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Francis Clay (Illinois, 1923 – California, 2008), grande batterista jazz e blues, lavorò a Chicago per Muddy Waters (e non solo) prima di trasferirsi a San Francisco. Il suo stile unico, inventivo e trainante era assolutamente caratterizzante e riconoscibile.
A cinque anni era già un piccolo artista (suonava la chitarra e cantava canzoni country & western), a dieci costruì bacchette e batteria e imparò da autodidatta; a quindici suonava già professionalmente a Davenport, Iowa, nella band di Pat Patrick. Subito dopo lavorò per Jay McShann (nel periodo in cui c’erano Charlie Parker e Dizzy Gillespie). Nel 1940 formò il suo gruppo, Francis Clay and His Syncopated Rhythm, con il quale suonò fino circa a metà anni 1940 e in contemporanea con altri bandleader. Lavorò negli spettacoli vaudeville, su un battello fluviale e nel circo Austin Brothers.
Dal 1947 al 1957 partecipò a vari gruppi jazz dell’area di Chicago, fra cui quello di Gene Ammons, fino a quando divenne il batterista di Muddy Waters, nonostante non avesse mai suonato “downhome blues” (parole sue) fino ad allora; fu con Muddy dal 1957 al 1967 circa, con un’interruzione dal ’61 al ’65, essendo quindi presente al leggendario concerto a Newport. Suonò anche nei dischi di John Lee Hooker, Jimmy Rogers, Otis Spann (v. sotto), Jimmy Reed, Little Walter, Earl Hooker, Victoria Spivey, Luther ‘Snake Boy’ Johnson. Nel 1967 fu co-fondatore della band di James Cotton, con la quale girò in Europa e partecipò all’album Pure Cotton del 1968.
Si trasferì a San Francisco nei tardi anni 1960 dove divenne parte attiva della scena musicale della Bay Area, nonostante si considerasse quasi ritirato. A San Francisco e a Berkeley registrò per l’etichetta Arhoolie di Chris Strachwitz, per Big Mama Thornton (v. sotto), Clifton Chenier (dal vivo) e Lightnin’ Hopkins.