Taggato: Huey P. Meaux

Huey Purvis Meaux (1929-2011), conosciuto come Huey P. Meaux, impresario e produttore discografico della Louisiana proprietario di varie etichette, soprannominato “The Crazy Cajun” per via della conduzione selvaggia del suo programma radiofonico, dove non si limitava ad annunciare i dischi, ma batteva i piedi, urlava, cantava, e si lasciava andare a sproloqui.
Crebbe in povertà nelle campagne coltivate a riso di Kaplan, vicino a Lafayette; quando aveva dodici anni la sua famiglia, d’origine cajun, si trasferì a Winnie, East Texas, continuando a lavorare nelle risaie. Il padre era fisarmonicista e Huey da teenager suonava nel suo gruppo come batterista. Fece il barbiere e il dj a Beaumont sulla stessa scena del cantante George Jones, del pianista Moon Mullican, e dello sfortunato J.P. Richardson (Big Bopper, ho parlato di lui nell’articolo su Port Arthur).
Nel 1959 Meaux produsse il suo primo hit, Breaking Up Is Hard to Do di Jivin’ Gene (Bourgeois), registrato nello studio di J.D. Miller a Crowley per Jin Records di Floyd Soileau, poi licenziato a Mercury per la diffusione nazionale. La collaborazione con Soileau continuò con un altro successo Jin, I’m a Fool to Care di Joe Barry (Joseph Barrios), sfacciata imitazione dello stile canoro di Fats Domino che Mercury pubblicò sulla sussidiaria Smash, e con This Should Go on Forever di Rod Bernard (di King Karl, v. la storia del brano qui), uscito su Argo (Chess): tutti successi swamp pop consacrati dagli adolescenti del sud.
Meaux produsse anche il più grande hit di Gene Summers, Big Blue Diamonds (Kit Carson), per Jamie Records, e mise a segno un altro colpo con la bella You’ll Lose a Good Thing di Barbara Lynn, dopodiché fondò Tear Drop Records e Crazy Cajun Enterprises a Conroe, a nord di Houston.
Usava lo studio Gold Star di Bill Quinn a Houston (per lo studio, v. articolo sotto) continuando a registrare musicisti tra Texas, Louisiana, e Messico, cioè bianchi, neri, creoli, tex-mex, in altre parole la multiculturalità dell’area della Gulf Coast e del Golden Triangle. Altri successi furono con una band messicana di San Antonio, Sunny & the Sunliners (ex Sunny & the Sunglows), che riuscì a far apparire nel noto programma tv American Bandstand con la loro versione di Talk to Me (di Little Willie John) nel 1962, e con il country/tejano-blues/rock del Sir Douglas Quintet, il gruppo di Doug Sahm anch’esso di San Antonio, texani doc che Meaux volle con un nome che richiamasse il beat inglese tanto di moda negli anni 1960. Non si limitò al nome: nei concerti li faceva vestire stile mod e pubblicò su etichetta London She’s About a Mover, che fu nei top ten del 1965.
Divenne proprietario dello studio Gold Star nel 1972 e lo rinominò Sugar Hill Recording Studios (v. articolo su Houston), ed ebbe molti successi con Freddy Fender, tra cui Before the Next Teardrop Falls nel 1975 e Wasted Days and Wasted Nights (remake della versione del 1959, classica ballata swamp pop somigliante a Breaking Up Is Hard to Do e a This Should Go on Forever). Altri a registrare presso Sugar Hill furono Marcia Ball con il suo primo gruppo (Freda and the Firedogs), Asleep At The Wheel, Lucinda Williams, Kinky Friedman, Ted Nugent, Billy Gibbons, e altri.
Nel 1986 Meaux vendette gli studi, ma vi mantenne l’ufficio e fu lì che nel 1996 la polizia trovò numerose prove dei suoi gravi reati: fu incriminato per violenza sessuale minorile, possesso di pornografia infantile e di cocaina, e infine per non essersi presentato in giudizio dopo essere stato rilasciato su cauzione; recuperato dalla sua fuga in Messico, fu condannato a quindici anni nel carcere della Harris County, ma uscì nel 2007.

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