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Joachim Ernst Berendt (1922-2000), aka Joachim Berendt, scrittore, critico, collezionista di dischi, conduttore radio-televisivo, organizzatore di festival musicali e produttore tedesco focalizzato sul jazz e sul blues. Il suo fondamentale “Il libro del jazz” (1952) ha fatto scuola.
Tra il 1959 e il 1960 Joachim Berendt e il fotografo William Claxton viaggiarono negli Stati Uniti raccogliendo materiale per il loro libro Jazzlife (Auf den Spuren des Jazz um 1960. Eine Reise durch Amerika), ai tempi (1961) pubblicato solo in Germania. Il blues di Chicago fu tra le tappe finali nell’estate del 1960 e una delle più attese, presentando però l’incognita del rintracciamento e successivo raduno di una nutrita selezione di bluesman. Fu Memphis Slim, da sempre accentratore dei musicisti blues chicagoani, a mandarli da Armand ‘Jump’ Jackson, il quale offrì la sua band e il suo “garage-studio” (in realtà non era né un garage, né uno studio, come dichiarato da Berendt) al 5727 di South La Salle Street a Chicago.
Si trattò di qualcosa di più di un semplice jam session: una vera e propria sessione live, chiamata “Blues Party” o “Jump Jackson Blues Session”, alla quale partecipò, oltre a Memphis Slim e Jackson, St Louis Jimmy Oden, Sunnyland Slim, Willie Mabon, Roosevelt Sykes, Little Brother Montgomery (che appare nella foto di gruppo, ma stranamente in nessuna delle registrazioni conosciute), Jimmy Johnson, Shakey Jake Harris, Eddie Clearwater, Lee Jackson, Tom Archia, Corky Robertson.
L’esito di queste registrazioni per la maggior parte fu stampato su poche copie di vinili ad uso e consumo privato, altro su un vinile Metronome (altro ancora stampato su un’etichetta tedesca senza nome, o rimase inedito).
Berendt appurò così quanto il blues fosse ancora vivo e vegeto (in Europa si pensava fosse ormai estinto), e al suo ritorno suggerì l’idea di un festival europeo con i bluesman americani a Horst Lippmann, il quale con Fritz Rau organizzò i concerti itineranti dell’American Folk Blues Festival. Il progetto del tour fu finanziato attraverso la produzione di registrazioni video dei musicisti in trasferta, nei primi anni effettuate negli studi della stazione radio-televisiva Südwestfunk di Baden-Baden, che lo stesso Berendt aveva collaborato a fondare.