Mississippi Hills – pt 2
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Room with a view of the blues
Articoli con riferimenti agli spiritual(s), o Negro Spiritual, l’insieme dei canti cristiani sviluppati e tramandati oralmente dagli schiavi africani negli Stati Uniti. Si trattava di brani d’origine popolare (folk songs) a carattere religioso cantati dagli schiavi africani e dagli afroamericani poi, spesso senza un autore identificabile (almeno finché la tradizione rimase orale) e sensibili della situazione, con liriche sovente prese dalla Bibbia ma con tematiche personali implicite riguardanti la fine della schiavitù, la fuga e la libertà sotto forma di metafore per non farsi comprendere dai padroni o dai capi religiosi. Si diffusero soprattutto negli ultimi decenni del 1700, fino all’abolizione della schiavitù legalizzata negli anni 1860 che innestò un ulteriore sviluppo.
Ebbero origine dai ritrovi informali e nei meeting clandestini, spesso condotti all’aperto di notte in luoghi molto appartati, in cui la partecipazione fisica e diretta attraverso il canto, nella forma di reiterazioni e call and response, la danza, in particolare il rituale ring shout, e il battito di mani, per loro natura inducevano a un coinvolgimento più attivo ed estatico, fino a stati simili alla trance.
Gli schiavi furono introdotti alla religione cristiana già nel XVII secolo, tuttavia tra loro la comprensione e l’interesse di questa materia estranea rimasero piuttosto bassi per molto tempo, ma in seguito le storie bibliche cominciarono ad affascinare sempre più gli schiavi per via dei paralleli che videro con le loro stesse esistenze, arrivando a creare una propria narrativa esaltati da alcune figure come Daniele e Mosè. Tipicamente gli spiritual sono svolti nella forma chiamata-risposta, con una voce principale che improvvisa una frase e un coro che risponde all’unisono. La ricchezza e la bellezza di suoni e voci, l’intensità ritmica e polifonica, la non linearità dell’espressione e altri aspetti non mancarono di affascinare i primi e i pochi osservatori (bianchi) esterni (l’unica altra categoria che poté accedervi, oltre a quella dei padroni e dei religiosi, fu quella degli insegnanti in epoca post-schiavista). Tuttavia, proprio per la complessità espressiva, chi tra loro aveva il desiderio o la necessità di trascrivere una di queste funzioni oltre alla meraviglia doveva aggiungere il senso di frustrazione per l’impossibilità di annotare sulle righe non solo l’insieme ma anche solo una di queste libere forme vocali.
Molti spiritual sono andati persi in questo modo, altri hanno avuto un diverso destino e in un modo o nell’altro sono arrivati fino a noi, come Nobody Knows the Trouble I’ve Seen, Sometimes I Feel Like a Motherless Child, o Go Down, Moses. Pionieri in questo senso furono William Francis Allen, Charles Pickard Ware e Lucy McKim Garrison (v. sotto Slave Songs of the United States).
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