sud s’arriva a Port Arthur, delizioso porto situato sul Sabine Lake. Il lago porta il nome del fiume Sabine, il quale dal Toledo Bend Reservoir forma il confine naturale all’estremo sud tra Texas e Louisiana, prima di sfociare nel lago e quindi nel Golfo del Messico.
Nel Sabine Lake si tuffa anche il Neches River, passando per Beaumont e sotto il ripido ponte che collega Port Arthur a Bridge City (Rainbow Bridge).
Lo sbocco a estuario nel golfo si chiama Sabine Pass, luogo suggestivo e in cui vi si svolsero due battaglie della Guerra Civile (S.P. Battleground).
Tra il lago e il golfo s’estende un vasto Bayou, a ovest ricco di laghi, a est con vegetazione più fitta, e in entrambi i casi due strade attraversano le riserve naturali, proseguendo in direzioni opposte lungo la costa del golfo. Sabine Pass è molto esposto agli uragani; gli abitanti s’erano da poco ripresi dal passaggio di Rita nel 2005 e nel 2008 Ike li ha devastati ancor più.
Prima di Port Arthur, il cui motto è “Where Oil and Water Do Mix”, si passa per Nederland, cittadina fondata da coloni olandesi alla fine del 19º secolo e ormai conglobata, come Sabine Pass, nell’area di Port Arthur. Anche se il motto che mischia con successo due liquidi fra loro immiscibili vuole mettere a fuoco le attività petrolifera e ittica, non si può dire sia beneaugurante pensando al disastro BP (e a tutti gli altri); sembra una presa in giro. Dopo il ristorante di Carmela e la venditrice di hot tamales, direi che Nederland è piena di messicani, tuttavia se capita di leggere qualche cognome ci si rende conto che alcuni discendenti dei primi olandesi sono ancora qui.

Hot tamales, Texas

Questa mucca invita a preferire il pollo

Eat mor chikin

A Port Arthur sono nati Janis Joplin, Clifford Antone, Johnny Preston, e c’è la tomba di Harry H. Choates. I nomi di Phillip Walker, Long John Hunter, Ervin Charles e Lonnie Brooks sono indissolubilmente legati insieme perché negli anni 1950 si formarono in quest’area. Nel 1947 lo Zydeco King Clifton Chenier si trasferì qui come autista di camion per il trasporto del petrolio. Il blues qui è un solo aspetto di una tradizione che conta anche la cultura cajun, la musica country, lo zydeco, il boogie, il bluegrass; Clarence ‘Gatemouth’ Brown è un esempio che ben rappresenta questa sintesi.

Water tower in Port Arthur, Texas

È un fiorire di bandiere, come per ricordare che nonostante la Louisiana sia alle porte si è ancora in Texas, America.

Flags, Texas

Le parole di Summertime citate nel titolo mi vengono in mente arrivando sul lungolago. Sono così adatte che mi sembra di sentirle nell’aria.

Boardwalk, Port Arthur, Texas

Il Boardwalk s’affaccia su un’insenatura lunga e stretta formata dall’isola di fronte, Pleasure Island, di là dalla quale s’estende il lago e il golfo.

Boardwalk, Port Arthur, Texas

Il tempo è sereno, l’aria caldissima, umida, l’atmosfera dolce e rilassata.

Boardwalk, Port Arthur, Texas

Poche anime in giro, caldo insopportabile.

Boardwalk, Port Arthur, Texas

Bandiera italiana o colori casuali?

Boardwalk, Port Arthur, Texas
Boardwalk, Port Arthur, Texas

A ovest, sullo sfondo, il Martin Luther King Bridge e il porto.

Boardwalk, Port Arthur, Texas

Cosa c’è di più estivo e leggero di una libellula

Dragonfly
Libellula
Lakeshore, Port Arthur, Texas

Pleasure Island

Pleasure Island, Port Arthur, Texas
Pleasure Island, Port Arthur, Texas
The Seahawks, Port Arthur, Texas
Boardwalk, Port Arthur, Texas

Sotto, il Masonic Temple. Più in là c’è un tempio buddista, il Buu Mon Buddhist Temple, con giardino di fiori di loto.

Masonic Temple, Port Arthur, Texas
Port Arthur, Texas
Port Arthur, Texas
Port Arthur, Texas
Historic district, Port Arthur, Texas

Casette linde e prati curati, nel distretto storico. Posso immaginare quanto Janis Joplin si trovasse fuori posto a Port Arthur.

Historic district, Port Arthur, Texas
Historic district, Port Arthur, Texas
Historic district, Port Arthur, Texas

Sotto, The Woodworth House, detta Rose Hill, in cui abitò un certo R.H. Woodworth con la moglie Mary e i figli George e Phebe.

