Hubert Sumlin @ Circuito dei Club, Terni 8.3.2008

I ain’t through yet! è la frase che Hubert Sumlin ama ripetere, stampata anche su una maglietta, come si vede nel video di Lightning in a Bottle. In effetti il chitarrista, classe 1931, è sopravvissuto a molte cose. L’ha scampata nel profondo sud e con successo a Chicago, l’ha scampata con Howlin’ Wolf, Muddy Waters, con l’asportazione di un polmone, …

Big Mama Thornton in Europe

Uscito su CD nel 2005, circa un anno dopo rispetto a With the Muddy Waters Blues Band, In Europe fu registrato qualche mese prima, il 20 ottobre 1965 ai Wessex Studios di Londra, cogliendo Chris Strachwitz l’occasione durante l’American Folk Blues Festival. La differenza con l’altro Arhoolie è che questo è più formale sia come repertorio che come esecuzione, probabilmente …

Big Mama Thornton with The Muddy Waters Blues Band

Quando Bessie Smith morì nel lontano 1937, Willie Mae Thornton era nata da quasi undici anni. È bello supporre che fu allora che Bessie le passò il testimone. Willie Mae, con un padre predicatore e una madre cantante in chiesa, era destinata a cantare il gospel, e invece agli inizi degli anni 1940 a quattordici anni lasciò la sua città …

B.B. King – My Sweet Little Angel

Che dell’etichetta londinese Ace ci si possa fidare è fatto assodato ormai, e uno dei lati più interessanti è la proprietà del catalogo della storica Modern Records di Hollywood (e relative RPM, Crown, Kent) dei fratelli Bihari, etichetta a cui associo un’importante attività tra la fine degli anni 1940 e i primi 1960. In quel periodo molti bluesman del sud …

Lightning in a Bottle

Il concerto newyorchese di beneficenza A Salute to the Blues al Radio City Music Hall, il 7 febbraio 2003, diede avvio al tanto atteso Year of the Blues. Le riprese dell’evento ebbero la supervisione di Martin Scorsese, produttore esecutivo, la regia di Antoine Fuqua e la direzione musicale di Steve Jordan, batterista e percussionista noto nella band del Saturday Night …

Robert Jr Lockwood – Steady Rollin’ Man

Come Chicago Beat degli Aces anche Steady Rollin’ Man di Robert Lockwood nacque nel primo periodo di riscoperta del blues: suoni provenienti da un’altra epoca attraversanti la metà degli anni 1960, creando un piccolo varco tra i generi più in voga del tempo. Riscoperta da parte del pubblico s’intende, non rinascita di una musica che aveva comunque continuato a esistere, …

The Aces – Chicago Beat

The Aces fu la più richiesta, snella, potente e swingante sezione ritmica del blues del secondo dopoguerra di Chicago. Dopo più di vent’anni passati come gruppo solista e di accompagnamento, in studio e dal vivo, dei più bei nomi della città (tra le collaborazioni più riuscite quelle con Little Walter e Otis Rush), agli albori degli anni Settanta la formazione …

Piazza Blues, Bellinzona 26.7.2007

Deludenti i primi due set della serata in questione al Piazza Blues, ora nelle mani di Fritz Jakober, ex direttore artistico del Festival di Lucerna. I Bluecerne sono un gruppo di sette elementi (voce, chitarra, basso, batteria, tastiere, sax tenore e tromba) provenienti da Lucerna, fanno R&B/soul in chiave moderna. A parte che non ho particolarmente apprezzato il repertorio suonano …

Roots & Blues Food Festival, Sissa (PR) 24.6.2006

Dopo la parziale ma cocente delusione subita a Castel San Pietro, una delle tappe del Roots & Blues di Parma, presso l’antica fornace di Gramignazzo, mi ha risollevato un po’ il morale. Spero non sia stato un caso isolato e che la sua formula sia ripetibile: come si vedrà, non c’è bisogno di strafare, è solo questione di centrare il …

Castel San Pietro in Blues, 26-27.5.2006

Mentre si discuteva dell’argomento “palazzetto sì o palazzetto no” al posto della piazza delle precedenti edizioni, altre più tristi realtà venivano a galla dal palcoscenico, le quali non riguardavano né la desolazione del nuovo sito, né la pessima acustica che ci si aspetta da un palazzetto sportivo. Infatti, mentre il Deltablues di Rovigo è in quarantena, a Castel San Pietro, …

Arrigo Polillo – Jazz

Negli anni Settanta del secolo scorso, nel deserto di opere italiane riguardanti la musica e la cultura afroamericana, la pubblicazione di Jazz di Arrigo Polillo fu come posare una pietra miliare che con l’andare del tempo non ha perso valore, essendo capostipite di un principio di analisi musicale che sfocia, in modo naturale, nel racconto inscindibile dell’universo afroamericano, allora perlopiù …