Articoli relativi a: Howlin’ Wolf

Chester Arthur Burnett (1910-1976), detto Howlin’ Wolf, bluesman del Mississippi dell’est, figura monumentale del downhome blues tradizionale rivitalizzato e urbanizzato a Chicago.
Nacque a White Station (oggi Whites), tra West Point e Aberdeen (v. sotto, East Mississippi, pt 2). Tra le sue prime e più grandi influenze Charlie Patton, che incontrò nel 1930 e prese a seguire nei juke joint nei dintorni di Dockery Farms; Patton gli diede lezioni di chitarra e gli mostrò come intrattenere il pubblico. Fu influenzato anche da Blind Lemon Jefferson, Tommy Johnson, dai Mississippi Sheiks e da Jimmie Rodgers; il suo growl vocale nacque proprio dai tentativi di imitare lo yodel del musicista country, come lui proveniente dal Mississippi dell’est. Se di Patton non poté uguagliare la tecnica chitarristica, di sicuro ne interiorizzò la vocalità gutturale superandola senza sforzo, perché il miglior strumento di Wolf fu la sua potente voce, oltre al suo immenso carisma. Per l’armonica fu invece indirizzato nei primi rudimenti dal cognato e riluttante maestro S.B. Williamson II, incontrato in Arkansas nel 1933.
Per tutti gli anni 1930 fece il musicista itinerante nel sud, da solo o in compagnia di gente come Williamson, Floyd Jones, Johnny Shines, David ‘Honeyboy’ Edwards, Robert Johnson, Robert Jr Lockwood, Willie Brown, Son House, Willie Johnson. Verso la fine del decennio cominciò a elettrificare la chitarra.
Dopo il servizio militare alla fine del 1943 stette a West Memphis, Arkansas, lavorando nei campi e suonando nei fine settimana con i colleghi del luogo, come Floyd Jones. Formò la sua band nel 1948 e tra i membri ci furono i chitarristi Willie Johnson, Matt ‘Guitar’ Murphy e in seguito Pat Hare, oltre all’armonicista Junior Parker; alla radio KWEM di West Memphis suonò dal vivo per la canonica mezz’ora dello sponsor, e occasionalmente alla KFFA con Williamson.
Fu Ike Turner, nelle veci di talent scout, a condurlo da Sam Phillips alle soglie degli anni 1950, il quale lo registrò cedendo alternativamente i brani ai fratelli Bihari di Modern Records (RPM) e a Chess, non avendo ancora fondato Sun Records. Howlin’ Wolf divenne una celebrità locale, esibendosi dal vivo con una band che prevedeva sempre Willie Johnson. Se Hubert Sumlin con la finezza del suo fraseggio e dei suoi lick, tanto incendiari quanto discreti, sarà complemento all’imponenza di Wolf, adeguandola al backbeat e al nuovo suono urbano di Chicago, Willie Johnson amplificò la potenza vitale del leader caratterizzando le incisioni di Memphis con una simile ed energica grinta, come se la sua chitarra doppiasse la spina dorsale di quella voce, ma non è tutto qui. Johnson fu un chitarrista inventivo, nella stessa classe di Earl Hooker, tra i primi a utilizzare la distorsione, e con un bel suono grasso; piazzava accordi jazzati dietro Wolf (a differenza di Sumlin che non suonava quasi nessun accordo) in uno stile parallelo a T-Bone Walker.
A Memphis è la seconda sessione dell’estate 1951 a produrre il suo primo disco (Moanin’ at Midnight / How Many More Years), pubblicato su Chess, con Ike Turner al piano, Willie Johnson e il batterista Willie Steel, a cui fanno seguito un paio di sessioni registrate alla KWEM nell’autunno 1951, da cui usciranno tre singoli pubblicati su RPM, con la stessa formazione (più Calvin Newborn in un paio di tracce). L’alternanza dei brani registrati a Memphis mandati a Chess e a Modern continuò fino al 1953, poi Chess vinse la disputa sul contratto di Wolf e questi ebbe la prima sessione a Chicago nel marzo 1954, mentre la prima con Hubert Sumlin fu nel maggio 1954, in coppia con un altro grande chitarrista, Jody Williams. Negli anni 1950 Howlin’ Wolf raggiunse la classifica R&B nazionale cinque volte. Sumlin si assentò per brevi periodi tra il 1956 e il 1957, ma poi sarà sempre con lui o quasi, fino alla fine, dipingendo nota per nota.
Negli anni 1960 Wolf ebbe altri brani di successo, la maggior parte scritti da Willie Dixon, oggi standard del blues, ripresi all’epoca del primo blues revival dalle rock band inglesi e americane emergenti. Venne in Europa con l’American Folk Blues Festival nel 1964 e apparve in TV nel 1965 (su insistenza degli Stones).
Per più dettagli v. in particolare “East Mississippi, pt 2”.

Howlin' Wolf mural, West Point, Mississippi

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