The Woodworth House, Port Arthur, Texas

Woodworth arrivò da Chicago come immobiliarista, poi divenne banchiere e nel 1902 sindaco di Port Arthur, mentre la moglie era direttrice della First National Bank. S’evince che furono personaggi di spicco e potere in questo nuovo piccolo, ma importante porto dopo l’eruzione del petrolio a Beaumont, fondato da Arthur Edward Stilwell nel tardo 19º secolo.

The Woodworth House, Port Arthur, Texas

La casa, dal frontale neoclassico tipico del sud, fu costruita nel 1906 e i Woodworth vi organizzavano assemblee pubbliche e feste con i concittadini.

Rose Hill, Port Arthur, Texas

Su desiderio della madre nel 1947 la figlia la donò alla cittadinanza. Oggi è un centro per eventi pubblici, landmark nazionale, e la mansion più importante del distretto storico. Purtroppo l’interno non era visitabile essendo chiusa per restauro. È la classica residenza signorile del sud, con portico molto grande.

Rose Hill, Port Arthur, Texas

Ci sediamo per un attimo qui sotto, dove troviamo ombra e una piacevole frescura portata dal venticello del golfo, con la mia immaginazione che balza all’epoca delle piantagioni di cotone. Non c’è nessuno, arriva solo qualche voce di bimbo da un parco giochi vicino.

Rose Hill, Port Arthur, Texas

Altre dimore storiche sono la Pompeiian Villa, Vuylsteke Dutch Home e White Haven, sul lakeshore di fronte a Pleasure Island. Il blu dell’acqua e del cielo, il verde dei prati, il bianco delle case.

Port Arthur's Lakeshore

Fish are jumpin’ and the cotton is high…

Port Arthur, Texas

Sembra di stare in un romanzo di Twain o di Faulkner

Port Arthur, Texas

È degno di visita il Museum of the Gulf Coast, 700 Procter, nel cui mezzanino sono custodite memorie di una sessantina di musicisti legati alla regione del Golfo, su tutti quelle della nativa Janis Joplin, ma anche di ‘Gatemouth’ Brown, George Jones, Tex Ritter, Ivory Joe Hunter, Clifton Chenier, Marcia Ball, Barbara Lynn, Bobby Charles, Harry Choates, Frankie Ford, Clarence ‘Frogman’ Henry, Huey P. Meaux, Lee Hazlewood, Percy Sledge, Warren Storm, The Boogie Kings, J.P. ‘The Big Bopper’ Richardson e altri. Si sono dimenticati di uno dei più importanti sassofonisti dello swamp blues, Lionel Prevost (aka Lionel Torrence).
Big Bopper fu un personaggio minore, ma esemplificativo della fertilità musicale della regione; era dj, autore, cantante e chitarrista rockabilly negli anni 1950 molto noto da queste parti, la cui tomba è a Beaumont. Richardson non aveva il physique du rôle del rocker da spaccate sul palcoscenico, o tombeur di ragazzine come altri suoi illustri colleghi, ma fu uno dei pionieri del rock ‘n’ roll, allegro e stravagante, voce grossa e carattere estroverso. La sua Chantilly Lace è nella colonna sonora di American Graffiti, e l’incipit divenne un tormentone dell’epoca: Hellooo Baby!; sulla copertina del disco era al telefono con la baby. Il suo nome rimane più legato all’occasione in cui morì a 28 anni, nel noto incidente aereo del 1959 in cui persero la vita anche il ventiduenne Buddy Holly e Ritchie Valens, il diciassettenne astro nascente. Sull’aereo al posto di Valens avrebbero dovuto esserci Tommy Allsup e al posto di Big Bopper Waylon Jennings, ai tempi rispettivamente chitarrista e bassista nella band di Buddy Holly.

Beware of the dog

Tra i ristoranti più noti c’è il Rancho Grande, 7670 Memorial Blvd, aperto tutti i giorni con cibo tex-mex. Da Andrews on Procter, 427 Procter St., hanno suonato diversi bluesman, ma non credo sia ancora aperto. Un locale storico che invece sicuramente non esiste più, ma che cito per la sua importanza, era The Rodair Club, vicino Port Arthur sulla Highway 365, in piena flatland; i proprietari erano Joe e Dioris Thibodeaux, ed è stato la casa della cultura cajun del Texas per 45 anni.

Old Glory

Per fortuna c’è il Boudain Hut, 5714 Gulfway Drive, posto che non dimenticherò; questa moto vi è parcheggiata davanti.

