Summer Jamboree 2013 – Ray Gelato

America Graffiti, Senigallia

I diner della catena America Graffiti sono diffusi soprattutto in Emilia Romagna, ma non poteva più mancare nella patria dell’estate anni 1950.

Dancers at Summer Jamboree 2013

Dio li fa poi li accoppia

Dancers at Summer Jamboree
Dancers at Summer Jamboree
Robbie D. and Duophonics, Summer Jamboree

Robbie D. and Duophonics dal Piemonte, voce con accompagnamento non di un duo ma di un trio di strumenti a corda.

Max Baj, Roberta Daniel

Max Baj, Roberta Daniel

Stefano Rivoir, Luca Barp

Stefano Rivoir, Luca Barp

Robbie D. and Duophonics

Li ho ascoltati per poco tempo, ma nel complesso mi sono sembrati non male. Rockabilly classico con inflessioni country e western-swing.

Robbie D. and Duophonics

Non mi ha convinto la cantante, troppo formale e impostata, non comunicativa né di carattere. Il materiale è quello di grandi stiliste come Ruth Brown (As Long as I’m Moving) e Patsy Cline (Gotta Lot of Rhythm in My Soul). Forse dovrebbe lasciarsi un po’ andare. Sarà perché ha bisogno di leggere i testi?

Luca Barp, Robbie D. and Duophonics

Ricordo anche Jackson, della coppia Carter/Cash.

Roberta Daniel, Stefano Rivoir - Robbie D. and Duophonics

Il contrabbassista l’ho incrociato più volte in giro nelle vesti di fotografo

Dj 10 Inch Wonderboy

Dj 10 Inch Wonderboy, dalla Germania con amore per il jive e il boogie anni 1940/50.

Summer Jamboree
Dj Terry Elliot, Summer Jamboree

Il dj Terry Elliot attende The Ranch Girls & The Ragtime Wranglers

Joe Sixpack, Ragtime Wranglers

Joe Sixpack, uno dei tre componenti storici dei Ragtime Wranglers.

Ragtime Wranglers

Come il batterista Sietse Von Helsing

Huey Moor, Ragtime Wranglers

E il bassista Huey Moor

Huey Moor, Ragtime Wranglers

È stato al servizio di Slim Jim Phantom, batterista degli Stray Cats, e di Wayne Hancock.

Ragtime Wranglers

Del violinista/chitarrista non conosco il nome. Vedere il violino sul palco prima che iniziassero è stata una bella sorpresa, poi in parte delusa.

Ragtime Wranglers

Ha infuso comunque un tocco hillbilly a questa formazione proveniente dall’Olanda specializzata in strumentali country/rockabilly e rock ‘n’ roll.

Ragtime Wranglers

Girano il mondo nei vari festival dedicati al genere

Ragtime Wranglers

Non sono mancati influssi western swing e surf

Joe Sixpack, Ragtime Wranglers

Joe Sixpack suona anche la steel guitar, anche se qui non l’ha fatto. Naturalmente non è il suo nome vero (che non so quale sia), ma un’antonomasia che rappresenta il maschio americano medio non istruito della working-class (Joe), in particolare colui che guarda le partite rifornito di birra, solitamente venduta in pacchi da sei bottiglie.

Ragtime Wranglers

Se il set fosse stato tutto strumentale l’avrei preferito

Ragtime Wranglers

Perché con l’arrivo delle cantanti la musica cambia, allentandosi, risultando meno tirata e interessante rispetto a prima.

Joe Sixpack, Ragtime Wranglers

La sua double-neck è una Mosrite del 1965 modello Joe Maphis. S’è incontrata con quella custom di Deke Dickerson al Deke’s Guitar Geek Festival di quest’anno.

Violin, Ragtime Wranglers

Violino e camicia da cowboy (simile a quella di Spencer Bohren qui).

The Ranch Girls

The Ranch Girls, Raina & Miss Mary Ann. Raina è americana, ma vive a Londra come Mary Ann.

The Ranch Girls

Mary Ann è la fondatrice delle Ranch Girls e l’unica sempre rimasta, e come solista è con i Ragtime Wranglers dagli anni 1980.

The Ranch Girls

Notevole qualità vocale e perfette armonie, ma il loro stile è troppo bucolico per me.

The Ragtime Wranglers

Tuttavia la loro vocalità era davvero vintage. A momenti sembrava uscire da una radio a valvole sintonizzata sul Grand Ole Opry negli anni 1940, però con risultato generale troppo melenso per i miei gusti.

Ray Gelato

Ray Gelato & The Giants

Ray Gelato

I Giants sono sei: ritmica, fiati e piano. Ray suona il sax tenore.

Ray Gelato

È inglese, ma il padre era un aviatore italo-americano.

Ray Gelato

Ray Gelato è Ray Gelato, non si può giudicare. È un vero personaggio, o un personaggio vero.

Ray Gelato

È palesemente ispirato dai grandi del rhythm and blues / swing come Cab Calloway, Louis Jordan, Louis Prima, ma anche da cantanti melodici (o crooner, se preferite) come Dean Martin e Frank Sinatra.

Ray Gelato

Una sua tipica espressione

Ray Gelato

Tolta la dose di tamarraggine è un set piacevole, soprattutto grazie alla band che gli sta dietro. Preferisco quando canta in inglese, anche per il repertorio.

Ray Gelato

Sì perché la prima metà s’è svolta sullo swing americano classico, la seconda su una scelta tra le canzoni più note (nonostante il titolo del suo disco reciti “lost songbook”) dello swing italiano del dopoguerra.

Ray Gelato

Come quelle di Fred Buscaglione e Nicola Arigliano (Buonasera Signorina, Carina), Renato Carosone (Tu vuò fa’ l’americano), Totò (Malafemmena), e il tango Just a gigolo.

Ray Gelato
Ray Gelato & The Giants, upright bass

Ollie Hayhurst (forse)

Ollie Wilby - Ray Gelato Band

Ollie Wilby

Danny Marsden - Ray Gelato Band

Danny Marsden

Andy Rogers - Ray Gelato Band

Andy Rogers

Ray Gelato, horns

Eccellente sezione fiati. Il batterista è Sebastian De Krom, anche lui ottimo tocco.

Ray Gelato, horns

Fanno anche armonia vocale, e sono i primi alleati di Ray in uno spettacolo prevedibile ma ben confezionato.

Gunther Kurmayr - Ray Gelato Band

Il pianista Gunther Kurmayr su una piccola tastiera (nascosta dal leggio).

Ray Gelato

Finale in ginocchio per un entertainer tutto sommato generoso e divertente.

Pubblicato da Sugarbluz in RECENSIONI, Concerti // 25 Settembre 2013
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