Articoli relativi a: Jay McShann

James Columbus McShann (1916-2006), ovvero Jay McShann, nato a Muskogee, Oklahoma, detto Hootie; bandleader e pianista (dagli anni 1960 anche cantante) jazz/blues, R&B, diventato noto agli inizi degli anni 1940 sull’effervescente scena di Kansas City, in una fase centrale-tardiva dell’epopea musicale di Kaycee quindi ma ancora in espansione quando vi arrivò e alla quale contribuì, seppur brevemente, con la sua big band, l’ultima importante di quell’era. A detta di Buck Clayton, Jay McShann fu la quintessenza del pianista jazz di Kansas City, anche più di Count Basie.
Fu autodidatta e influenzato da Earl ‘Fatha’ Hines e da James P. Johnson, ascoltati per radio. Cominciò la professione a 15 anni con il tenorsassofonista Don Byas nel 1931 e con varie territory band del sud-ovest, specie in Oklahoma e in Arkansas. Nel 1936, durante una sosta a Kansas City, Missouri, di un bus sul quale era diretto a Omaha in Nebraska, s’imbatté nel bassista texano Bill Hadnott, vecchio amico di Tulsa già molto attivo a KC (suonò praticamente con tutti), che gli consigliò di rimanere per la facilità con cui si trovava lavoro. McShann restò e dopo pochi giorni ebbe un ingaggio regolare in trio con il trombettista Ed Lewis (già con Bennie Moten, poi con Basie) e il batterista Elmer Hopkins. Lavorò anche part-time nella band del trombettista Dee Stewart, con Buster Smith, Hadnott e il batterista Jesse Price, e con il batterista Harold Gadson in una formazione in cui ogni tanto figurava Big Joe Turner.
Nel 1939, per un incarico in un grande club di Kansas City, formò la Jay McShann Orchestra, in cui poco dopo entrò il giovane altosassofonista Charlie Parker al suo primo impiego professionale, e che nel tempo vide altre personalità come Ben Webster, Paul Quinichette, Jimmy Forrest; il bassista Gene Ramey e il batterista Gus Johnson furono componenti iniziali e tra i punti forti della formazione, mentre i cantanti Al Hibbler e Walter Brown, insieme o alternativamente, prendevano la scena per un terzo o un quarto della serata. La formazione, con una dozzina di elementi, non ebbe difficoltà a trovare ingaggi nei locali cittadini, in un panorama fertile con sempre nuovi arrivi da diverse parti della nazione, pronti a far sentire cosa sapevano fare e a imparare dagli altri in un continuo scambio che fu alla base della nascita del suono di Kansas City.
Furono registrati nel 1940 con un ottetto estratto dalla band (Buddy Anderson e Orville Minor, trombe, Bob Gould, trombone e violino, John Jackson e Charlie Parker, sax alto, Bob Mabane, sax tenore, Gene Ramey, basso, Gus Johnson, batteria; con piccole variazioni di personale nelle diverse date) al Trocadero Ballroom di Wichita, KS, in nove brani inediti fino agli anni 1970: credo siano i primi a nome di McShann, e tra i primi di Charlie Parker (aveva registrato solo un paio di brani nel 1937), che spicca in Honeysuckle Rose e Lady Be Good.
La prima sessione formale con l’orchestra al completo (Harold Bruce, Anderson e Minor, trombe, Taswell ‘Little Joe’ Baird, trombone, Jackson e Parker, sax alto, Harold Ferguson e Mabane, sax tenore, la sezione ritmica di Ramey e Johnson, e Walter Brown, voce in Hootie Blues e Confessin’ the Blues) fu organizzata da Dave Kapp di Decca a Dallas, TX, nell’aprile 1941, e uscirono tre singoli a nome di Jay McShann and his Orchestra (Swingmatism / Vine Street Boogie, Hootie Blues / Confessin’ the Blues, Dexter Blues / Hold ‘Em Hootie). I due blues cantati da Brown furono un compromesso con Kapp, che per questioni commerciali non voleva registrarli solo con temi strumentali jazz (che tuttavia nelle sale da ballo riscuotevano enorme successo), e chiese loro di improvvisare sul classico immaginario blues; gli altri sono strumentali swing ballabili tra foxtrot, boogie, blues orchestrale, jump blues.
