Articoli relativi a: Earl King

Earl Silas Johnson IV (1934-2003, New Orleans), detto Earl King, cantante, chitarrista, autore, produttore, arrangiatore e artista solista di blues, rhythm and blues, soul, sulla scena di New Orleans.
Al Club Tijuana nel 1953 incontra Eddie Jones aka Guitar Slim (v. sotto), già una celebrità in città per aver debuttato sull’ambìto palco del Dew Drop Inn nel 1950 (con Huey Smith) e aver cominciato a registrare nel 1951 per Imperial Records. Diventano subito amici e per il più giovane Earl sarà mentore di grande influenza, e addirittura lo impersonerà in un tour, fronteggiando la sua band e prendendone il nome (allora s’usava in caso di impedimento del titolare per quegli artisti di fama discografica, soprattutto afroamericani, dei quali il pubblico ignorava l’aspetto fisico) quando Slim si farà male andando a sbattere con la nuova Rocket 88 compratagli da Frank Painia, impresario e proprietario del Dew Drop Inn.
La prima registrazione avviene nel 1953 con il nome di Earl Johnson per Savoy Records, poi Johnny Vincent, produttore e talent scout di Specialty Records, nel 1954 lo fa registrare per l’etichetta losangelena; tra i brani Specialty, A Mother’s Love mostra tutta l’influenza di Eddie Jones (anni dopo Earl farà altre versioni del brano).
Nel 1955 Vincent inaugura la sua Ace Records e mette King sotto contratto (insieme a Huey Smith); il successo arriva con il primo disco, Those Lonely, Lonely Nights: Huey Smith suona terzine ipnotiche su un piano scordato ma è una ballata swamp pop così struggente e convincente da conquistare la classifica nazionale R&B (poi ripresa benissimo da Johnny ‘Guitar’ Watson). Rimane in Ace per cinque anni, anche come autore, e il materiale è valido (come sarà con Imperial) fino alla fine, quando sull’ultimo disco appare Darling Honey Angel Child (su Rex, etichetta distribuita da Ace), prototipo del brano forse più noto di Earl King, Come On (Let the Good Times Roll). È la canzone con cui Earl apre sempre il suo set durante il tour del 1959 con Sam Cooke, arrivando all’orecchio attento di Dave Bartholomew, anch’egli nello stesso tour.
Nel frattempo King è in disputa con Vincent per motivi di royalties così nel 1960 firma con Imperial via Bartholomew, che vi lavora come A&R man. Qui è dove lascerà altri classici, come la sopra citata uscita su Rex, re-intitolata Come on Let the Good Times Roll, con un testo nuovo e la registrazione, eseguita nel secondo studio di Cosimo Matassa, divisa in due parti: un’originale vetrina per chitarra ad andatura stop-time, poi ripresa da Jimi Hendrix, Dr John, James Booker, Freddie King, Anson Funderburgh, Stevie Ray Vaughan, Steve Miller. Rimane con Imperial solo due anni, fino al 1962, e sforna anche Trick Bag, piccolo comedy act su ritmica funk con interventi vocali di Benny Spellman, che poi finisce in mano ai Meters.
Nel periodo in cui non ha nessun contratto discografico la breve ma splendente epopea del R&B cittadino continua e lui vi partecipa ancora attivamente come produttore e autore, con brani come Do-Re-Mi per Lee Dorsey, Part of Me per Johnny Adams, Teasin’ You per Willie Tee, e Big Chief per Prof. Longhair (v. sotto).
Quest’ultimo, prodotto da Wardell Quezergue e King, esce nel 1964 diviso in due parti su 45 giri Watch Records (di Joe Assunto), ma in forma demo per errore dell’etichetta. King, infatti, effettua una registrazione di prova solo strumentale con Longhair, poi sovra-incide il suo canto e il fischiettio affinché Fess possa sentirlo e reinterpretarlo. La casa discografica però lo prende e lo pubblica così com’è a nome di Professor Longhair (la vera e definitiva versione di Longhair è tardiva, nel disco Crawfish Fiesta, v. sotto). Un’altra svista su questo brano da parte del pubblico è la convinzione che sia dedicato ai capi delle tribù indiane del Mardi Gras, appartenenti al folklore di New Orleans; in realtà King lo scrisse che era ragazzino ispirandosi alla madre, in famiglia chiamata Big Chief per la sua enorme mole. Ciò non toglie che sia doverosamente suonato nelle ricorrenti parate del Mardi Gras. Tra i suoi brani, bisogna ricordare anche Make a Better World, registrato da Dr John nel 1974.

James Booker, Junco Partner

James Booker – Junco Partner

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Professor Longhair, Crawfish Fiesta

Professor Longhair – Crawfish Fiesta

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