Lloyd Price – Lloyd Rocks
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Room with a view of the blues

Courtesy of the Cosimo Matassa Family
Cosimo Vincent Matassa (13 apr. 1926-11 sett. 2014 – New Orleans), noto come Cosimo Matassa, discografico italo-americano fondamentale nell’avvio, nel successo e nello sviluppo del rhythm and blues / rock ‘n’ roll di New Orleans anni Cinquanta/Sessanta.
Nel suo primo studio, nonostante l’attrezzatura primitiva, una metodologia spesso improvvisata e spazi esigui fu, come J.D. Miller, pioniere e fautore di nuove e iconiche sonorità provenienti dal sud della Louisiana.
Riformato dal servizio militare, doveva diventare chimico, e invece lasciò la Tulane University preparandosi inconsapevolmente a entrare nella storia della musica. Nel 1946 installò apparecchiatura di registrazione nel retro del negozio di dischi del padre John Matassa e dell’associato Joe Mancuso, J&M Music Shop, ai civici 838-840 North Rampart Street, fondando il J&M Recording Studio.
In quanto unico studio di registrazione in tutta la Louisiana, anche Jay D. Miller agli inizi se ne servì. Nei primi anni (indicativamente fino al 1949) il registratore usato da Matassa era un piccolo tornio, chiamato disc cutter (Presto 28N), che tagliava un master incidendo l’acetato; ci volevano ore e pazienza per ottenere un buon risultato finale.
L’affermazione dello studio e del rhythm and blues cittadino cominciò con i successi ottenuti dai fratelli David e Jules Braun di DeLuxe Records firmati e condotti dall’arrangiatore Paul Gayten, True e Since I Fell for You, quest’ultimo interpretato da Annie Laurie accompagnata da Gayten (cover del brano del 1945 di Buddy Johnson e la sua orchestra, cantato dalla sorella Ella Johnson). DeLuxe rincarò nel 1947 con il grande impatto di Good Rockin’ Tonight di Roy Brown, il più largamente influente tra questi successi, e nel 1949 con Country Boy di Dave Bartholomew.
L’autore, bandleader e trombettista Bartholomew (che negli anni Cinquanta divenne il produttore e arrangiatore più importante di New Orleans) fu poi alla base dei successi di Fats Domino per Imperial, tra cui l’hit nazionale The Fat Man (1950). Si chiamava R&B ma era già rock ‘n’ roll grazie all’impeto del pianismo di Domino, al suo falsetto, e al costante back beat di Earl Palmer. Ai tempi dell’incisione del brano, dic. 1949, Matassa usava ancora il tornio per acetati; il passaggio al registratore a nastro Ampex 300 e a un sistema a più microfoni (non registrò mai con un solo microfono, come ho letto da qualche parte, ma fin dall’inizio con due o tre) avvenne circa alla fine del 1950, restando però su una sola traccia (per questo fu sempre un po’ in ritardo rispetto agli altri discografici dei tempi).
Avvennero tanti miracoli in quel luogo grazie anche all’orecchio di Matassa e alla sua capacità di sfruttare al meglio le poche attrezzature e il poco spazio. Dopo DeLuxe dal New Jersey (anche Papa Celestin registrò allo studio J&M; furono gli ultimi dischi del suo breve ritorno sulla scena nascente di N.O. del dopoguerra, per DeLuxe e l’altra etichetta dei Braun, Regal) e Imperial da L.A. (oltre le major RCA e Decca) affluirono altre indie forestiere, come Aladdin, Specialty, Modern, Atlantic, Mercury, Chess, Savoy, e seguirono altri successi, come Tutti Frutti di Little Richard per Specialty.
Da Matassa registrarono iconici artisti del posto come Prof. Longhair, Smiley Lewis, Lloyd Price, Bobby Charles, Clarence ‘Frogman’ Henry, Lee Dorsey, Frankie Ford, Irma Thomas, Ernie K-Doe, Shirley and Lee, The Spiders, e venuti da fuori come Big Joe Turner, Ray Charles, Guitar Slim, Jerry Lee Lewis, e tanti altri.
Il primo studio chiuse nel 1956, il secondo fu aperto al 525 Governor Nicholls St., nel quartiere francese, e nel 1961 fu espanso nel locale adiacente al 521-523, tutto ribattezzato Cosimo’s Studio (Cosimo Recording Studio). Qui cominciò a usare un paio di registratori a tre tracce e un riverbero a piastra EMT, e qui arrivò un quindicenne Allen Toussaint con Snooks Eaglin per un’audizione con Bartholomew. Lo spazio fu diviso in tre studi (A, B e C), i primi due mono/stereo, il C solo mono, e tenne aperto fin verso la fine degli anni Sessanta.
Toussaint vi produrrà molti successi altrui (la maggior parte per Minit), come quelli dei già detti Ernie K-Doe, Irma Thomas, Lee Dorsey, e per Lee Allen, Jessie Hill, Aaron e Art Neville, Chris Kenner, Benny Spellman, ma anche i suoi primi dischi da solista (oggi nel CD The Wild Sound of New Orleans).
Matassa aprì un terzo studio (o quinto se si conta la suddivisione in tre del precedente), al 748 Camp Street, il Jazz City Studio (1965–1969), l’ultimo. Il suo successo si realizzò anche grazie al fatto che non ebbe concorrenza, e dal 1945 ai primi anni Settanta potenzialmente ogni disco prodotto in città uscì da uno dei suoi studi, prima che Toussaint e Marshall Sehorn inaugurassero il loro Sea-Saint Recording Studio (Toussaint lo aprì proprio perché Matassa chiuse il suo, e quest’ultimo nei primi tempi vi lavorò come tecnico del suono). Dietro la chiusura, il fallimento di diverse indie che lasciò Matassa pieno di debiti, con il rifiuto delle banche di concedergli prestiti e il fisco che gli confiscò lo studio per tasse non pagate: l’attrezzatura finì all’asta nel 1969.
Da ricordare anche e soprattutto i componenti delle studio band, come il già citato batterista Earl Palmer, il bassista Frank Fields, il chitarrista Ernest McLean, i sassofonisti Herbert Hardesty, Clarence Hall, Joe Harris, Alvin ‘Red’ Tyler e il già nominato come solista Lee Allen, il pianista Edward Frank, ma anche i solisti Huey Smith e James Booker, quest’ultimo nello stesso periodo in cui vi era anche Dr John (come chitarrista). Allo stesso modo vorrei precisare che lo studio non aveva una vera e propria house band, ma molti musicisti erano ricorrenti perché al servizio di bandleader / compositori / arrangiatori altrettanto frequenti quali Dave Bartholomew, Paul Gayten o ‘Bumps’ Blackwell (o, più tardi, Allen Toussaint, Harold Battiste, Wardell Quezergue) che determinarono il suono dello studio, e quindi di New Orleans, nelle sue diverse incarnazioni. Anche Fats Domino in qualche occasione fece da accompagnatore. Inoltre, chitarristi come Walter ‘Papoose’ Nelson, Justin Adams, Roy Montrell, il bassista Peter ‘Chuck’ Badie, il trombonista Waldron ‘Frog’ Joseph, e un altro grande batterista, Charles ‘Hungry’ Williams.
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Informazioni più dettagliate su Matassa e il suo studio si trovano nell’articolo New Orleans 2010 – pt 2 (apre al punto esatto, lo stesso del link sopra J&M Recording Studio).
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