Valli di Comacchio – Parco del Delta del Po

Giro ad anello in bicicletta da Comacchio per le Valli fino al mare (Lido degli Estensi), tornando poi da Porto Garibaldi. È un circuito breve tutto in piano di circa 16 km, ma alla fine abbiamo tranquillamente doppiato girando anche al mare e a Comacchio. Da fare quando c’è bel tempo ma non troppo caldo per non morire dall’afa (vale per tutta l’area del Parco del Delta del Po), con cannocchiale per chi ama il birdwatching.
L’anello dà sulle valli Fattibello e Spavola, e comprende la vecchia Salina, circoscrivendo quindi solo la punta nord, piccola rispetto all’intera estensione delle Valli che, seppur ridotta nel tempo a causa delle varie bonifiche è comunque, da Comacchio fino al fiume Reno, di circa 130 km2.
Le Valli di Comacchio, dalla provincia di Ferrara a quella di Ravenna, sono un unico bacino (o laguna) d’acqua salmastra con terre emerse e isole, ma portano nomi diversi che ne identificano la posizione (oltre a Fattibello, Lido di Magnavacca, Fossa di Porto e Valle Campo sono le principali, ma ci sono anche Valle Furlana e Valle Molino). Sono parte del Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna, che è molto esteso andando da Mesola sul Po di Goro fino alle Saline di Cervia, e comprendente anche, non sulla costa, le Valli di Argenta sul fiume Reno.
I percorsi sono vari e si possono fare, oltre che in bici, in barca, canoa, ecobus, a cavallo e a piedi. Se si vuole girare l’area nella sua interezza visitando tutti i luoghi d’interesse paesaggistico e/o storico (per alcuni occorre la guida), va da sé che necessitano più giorni.

Naturalmente l’attuale delta del Po si trova a nord, nella provincia di Rovigo in Veneto con varie diramazioni, ma nell’antichità classica le foci erano qui, nelle Valli di Comacchio, ancora conservanti l’aspetto deltizio e paludoso. Il Parco del Delta del Po si dovrebbe considerare uno unico, ma le due regioni interessate lo gestiscono separatamente, così anche quello del Veneto ha la sua denominazione (Parco Regionale del Delta del Po del Veneto).
Da Comacchio, che è deliziosa e merita una visita (v. link) abbiamo attraversato Ponte San Pietro passando sulla pista sterrata a sinistra del ponte, proseguente verso sud (Strada Foce) a pelo d’acqua sulla laguna disseminata di capanni da pesca; è la Valle Fattibello, ed è subito silenzio e luce.
I casoni da pesca sono detti anche padelloni o bilancioni, per via delle reti a bilancia usate dai pescatori, e sono come quelli che si vedono al mare.

A metà circa del lungo canale ritratto nella foto 6 c’è una piccola isoletta (non visibile nella foto), collegata da un ponticello, su cui c’è uno dei più fotografati casoni di valle, Donnabona, però purtroppo non ci siamo stati. La strada sterrata, una lingua tra le acque, andava nel senso opposto rispetto alla nostra direzione, ma l’avrei esplorata volentieri se non fosse stata sbarrata.
Su Strada Foce, nei pressi dell’imbarco per la visita alle Valli, s’incontra il Bettolino di Foce, ristorante ricavato all’interno del casone di Foce, un tempo importante stazione di pesca delle Valli. Si prosegue verso nord-est lungo il Canale Logonovo fino alla vecchia Salina (visitabile con guida), da anni non più utilizzata per la produzione di sale. Sulle strisce verdi di terra si notano antichi edifici, tra cui la storica (XVI sec.) Torre Rossa, mentre un po’ distanti dalla pista si possono ammirare i fenicotteri rosa nei pressi della Salina, dove nidificano. Seguendo poi la rientranza che devia brevemente dal rettilineo ci si può affacciare sulla “via dei bilancioni” sul canale opposto, dove ho fotografato il casone a forma di vascello.

Nella foto 16, l’edificio della vecchia Salina di Comacchio visto dal canale Logonovo. Le ultime due foto con la via dei bilancioni probabilmente le ho fatte dal ponte con la torre di osservazione (sulla quale ahimè non son potuta salire, sbarrata anche questa), proprio al centro della confluenza dei canali che collegano le Valli al mare, dove un tempo c’era il delta del Po prima che il grande fiume si spostasse più a nord. Da lì siamo passati sull’altra sponda per andare al mare, al Lido degli Estensi.
Dopo un giro, il pranzo e un po’ di spiaggia siamo passati a Porto Garibaldi con il traghettino da molo a molo e tornati a Comacchio sulla pista ciclabile della statale.

Pubblicato da Sugarbluz in BLUES & PICS // 10 Giugno 2018
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