Articoli relativi a: Kim Wilson

Kim Wilson (1951), eccellente armonicista e cantante nativo di Detroit, Michigan, ma cresciuto in California dall’età di nove anni. Frontman storico e da anni unico elemento originale dei Fabulous Thunderbirds fondati nei primi anni 1970 con Jimmie Vaughan (insieme al bassista Keith Ferguson e al batterista Mike Buck, poi con personale costantemente cambiato), a cui in seguito ha associato una carriera solista a capo di suoi ensemble più orientati verso il blues, nominati (Kim Wilson’s…) Blues Revue o più recentemente Blues All-Stars, anche questi in continuo rinnovamento.
Non importa quale delle sue formazioni guidi, quale stile/approccio utilizzi, quale dei linguaggi americani tradizionali o un melting pot di essi adotti, in acustico come in elettrico, mono o stereo: Kim Wilson dà sempre il meglio, avendo maturato negli anni un canto accattivante e incisivo, e assestandosi (fin da subito) come un virtuoso dell’armonica nel senso migliore del termine; quindi non come qualcuno in possesso di notevoli doti tecniche volte solo a mostrare inutili acrobazie (asettiche di per sé e del tutto aliene al blues – e alla buona musica in generale), piuttosto al servizio di una sua propria ed efficace forza emotiva dal grande impatto sonoro in ogni aspetto della musicalità: dal tono al fraseggio, dalla flessibilità ritmica all’invenzione melodica e all’uso sapiente delle dinamiche.
Da ragazzo studiò chitarra e trombone, ma li abbandonò dopo la scoperta del blues e l’apprendistato nella Bay Area con George ‘Harmonica’ Smith, Charlie Musselwhite e Jimmy Reed. Si trasferì poi in Minnesota per suonare in un gruppo chiamato Aces, Straights and Shuffles (con Kent DuChaine) che si esibì, grazie a Willie Dixon che fece da manager, con John Lee Hooker, Howlin’ Wolf, Albert Collins. Il suo trasferimento ad Austin, Texas, nei primi anni 1970 fu fondamentale per la sua carriera, conoscendo e collaborando con Stevie Ray Vaughan (v. la sua tomba in Dallas/Fort Worth, Texas) e destando l’interesse del fratello maggiore di questi, Jimmie Lee Vaughan, con il quale appunto iniziò i Fabulous Thunderbirds, band blues-roots-rock destinata a diventare iconica e altamente influente, seppur rimanendo di nicchia, per aficionados.
Divennero l’house band all’altrettanto leggendario Antone’s Nightclub, di Clifford Antone, Wilson ricevette la sacra benedizione di Muddy Waters, e suonarono con ogni importante bluesman di passaggio ad Austin, come appunto Muddy, Jimmy Rogers, Eddie Taylor, Big Walter Horton, Buddy Guy, James Cotton, e molti altri.
Nel 1990, in un momento di pausa dai T-Birds, Wilson s’imbarcò nel Dave Edmunds’ Rock & Roll Revue con Graham Parker, Steve Cropper e Dion DiMucci (Edmunds era stato il produttore dell’LP Tuff Enuff dei T-Birds), e nel 1993 cominciò la carriera solista con l’album/CD Tigerman, seguito da That’s Life l’anno dopo, e da My Blues (1997), quest’ultimo tra i suoi migliori insieme al disco dal vivo del 2001 Smokin’ Joint. Poco dopo uscì un altro disco, The Memphis Barbecue Sessions, in bell’accoppiata con Big Jack Johnson, e Lookin’ for Trouble, con molti brani autografi. A nome del Kim Wilson’s Blues All-Stars ha pubblicato insieme a Barrelhouse Chuck un primo disco, continuando la collaborazione con il pianista anche in Blues and Boogie Vol. 1 (2017, “Barrel” morì nel periodo delle registrazioni, preceduto dal batterista Richard Innes), registrato in mono nello studio di Oceanside di Nathan James e nel Big Tone di Big Jon Atkinson (oltre a Nathan James, vi appaiono altri due musicisti “di” James Harman, altro grande armonicista catalizzatore e pedana di lancio dei migliori sideman, il batterista Marty Dodson e il bassista Troy Sandow, v. anche recensione del Lucerne Blues Festival al link nel nome di Nathan James). Nel 2020 ha continuato la sua ultima tendenza a registrare in mono e con le tecniche degli anni 1950 ancora nello studio di Atkinson con Take Me Back! Da segnalare anche il tributo a Muddy Waters con Mud Morganfield, For Pops.
Nella sua lunga carriera ha tenuto per tanto tempo una media annuale di concerti molto alta (oggi soprattutto con i T-Birds), e ha partecipato come sideman a decine e decine di album di altri artisti.
È impossibile affermare quale armonicista l’abbia influenzato di più perché si può dire che lo è stato più o meno ugualmente da tutti i più grandi, da S.B. Williamson II a Little Walter, ma ha interiorizzato così profondamente quei suoni che ciò che ne esce altro non è che un’elaborazione di se stesso. Nel suo canto a volte sembra di sentire Smiley Lewis, e/o altri poderosi cantanti degli anni 1940/1950 con gran tono, e senz’altro si sente anche lo stile musicale e vocale di Johnny ‘Guitar’ Watson.
La sua musica va dal West Coast blues, ricco di blues shuffle texano, swing e jump blues californiani, al blues di Chicago, dal blues di Memphis alla musica swamp della Louisiana (v. swamp blues e swamp pop), linguaggi confluenti in una gamma sonora rappresentante uno dei migliori crogioli provenienti da Austin, con una gran mole di musicisti coinvolti.
Numerosi sono gli accompagnatori e i solisti i cui nomi sono diventati storia (in molti casi resi noti proprio grazie ai suoi dischi) legandosi segnatamente a lui e a quella scena; per dirne solo alcuni tra i più famosi e tralasciando l’ultimo ventennio: i chitarristi Rusty Zinn, Derek O’Brien, ‘Duke’ Robillard, Junior Watson, Billy Flynn, Kid Ramos, i bassisti Larry Taylor e Preston Hubbard, i batteristi Richard Innes, Fran Christina, George Rains, i pianisti Gene Taylor e Fred Kaplan.

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