At the Boudain Hut
The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

È un bar-ristorante con musica dal vivo, ma con anche un servizio to go orders diurno assume un aspetto casalingo, facendoti sentire nel profondo sud.
Entrando dalla porta di fronte s’accede a un piccolo locale che si trova nel retro del bar, in cui si può ordinare da portare via attraverso uno sportello.
Il menu comprende gumbo, torta di gamberi, burger, hot dog e cose del genere, oltre al boudain, vale a dire il boudin, specialità cajun: salsiccia di carne di maiale, riso e spezie.
Passando dalla porta sulla sinistra si trova il bar e il locale notturno, con spazioso dance floor, biliardi, gli usuali neon, un bancone a ferro di cavallo attorno al quale sono seduti cowboy, e una cosa che non vedevo da anni, una palla stroboscopica riflettente sulla pista da ballo.
Sarà stato perché era sabato e quindi probabilmente la serata migliore, ma l’ambiente informale e amichevole e la musica mi sono parsi fantastici, le porzioni abbondanti e i prezzi buoni.
Non so dire del boudin, ma l’altrettanto calorica insalatona della casa era buonissima, la cameriera è una signora gentile e simpatica, e i minorenni possono entrare.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Due sole cose possono dare fastidio: si può fumare e l’aria condizionata è la più fredda che abbia mai sentito. Il fumo in realtà non dà molto fastidio, forse ci sono gli aspiratori e qualcuno va fuori a fumare, l’aria gelida invece è abbastanza insopportabile.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Un posto da mettere assolutamente sulla mappa, con house band a base di country, swamp-pop, blues, soul e ballate in 6/8, il tutto con attitudine e sapore country texano.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Siamo alla fine di un lungo tavolo e il gruppo seduto all’altro capo prende un paio di boccali di birra spaventosamente grandi, specie per me che non sono una frequentatrice dell’Oktoberfest, però sono davvero enormi, poi ne prendono altri. Ci chiedono se vogliamo favorire.

The Boudain Hut, Tx

Atmosfera piacevole, musica ottima, cibo buono e servizio soddisfacente.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Questa meravigliosa coppietta di ultrasettantenni (lui con il cappello, lei con lo scialle) ha ballato i blues lenti tutta la sera.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx
The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

La birra che va da queste parti è la Shiner, ma i margarita della casa sono ottimi anche se piuttosto carichi.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx
The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Alla batteria c’è una donna

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Let’s Have a Natural Ball, Roll Over Beethoven, When a Man Loves a Woman, You Send Me, Flip Flop Fly…

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Quando s’aggiunge anche una splendida sezione fiati, con un trombettista favoloso, il set raggiunge l’apice con classici del soul, come 6345789 e Mustang Sally (quest’ultima tra Texas e Louisiana l’ho sentita dal vivo in ben tre occasioni), R&B di New Orleans e pietre miliari come St James Infirmary.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Io però sono quasi astemia, e il paio di margarita presi anche per scaldarmi non tardano a fare effetto: ho avuto degli incontri che mi sono sembrati un po’ allucinati.

The Boudain Hut, Port Arthur, Tx

Dal dance floor a sinistra si può accedere alla back door

The Boudain Hut, Texas

Mi rendo conto che andare fuori a cercare il caldo è controproducente perché al rientro avrò ancora più freddo, ma ho bisogno di schiarirmi le idee e soprattutto di sentire un po’ di tepore sulla pelle; mentre di giorno si muore dall’afa alla sera c’è un caldo gustoso, tiepido, mitigato da un venticello marino, perciò non capisco il bisogno di tenere l’aria così sparata.

The Boudain Hut, Texas

Davanti all’ingresso un’auto è appena arrivata, la portiera è aperta, dentro tre persone due delle quali mi sembrano donne. Scende un tipo e mi viene incontro, mi saluta, ricambio. Mi chiede se sono di qui, gli dico che sono arrivata in giornata per la prima volta, ma lo stesso vuol sapere se conosco un posto dove si balla e si mangia. Ha una parlata sommessa, una cantilena senza interruzione. Gli rispondo che non so che tipo di locale cerca, ma uno buono ce l’ha di fronte, al che mi racconta che è della Georgia ed è andato via per lavorare in Arizona, ma quando arriva a spiegarmi del perché si trova in Texas non capisco più niente; a salvarmi, una donna che lo chiama dalla macchina.

The Boudain Hut, Texas

Tornata dentro dopo poco sono di nuovo fuori e stavolta è un pick-up a fermarsi. Dentro ci sono due ragazze, quella al volante, scalza e in costume da bagno, scende lasciando il motore acceso e stralunata mi chiede dov’è l’ingresso.
Al Boudain Hut, dentro c’è musica e gente a posto mentre fuori, nel parcheggio, succedono cose strane…

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 26 Novembre 2010
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