Articoli relativi a: gospel

Articoli con riferimenti alla musica afro-cristiana detta gospel, originata dalla conversione degli schiavi africani alla religione cristiana operata dai coloni inglesi. Gli spiritual furono la prima forma lirica della musica gospel, come il battito di mani e piedi la ritmica di base. Elementi come la poliritmia, l’improvvisazione, le ripetizioni, il call and response sono alla base del gospel come di tutte le altre espressioni musicali afroamericane, e la tradizione delle danze e del ring-shout parte del rituale.
Naturalmente i temi espressi dagli schiavi nei canti religiosi cambiarono via via dopo la fine della schiavitù. Dal punto di vista testuale una differenza con lo spiritual è che le tematiche del gospel si concentrano su preghiere al Signore, sulla spiritualità e sulla rettitudine nella vita quotidiana, sull’onorare il passato e sulla speranza nel futuro; sono canti molto devoti e con un messaggio positivo di forza e condivisione.
Prima dell’indipendenza della chiesa cristiana nera, e quindi prima della nascita degli spiritual, c’era la salmodia con il lining-out, cioè un maestro intonava il salmo avviando la melodia, cantando forte e chiaro in modo che la comunità dei fedeli potesse seguirlo. L’entrata e lo sviluppo dell’innodia portò alla nascita dello spiritual e via via alla comparsa della musica e degli strumenti in chiesa, arrivando al gospel moderno. Fondamentali furono i movimenti del Great Awakening, il revival religioso del XVIII secolo, il più grande sforzo dei coloni nel nord-est per evangelizzare gli schiavi, e personaggi come il teologo e ministro inglese Isaac Watts che con il suo libro Hymns and Spiritual Songs (1707) riscosse molto successo tra gli afroamericani grazie alla freschezza e alla vitalità dei testi; i fedeli iniziarono a preferire gli inni ai salmi avendo melodie più vivaci, e una dopo l’altra le diverse denominazioni protestanti adottarono questi inni, iniziando la cosiddetta “era di Watts”.
John Wesley, fondatore della chiesa metodista nel 1729, con i due figli pubblicò una raccolta di inni (alcuni sono ancora oggi standard nella tradizione della musica sacra dei neri) centrale nella diffusione dell’innodia, influenzando lo sviluppo dell’innodia nera. In seno alla nascita delle prime congregazioni nere indipendenti e dei movimenti separatisti si distinse il reverendo ex-schiavo Richard Allen, fondatore della prima chiesa nera cristiana metodista episcopale (AME) alla fine del 18º secolo e autore di innari di successo a partire dalla raccolta di inni selezionati tra i preferiti degli schiavi, per la maggior parte di Watts e dei fratelli Wesley; alla fine del Settecento quindi la musica religiosa degli afroamericani comincia a distinguersi nella forma di spiritual, shout, inni e continuerà a farlo nel corso dell’Ottocento.
Nel 1871 il primo gruppo vocale gospel a esibirsi fuori dall’ambito locale e religioso furono i Fisk Jubilee Singers, andati in tour a raccogliere fondi per la Fisk University di Nashville. La loro esposizione portò la musica sacra degli afroamericani all’attenzione nazionale e oltreoceano, e il gruppo fornì inoltre un modello di canto corale incentrato sull’armonia in quattro parti che continuerà per generazioni.
Ci furono altri personaggi importanti come il predicatore metodista itinerante Charles A. Tindley, principale e inconsapevole fautore del gospel, maturato nei primi decenni del Novecento anche in ambito urbano, specie nelle grandi città del nord, attraverso le crociate evangeliste di figure come Dwight Lyman Moody, Ira David Sankey e la coppia dei bianchi Homer A. Rodeheaver e Billy Sunday, questi ultimi molto influenti sul padre del gospel, Thomas A. Dorsey, personaggio chiave nella musica del Novecento e pivotale nella diffusione e nella caratterizzazione del genere negli anni 1930 (per Dorsey v. anche sotto, articolo su Dinah Washington).

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