Confessin’ the Blues ebbe successo nazionale e fu campione di vendite, portando l’orchestra in tour. Divenne il loro standard puntualmente eseguito, tanto che anche nel dopoguerra Jimmy Witherspoon (v. articolo sotto), che sostituì Walter Brown, dovette interpretarlo sempre, e nello stile di Brown. Nonostante fosse un brano in cui la band non si riconosceva e fosse per loro frustrante esser legati dal pubblico solo a quello stile, a quello dovettero la fama e l’opportunità di sbarcare nella progressiva New York City confrontandosi con le migliori orchestre del momento, come al loro debutto in una battaglia leggendaria con la Lucky Millinder Orchestra al Savoy Ballroom nel gennaio 1942. Da lì suonarono spesso al Savoy (dove furono anche registrati dal vivo, nel febb. 1942, con qualche cambiamento nella sezione fiati, l’aggiunta di un chitarrista, Leonard ‘Lucky’ Enois, Doc West al posto di Gus Johnson, e Al Hibbler in un brano), come in altri club della 52ª strada e all’Apollo Theater.
Eseguivano jazz swing e blues, ma anche composizioni più moderne basate su solismi, riff, con una sezione ritmica dall’impulso potente ma rilassato. Del resto il componente più anziano aveva venticinque anni, con Parker che di lì a poco sarebbe stato protagonista del bebop; avevano energia da vendere e nuove idee, impersonando la transizione dallo swing delle orchestre da ballo al jazz più moderno. Tutto finì nel 1943 quando McShann andò sotto le armi: lo vennero a prendere letteralmente sul palco, durante una pausa di una serata a Kansas City, tanto che dovette trovare un sostituto per il resto del concerto.
Nel dopoguerra, nonostante fosse passato poco tempo, l’era delle grandi sale da ballo e delle big band era finita, e McShann non ritrovò nulla di ciò che aveva lasciato; Charlie Parker era già tornato a New York per passare alla storia, Buddy Anderson rallentò per problemi di salute (poi tornò sulla scena a metà anni 1970, rimanendo a Kansas City), Gene Ramey fu uno dei bassisti più ricercati a New York prima di ritirarsi in Texas nel 1976, Walter Brown rimase attivo ma morì nel 1956, Gus Johnson tornò dal servizio militare nel 1945 e si trasferì a Chicago suonando con la Jesse Miller Band, Al Hibbler andò con Duke Ellington, John Jackson si ritirò parzialmente avendo un’attività extra musicale e altri, come William Scott e Bob Mabane, morirono per eroina. In questo periodo formò dei sestetti, come il Jay McShann’s Kansas City Stompers con Oliver Todd, Tommy Douglas, Claiborne Graves, Efferge Ware, Walter Page, Baby Lovett, e la cantante Julia Lee (con belle incisioni Capitol nel 1944).
Nel 1944 o 1945, in tour nel nord della California, notò il cantante Jimmy Witherspoon, che iniziò le registrazioni proprio con McShann nel 1945, rimanendo con lui più o meno fino al 1949. Nel 1950 tornò a Kansas City, girò localmente con un suo trio e piccoli gruppi; negli anni 1960 fu spesso in coppia con il violinista di Muskogee Claude ‘Fiddler’ Williams. Verso la fine del decennio ebbe una rinascita di popolarità anche perché cominciò a cantare; da allora continuò a fare tour e a registrare costantemente. L’ultimo disco (live) è del 2001.

Al Cake Wichard

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