Articoli relativi a: Crown Records

Crown Records, etichetta economica fondata nel 1953 dai fratelli Bihari di Modern Records, Los Angeles, poi finita a pubblicare dischi di bassa qualità.
Gli album Crown agli inizi erano ristampe di album Modern e RPM; infatti nel 1957 ci fu la dismissione delle due etichette con le quali i fratelli erano entrati nel mercato discografico anni prima (1945 Modern e 1950 RPM). Il materiale, spesso eccellente, fu ripubblicato su Crown a basso prezzo; anche l’emissione di singoli Modern e RPM fu interrotta a favore di una nuova etichetta dapprima dedicata solo ai 45 giri, Kent.
La qualità delle pubblicazioni Crown decadde decisamente quando, terminate le ristampe Modern/RPM, divenne un’altra delle tante etichette a basso budget di musica generica o di imitazioni di successi correnti da parte di sconosciuti, proposti in modo ingannevole per confondere l’acquirente inesperto. Oppure c’era il nome di un artista famoso in bell’evidenza mentre la musica era, ad esempio, di vaghi e vari componenti della sua ex orchestra. I Bihari furono poi maestri nell’insegnare ad altre firme economiche a rifare centinaia di vecchi successi rock o pop di “uno o più membri del gruppo originale”, come nell’evitare il pagamento dei diritti offrendo agli artisti una tariffa fissa per la registrazione. Pubblicarono un’enorme quantità di dubbie ristampe, guadagnandosi il titolo di “king of the junk record labels”, in riferimento al loro logo, una corona.
Le copertine, spesso riciclate da vecchi dischi o recuperate da materiale inutilizzato, si sfaldavano quasi subito: sul dorso due macchie segnalavano gli unici due punti in cui il collante teneva insieme precariamente le due parti. Inoltre su molte di esse erano incollate a mano nuove immagini che raramente risultavano dritte, e attraverso cui si potevano vedere le vecchie immagini delle copertine riutilizzate. I vinili all’interno non erano messi meglio, spesso sembravano già usurati.
I Bihari non pagavano royalty perché usavano per la maggior parte materiale di pubblico dominio, oppure acquistavano a poco i brani a titolo definitivo, per evitare futuri diritti d’autore. Lo stesso materiale già usato molte volte era di nuovo riciclato applicando nomi diversi di artisti generici; il commercio di questo materiale s’estendeva ad altre etichette a basso budget, che a loro volta ribattezzavano gli artisti e fornivano altro materiale generico che Crown poteva rinominare come voleva. Le stesse registrazioni quindi apparivano su diverse etichette con diversi crediti e/o con titoli diversi. Le ultime pubblicazioni Crown Records risalgono al 1972.
Tuttavia se il primo eccellente materiale di ristampa può attrarre i collezionisti per vari motivi tra cui, spero, la bontà del contenuto, c’è un altro filone che invece è attratto, indipendentemente dalla musica del disco, da una serie di copertine mostranti foto aerografate somiglianti a dipinti a olio. Si tratta di quelle firmate “Fazzio”, uscite dalla metà del 1963 alla metà del 1964, a eccezione di poche altre successive (v. qui). Il vero nome dell’artista era Edward Ezra Stein (1904-1989), visse a Los Angeles e creò una cinquantina di copertine.

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