Articoli relativi a: Ernie K-Doe

Ernest Kador Jr (1936-2001, New Orleans), aka Ernie K-Doe, cantante e autore dell’epoca d’oro del rhythm and blues di New Orleans, noto per la sua eccentrica e pittoresca personalità, e per il successo nazionale Mother-in-Law, nº 1 della classifica pop USA nel 1961, scritto, arrangiato e prodotto da Allen Toussaint.
Il padre Ernest Sr era un predicatore battista e Ernest Jr crebbe cantando spiritual: Archie Brown Lee, il cantante principale dei Five Blind Boys of Mississippi era il suo idolo. Ai tempi del liceo rimase tuttavia affascinato dalla musica secolare, e vinse il primo premio a una competizione sponsorizzata dalla radio WMRY. A 17 anni si trasferì a Chicago per vivere con la madre, esibendosi in un paio di club sulla East 63rd Street e attirando l’interesse di Leonard Allen delle etichette United/States, per cui registrò quattro brani a tinta blues che ai tempi non uscirono.
Rincasato a New Orleans formò un gruppo vocale, The Blue Diamonds, pubblicando un solo singolo nel 1954 per Savoy che rimase nell’ombra. Localmente era però famoso per le sue performance al Dew Drop Inn, tanto che firmò come solista per Specialty Records con la quale debuttò nel 1955 come Ernest Kador. Per loro fece un’altra sessione un anno dopo, ma Specialty decise di non pubblicarla, così Ernie ebbe una fugace relazione con Ember (di Al Silver) che fece uscire un disco nel 1957 (My Love For You / Tuff-Enuff a nome di Ernie Kado).
Come uno dei primi artisti della neonata etichetta di Joe Banashak e del dj Larry McKinley (suo manager), con Toussaint produttore (e naturalmente pianista), entrò nel secondo studio di Cosimo Matassa nel settembre 1959 per la sua prima sessione Minit (tra gli altri accompagnatori, Lee Allen, Robert Parker e Roy Montrell) che vide un paio di brani, tra cui un soul-blues in odor di Ray Charles, scritto da K-Doe e Toussaint (There’s a Will, There’s a Way).
Tornarono nell’aprile 1960 (tra gli altri, il trombettista Emile Hall, il tenorsassofonista Alvin ‘Red’ Tyler, il bassista Chuck Badie) e registrarono quattro brani di Toussaint, tra cui Hello My Lover, Tain’t It the Truth, e l’umoristica Mother-In-Law (con il contrappunto del basso vocale Benny Spellman) che vinse un disco d’oro, raggiunse la cima della classifica pop nel maggio 1961 e regnò nella classifica R&B di Billboard per cinque settimane. Le registrazioni Minit continuarono con altri discreti successi, tra i quali A Certain Girl e I Cried My Last Tear, in tutto undici singoli intervallati da tour con grandi nomi in cui stupiva il pubblico con le sue focose esibizioni. K-Doe rimase con Minit fino a quando fu acquistata da Liberty Records nel 1963. Banashak pubblicò altri due suoi 45 giri su Instant, prima dell’accordo di McKinley con Duke di Don Robey a partire dal 1964, dove K-Doe lasciò una decina di singoli (fino agli anni 1970), tra cui un paio di hit nazionali (Later for Tomorrow [arrangiato da Willie Mitchell] e il remake di Until the Real Thing Comes Along), dopodiché il successo e la carriera discografica subirono un arresto, con grande frustrazione da parte sua e sentendosi abbandonato da Toussaint, impegnato nelle sue nuove produzioni insieme a Sehorn legate al loro Sea-Saint Recording Studio.
Autoproclamatosi “the Emperor of the Universe”, negli ultimi anni di vita lui e la moglie Antoniette condussero il Mother-In-Law Lounge (v. sotto, o direttamente al link in alto sul nome di K-Doe) in North Claiborne Avenue, il suo personale santuario con pitture sgargianti e dove K-Doe nottetempo intratteneva la sua corte, a volte con una band, a volte cantando sopra una generosa selezione di suoi brani provenienti da un jukebox.

Ernie K-Doe's Mother-in-Law Lounge

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