Articoli relativi a: Son House

Eddie James ‘Son’ House Jr (1902-1988), cantante e chitarrista slide, gigante del Delta blues e maggior ispiratore di Muddy Waters.
Nacque a nord di Clarksdale, Mississippi, frequentò la chiesa fin da piccolo cantando nel coro e come diacono di fede battista. Il padre e gli zii erano musicisti e avevano una band; lui non era interessato ad alcun strumento e non voleva mischiare il sacro con il profano. A sette/otto anni si trasferì con la madre a Tallulah, Louisiana, e in seguito ad Algiers, dove a quindici anni cominciò a predicare sermoni da fervente “chiesaiolo” disprezzante la musica e i musicisti blues. A poco più di vent’anni divenne pastore di professione, prima battista poi metodista, ma il rapporto con la chiesa fu conflittuale a causa dei suoi vizi (donne e alcool), costringendolo a rinunciare all’impegno pastorale a tempo pieno, continuando tuttavia a recitare sermoni all’occasione.
A 25 anni, mentre si trovava nelle campagne a sud di Clarksdale, fu “fulminato sulla via di Damasco” convertendosi rapidamente al blues quando vide un musicista locale (James McCoy o Willie Wilson) suonare la chitarra con il bottleneck, cosa per lui nuova. Si procurò una chitarra da un musicista chiamato Frank Hoskins e nel giro di poco cominciò a suonare con lui, McCoy e Wilson; due brani imparati da McCoy entrarono nel suo repertorio più noto, My Black Mama e Preachin’ the Blues.
Un’altra influenza fu Rube Lacey, che aveva già registrato per Columbia e Paramount. In breve, e con così pochi modelli, Son House sviluppò una cifra originale e intensa, basata su una vocalità potente e declamatoria derivata dall’esperienza del pulpito religioso, e uno stile slide semplice ugualmente emozionale e aggressivo; tutti lo ricordiamo, anche grazie ai supporti visivi, nelle sue performance catartiche durante il blues revival degli anni 1960, ma sono potenti anche le registrazioni del 1930, pur disturbate dalla bassa fedeltà e dai danni del tempo, e soprattutto quelle di Lomax dei primi anni 1940, pur in balia delle condizioni ambientali.
Nel 1927 o 1928 fu ferito a una gamba durante una sparatoria e reagì sparando al responsabile, uccidendolo. Della sentenza di condanna a quindici anni ne scontò solo un paio a Parchman Farm, forse perché nel riesame gli fu riconosciuta l’autodifesa; al rilascio però gli raccomandarono di lasciare per sempre Clarksdale. Giunse nella piccola Lula, cittadina a nord di Clarksdale in cui nel 1930 risiedeva anche Charlie Patton, a sua volta allontanato da Dockery (presumibilmente perché con la sua musica distraeva i lavoratori).
Visse lì (Coahoma County) negli anni 1930/1940, frequentando anche (per lavorare nelle piantagioni e/o per suonare) la Tunica County, nell’area tra Robinsonville e Lake Cormorant (v. articolo sotto “Old Highway 61” per questi luoghi, gli stessi dell’ancora inesperto e più giovane Robert Johnson). È incerto se e quanto House suonò localmente con Patton, essendo lui il musicista più famoso di tutto il Delta e forse House ai tempi non ancora all’altezza, ma è sicuro che strinsero un legame e che Patton notò la capacità di House di attrarre il pubblico, oltre che il suo fervore musicale. Stima per lui doveva averne se nel 1930 lo invitò, insieme a Willie Brown, usuale compagno di Patton, e alla cantante e pianista Louise Johnson, alla lunga trasferta in auto verso Grafton, Wi, alla Paramount, avendo l’etichetta richiamato il noto chitarrista a registrare ancora per loro. Tutti e quattro lasciarono testimonianze soliste e dei nove brani di House otto furono pubblicati, ma il periodo della Grande Depressione non permise un riscontro commerciale, impedendogli una notorietà nazionale.
Lo era però localmente, come già lo era Willie Brown, con il quale continuò a suonare dopo la scomparsa di Patton; entrambi influenzarono Robert Johnson che da ragazzino viveva a Robinsonville. Lavorava come autista di trattori nella piantagione Neunlist di Robinsonville quando fu registrato nel 1941 durante una spedizione di Alan Lomax per la Biblioteca del Congresso insieme a John Work III per la Fisk University, al Clack Store, con Willie Brown, Fiddlin’ Joe Martin e Leroy Williams, seguita l’anno dopo da un’altra sessione non commerciale, e ultima in Mississippi, prima del lungo iato che lo tenne lontano fino alla riscoperta nel 1964 da parte di Dick Waterman, Phil Spiro e Nick Perls, che lo rintracciarono nello stato di New York, a Rochester, dove viveva dal 1943 fuori dalla scena musicale mantenendosi come facchino per la New York Central Railroad. Ripassò il suo repertorio con l’aiuto di Alan Wilson ed entrò, spinto dall’entusiasmo e dalle opportunità offerti dal blues revival degli appassionati bianchi europei ed americani, nel circuito folk-blues delle università e dei grandi festival degli anni 1960, insieme ad altri redivivi come Skip James, Bukka White e Mississippi John Hurt. Nel 1974, per gravi problemi di salute, si ritirò nuovamente dalla musica e si trasferì a Detroit, dove morì nel 1988.

Welcome to Mississippi

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