Articoli relativi a: Hubert Sumlin

Hubert Charles Sumlin (1931-2011), ovvero Hubert Sumlin, grande chitarrista e contributore del Chicago blues, noto soprattutto per la sua lunga associazione con Howlin’ Wolf. Per Sumlin e Wolf, vedi anche qui.
Nacque a Greenwood, Mississippi, ma crebbe in Arkansas nei pressi di West Memphis, dove cominciò a suonare la chitarra a otto anni. Non è del tutto singolare che la sua attrazione per il blues si sia manifestata con Charlie Patton data l’importanza e l’influenza di questa grande figura, tuttavia in parte lo è sia per il fatto che Patton era già morto (anche se non può essere una regola, in genere a quei tempi i bluesman in fasce erano attratti dai viventi, da chi aveva un disco di successo in un dato momento e/o da chi era un nome e capitava nella zona dell’aspirante musicista), sia se si pensa che Patton fu il primo a impressionare (dal vivo) Howlin’ Wolf, il suo futuro capo, nato vent’anni prima di lui. Wolf stesso, che Sumlin incontrò a dieci anni, divenne il suo idolo, come colui che ne sarà il “rivale”, Muddy Waters. In quell’occasione Wolf acconsentì a farlo stare sotto il suo palco, nonostante la giovane età che avrebbe precluso lo show al piccolo Hubert, e alla fine lo accompagnò personalmente a casa. Sumlin fece amicizia con James Cotton a scuola, con cui poi formò una band insieme a Pat Hare; a West Memphis, dove Wolf aveva già una certa notorietà, trasmisero dalla radio KWEM durante parte del tempo destinato allo show di Wolf, da lui gentilmente concesso.
Quando Wolf si trasferì a Chicago dopo che Chess s’assicurò il suo contratto, il suo chitarrista Willie Johnson decise di non seguirlo. A Chicago Sumlin entrò nella band di Wolf nel 1954, e fu in studio con lui a partire dalla seconda sessione rimanendo al suo fianco quasi ininterrottamente fino alla morte del grande musicista di West Point (v. sotto, East Mississippi, pt 2). Howlin’ Wolf lo prese sotto la sua ala e continuò a fare cose per lui come un padre, ad esempio mandandolo a studiare al Conservatorio. In cambio il chitarrista contribuì a rendere memorabile la musica del leader. Seppe distinguersi incanalando l’irruenza di Wolf in scaltri e guizzanti sentieri sonori percorsi da una ritmica robusta ed energizzati da grappoli di note scattanti suonate in fingerpicking, con un uso accorto dei silenzi e uno stile elegante seppur incendiario.
Sumlin fu nella band di Muddy per un periodo tra il 1956 e il 1957, partecipando a sue diverse sessioni e non mancando d’imparare da Jimmy Rogers, fino a quando Wolf non andò a riprenderselo. Registrò anche per Chuck Berry, Eddie Taylor, Jimmy Reed, Sunnyland Slim, Willie Mabon, Carey Bell, e molti altri, e durante il tour dell’American Folk Blues Festival del 1964 lo fece per la prima volta come solista. Dopo la scomparsa di Wolf, Sumlin continuò nella Wolf Gang (con Eddie Shaw e Detroit Jr) fino al 1980 circa, poi pubblicò album a suo nome fino al 2004, partecipò come ospite in vari progetti, si prestò come insegnante: visse insomma il resto dei suoi anni come mito vivente riconosciuto.

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